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La logica di Posizione - 1^ puntata

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on . Postato in Breve corso di psicoeconomia | Letto 381 volte

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Sapreste definire o quantificare la vostra emotività in Borsa?

Vi è mai capitato di acquistare delle azioni per poi trovarvi improvvisamente in perdita ed avere paura?

Vi siete mai trovati con dei titoli in portafoglio che hanno cominciato a salire tantissimo e talmente in fretta da farvi venire la tentazione di acquistarne ancora, per sfruttare il buon momento?

Se la risposta è sì allora siete degli investitori emotivi, proprio come la stragrande maggioranza delle persone comuni. Ma ci sono tanti tipi diversi di emotività, come tante sono anche le cause di fondo.

Quello che conta innanzitutto è il prenderne atto, l’esserne coscienti, e ciò andrà fatto con la più grande serenità e naturalezza possibile: d’altronde che colpa ne avete se avete paura quando perdete dei soldi o se siete euforici quando state guadagnando? Ve lo dico io: nessuna!! Siamo degli esseri umani e questo tipo di reazioni fa parte della nostra natura.

L’altro aspetto importante è sapere che questo genere di risposta emotiva è modificabile e controllabile, fino a renderla decisamente ininfluente rispetto ai risultati delle vostre operazioni. Buono a sapersi vero? In compenso dovrete lavorarci un po’!

Per far questo ci viene incontro la psicoeconomia, che è quella disciplina che studia gli aspetti interconnessi tra psicologia (individuale e/o collettiva) ed economia (micro e macro), cercando di dare fondamento scientifico a quanto finora è stato trattato come materia agli estremi confini di entrambe le aree del sapere.

Personalmente ritengo che il futuro di molte aree di ricerca dello scibile umano sia proprio legato alle indagini di quelle zone chiaro-scure che coinvolgono due o più discipline. Se la società va verso una specializzazione spinta, resta il fatto che molti aspetti da studiare necessitano un approccio interdisciplinare, che non sia tanto la semplice somma algebrica di due materie, quanto la loro fusione, al fine di far nascere qualcosa di totalmente nuovo.

Ritornando alla vostra emotività possiamo cominciare a saggiarla con un piccolo test che poi servirà ad introdurre una domanda di buon senso.

TEST 1

Immaginate di aver effettuato uno studio sulla società Plastal, e di avere scoperto che le sue prospettive sono molto promettenti. Ne avete comperate 100.000 al prezzo di lire 1000 (totale 100 milioni), ed ora, dopo sette giorni sono scese a 900 lire. State perdendo il 10%!

A quale prezzo ora sareste disposti a rivenderle?

  1. – 950 lire
  2. – 980 lire
  3. – 1000 lire
  4. – 1020 lire
  5. – 1050 lire

Se avete risposto 1000 o 1020 potete tranquillizzarvi perché questa è la risposta della stragrande maggioranza dei piccoli investitori. Ora vorrei farvi una domanda di buon senso: qual è l’errore di fondo in questo tipo di reazione dell’investitore? Pensateci!

 

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SOLUZIONE: L’investitore ha comperato le azioni sulla base delle prospettive della società, quindi secondo una logica fondamentale, perché si tratta di un buon affare.Ma quando vende, non pensa più alla società, alle sue potenzialità, alla sua dinamicità, ma pensa a sé stesso, alla sua posizione in quell’operazione, vale a dire si preoccupa di non perdere. La sua operazione inizia con una logica, ma si conclude sulla spinta di un’altra logica: la logica di posizione! Il livello di uscita non è dato da un peggioramento dei conti della società, o da criteri fondamentali, ma è stabilito usando il metro di misura guadagno/perdita tipico della logica di posizione.

In teoria poteva entrare a 1100 e uscire a 1300, oppure entrare a 1200 ed uscire a 1400. La società stessa potrebbe valere 1500 lire ad azione ed essere fortemente sottovalutata, ma questo non interesserebbe più al nostro investitore, preoccupato com’è di non subire perdite!

Questo è un tipico errore di fondo: la logica di posizione è il meccanismo subdolo con cui la reazione psicologica dell’investitore si materializza in azioni concrete. Invece la logica di chiusura di un’operazione dev’essere la stessa dell’apertura: non si possono cambiare i criteri di valutazione in corsa, non è corretto.

TEST 2

Immaginate di avere in portafoglio 4000 azioni Alambra acquistate un mese fa a 10.000 lire. Da due settimane circolano voci di un’importante acquisizione societaria da parte dell’Alambra, e da 5 sedute di Borsa la vostra azione realizza strappi positivi da 3 o 4 punti percentuali. Siete contentissimi, e pensate che il bello debba ancora venire. Avete in conto corrente ancora 50 milioni liquidi investibili. Che cosa fate?

  1. Comperate ancora azioni Alambra per 10 milioni
  2. Comperate ancora azioni Alambra per 20 milioni
  3. Comperate ancora azioni Alambra per 30 milioni
  4. Non fate proprio niente
  5. Vendete tutte le azioni Alambra che possedete.

Chi ha risposto A oppure B sappia che si trova in buona compagnia, in quanto si tratta di una reazione frequente. Voglio tuttavia solleticare la vostra perspicacia nell’individuare dove si trova in questo caso l’errore di fondo dell’investitore.

SOLUZIONE: In questo caso la logica di posizione interviene all’inizio dell’operazione: state guadagnando bene, quindi vi sentite euforici e ci avete preso gusto; tanto più che anche in caso di perdita sareste protetti dai guadagni realizzati fino a quel momento. La posizione di vantaggio allenta le normali difese e fa diminuire la prudenza, così pensate di potervi permettere di rischiare di più, come in effetti succede. Anche qui la reazione psicologica si materializza sotto le mentite spoglie della logica di posizione.

Invece se l’operazione era iniziata con un determinato obiettivo, sulla base di una logica (fondamentale o tecnica) dovrebbe concludersi secondo gli stessi criteri, e non espandersi ulteriormente sulla semplice spinta emotiva.

Come avete visto, anche in situazioni molto semplici come quelle descritte, la psicologia dell’investitore esercita un’influenza determinante.

Vedremo nei prossimi appuntamenti come funziona tale psicologia, per aiutarvi ad effettuare un’autodiagnosi, mentre il passo successivo sarà insegnarvi a controllare la vostra emotività e ad utilizzarla proprio a vostro beneficio.

 

(riproduzione riservata)

 

 

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