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La logica della posizione - 19^ puntata

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on . Postato in Breve corso di psicoeconomia | Letto 829 volte

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PERCHE' SI FA FATICA A VENDERE IN PERDITA?

UN GIORNO SCOPRITE UN TITOLO CHE VI PIACE…

…lo studiate e ne ricavate una sola conclusione chiara e senza alcuna ombra di dubbio: E' UN AFFARE!

Perciò lo seguite per un periodo più o meno lungo per scegliere il giusto timing, finché ad un certo punto lo acquistate.

Poi state a guardare.

Il titolo scende, e continua a farlo fino a portarvi decisamente in perdita. Il risultato negativo è molto pesante e difficile da gestire. Ad un certo punto l'emorragia si arresta ed il titolo comincia un lento movimento laterale. Il movimento è abbastanza tranquillo, ma rassicurante. Poi il titolo risale senza troppo entusiasmo e recupera i due terzi della perdita precedente. Quindi riprende a scendere. Di nuovo questo comportamento vi fa perdere la pazienza e vi fa seccare molto. Ancora una volta il titolo inizia a spostarsi orizzontalmente e quindi a risalire.

Alla fine il titolo ritorna, a fatica, al punto di pareggio.

Voi, sfibrati da questo periodo trascorso in forte perdita, decidete di disfarvene e di venderlo non appena riagguantato il pareggio.

Alla fine dei conti non è successo nulla! Non avete guadagnato, ma non avete neanche perso.

Eppure la sensazione che vi resterà al termine di questa operazione sarà di amarezza!

Il motivo deriva dal fatto che le cose non sono andate come volevate o come vi aspettavate. Diciamo che state sperimentando una forma di delusione.

LE COMPONENTI SONO DUE

Per quale motivo si fa fatica a vendere in perdita?

Ve lo siete mai chiesti? E' una domanda banale, ma è molto importante conoscerne la risposta per capire quali sono i freni nascosti che ci impediscono di operare con razionalità.

In effetti le componenti che sono alla base della resistenza a vendere in perdita sono due:

la non accettazione della perdita e la delusione per l'andamento dell'operazione.

Nell'esempio precedente abbiamo visto in azione la seconda, visto che la prima non c'entrava, non essendoci alcuna perdita!

LA NON ACCETTAZIONE DELLA PERDITA

La non accettazione della perdita è un elemento scontato! Tutti sappiamo che non è affatto facile chiudere un'operazione col segno rosso. E' psicologicamente più facile tenerla aperta nella speranza di un capovolgimento di fronte, perché sembra quasi che non costi nulla. In realtà il rischio c'è, ed è quello di un aggravamento della posizione.

LA DELUSIONE

La non accettazione del fatto di aver sbagliato previsione, vale a dire la delusione per come sono andate le cose, non è un elemento così evidente.

E' presente anche nelle situazioni di rialzo: immaginate per esempio di acquistare un titolo e di avere avuto ragione dal mercato fin dalle prime sedute di Borsa. Il titolo sale e sale, fino a quando inverte la rotta e ritorna indietro, fino al prezzo di acquisto!

Ebbene, in quel caso i guadagni sfumati vi procureranno sicuramente un senso di delusione che potrebbe impedirvi la vendita del titolo, e spingervi ad attendere la sua risalita, senza nemmeno tener conto del rischio di poter andare in perdita!

METTETEVI ALLA PROVA

Ognuno di noi però è diverso dagli altri. Qual è la vostra emotività? Come vi comportereste in perdita?

Provate a saggiare la vostra reattività alla perdita con i test dal numero 31 al 39 del mio libro "100 test per guadagnare in borsa" (ed. Franco Angeli), e cercate di capire quale è la vostra peculiare tendenza nascosta nelle situazioni caratterizzate dal segno rosso. Sfidate inoltre il vostro self control con il test del capitolo 3 del mio libro "Come guadagnare in Borsa con la psicologia", e prestate attenzione alla vostra reazione.

Avete provato? Bene.

Se nelle situazioni di perdita non fate fatica a vendere e ad attuare lo stop loss, significa che le componenti di 1) DELUSIONE e 2) NON ACCETTAZIONE DELLA PERDITA sono presenti in voi in forma minima, ed avrete maggiori chance di successo.

LA TERAPIA

Se invece verificherete la presenza di una, o dell'altra, o di entrambe le componenti, allora, prima di operare in Borsa dovrete lavorare molto su Voi stessi per cercare di:

A) capire che è matematico perdere ogni tanto e non azzeccare l'operazione

B) è necessario attuare lo stop loss e ridurre le perdite al minimo non appena si verificano

C) perdere ogni tanto non significa sbagliare, ma è un elemento ineliminabile dell'operatività di borsa

LA CONCLUSIONE PSICOECONOMICA

Per capire meglio l'importanza dello stop loss dovete sapere che, all'aumentare della perdita aumentano sia 1) LA DELUSIONE, che 2) LA NON ACCETTAZIONE DELLA PERDITA, vale a dire entrambe le componenti che frenano la vendita e la chiusura dell'operazione.

E' meglio vendere subito, non appena la perdita sta per formarsi

1) per non darle la possibilità di aumentare, ma anche

2) PERCHE' SI TRATTA DEL MOMENTO IN CUI E' PSICOLOGICAMENTE PIU' FACILE CHIUDERE L'OPERAZIONE! PIU' IL TITOLO SCENDERA' E PIU' SI FARA' FATICA, E PIU' SI ENTRERA' IN UN PERICOLOSISSIMO CIRCOLO VIZIOSO.

LA CONCLUSIONE FONDAMENTALE E' PROPRIO QUESTA: DI SOLITO CI INSEGNANO AD ATTUARE LO STOP LOSS PER LIMITARE LE PERDITE, MA L'IDEA DI ATTUARLO PER APPROFITTARE DELLA MAGGIORE CAPACITA' DI ACCETTAZIONE DELLA PERDITA E' UNA CONCLUSIONE DI ESCLUSIVA PERTINENZA DELLA PSICOECONOMIA !!

(Riproduzione Riservata - © 2000 Renato Paludetto)

Tags: economia psicologia borsa, titoli, azioni

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