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PSICOLOGIA NEWS n.127 - 7.8.2003

on . Postato in News libri e riviste | Letto 195 volte

  • Silenzi e parole negli ultimi giorni di vita
  • VERSO L'AUTONOMIA. La metodologia T.e.a.c.c.h. del lavoro indipendente al servizio degli operatori dell'handicap
  • AIUTAMI A CRESCERE. Guida per genitori ed educatori di bambini disabili e non
  • Serial killer. Storie di ossessione omicida
  • Tuo figlio è un genio
  • Figlie in lotta con il cibo
  • I vizi capitali e i nuovi vizi
  • Come se finisse il mondo. Il senso dell'esperienza schizofrenica
  • Come sopravvivere con un'adolescente in casa
  • Il fragile potere della memoria. Come la mente dimentica e ricorda

Bonetti Marco, Rossi Marina, Viafora Corrado
Silenzi e parole negli ultimi giorni di vita
Contributi: Brolis Renata, Dal Ponte Adriana, Goisis Giuseppe L., Gonella Pietro, Lagostena Adriano, Lora Aprile Pierangelo, Mancini Rizzotti Anna, Morasso Gabriella, Natoli Salvatore, Neresini Federico, Paccagnella Adriano, Palumbo Filippo, Pegoraro Renzo, Pinkus Lucio, Sartori Lisa, Tenni Carlo
2003, Collana: Scienze umane e sanità, Codice ISBN: 88-464-4598-8, Pagine: 264
Prezzo: € 19,00
Editore: Franco Angeli - Milano

La ricerca di fondo che anima e unifica i contributi raccolti nel presente volume si articola attorno al confronto tra diverse interpretazioni della dimensione umana della morte e del morire. Si tratta perciò di un approccio essenzialmente antropologico, presupposto ineludibile, per quanto riguarda il livello assistenziale, di ogni programma di umanizzazione dell'assistenza al malato terminale e, per quanto riguarda il livello più specificamente etico, passaggio obbligato di un'adeguata istruzione dei problemi che insorgono nel contesto delle Cure Palliative.
Sviluppatosi nella prospettiva dell'umanizzazione del morire, contro il progressivo impoverimento umano cui il morire è esposto all'epoca della tecnicizzazione della medicina, il movimento delle cure palliative non è esente da una connotazione di ambiguità: tentativo di socializzazione del morire, oppure nuova forma di medicalizzazione? La soluzione di questa ambiguità richiede di ravvivare l'intenzionalità originaria delle Cure Palliative: aiutare a vivere fino alla fine. É in sostanza l'intenzione di valorizzare il tempo del morire, sottrarlo alla deriva della residualità, al rischio della logica della "rottamazione".
Nel presupposto che, anche nella fase terminale, un paziente rimane persona e in quanto tale in grado, se posto nelle adeguate intenzioni, di fare dell'ultimo tratto della sua vita, un'esperienza di crescita. E tuttavia, se questo presupposto offre un chiaro orientamento, si deve tener conto delle difficoltà che la pratica dell'accompagnamento del malato terminale comporta. Di fronte alla richiesta di prestazioni di alta intensità solidaristica che l'accompagnamento comporta, come non notare l'incongruenza tra questa richiesta e il diffuso atteggiamento di "apatia" che si pone nei confronti della sofferenza in termini di pregiudiziale rifiuto? Se per concetto di "terapia" viene tradizionalmente inteso solo l'intervento finalizzato a risolvere o migliorare uno stato negativo, com'è possibile un impegno terapeutico in una realtà che è inguaribile? Con quali motivazioni alimentare l'impegno terapeutico-assistenziale? Su quali livelli di competenza si possono o si devono investire le proprie aspirazioni professionali anche per la cura del malato per il quale "non c'è più niente da fare" in termini di guaribilità?

Marco Bonetti , dirigente medico esperto in organizzazione dei Servizi e di formazione in ambito socio-sanitario, referente del programma formativo della Regione Veneto per lo sviluppo della rete di cure palliative. È curatore del volume "Il dolore è narrato: la comunicazione con il malato oncologico Grave", Centro Scientifico Editore, Torino 2001.
Marina Rossi , psicologa, psicoterapeuta ed esperta in formazione professionale, è funzionario regionale della Direzione Piani e Programmi Socio-Sanitari della Regione Veneto, incaricata della progettazione e realizzazione delle iniziative formative regionali per lo sviluppo dei servizi di assistenza e cura ai malati in stato di particolare gravità.
Corrado Viafora , professore di Filosofia morale presso l'Università di Padova, insegna Bioetica nella Facoltà di Scienze della Formazione e nella Facoltà di Medicina e Chirurgia. Fa parte nella stessa università del Corpo Docente del Dottorato di ricerca in Metodologia clinica e del Corso di Perfezionamento in Bioetica, è presidente del Comitato di Bioetica del Dipartimento di Pediatria. Dal 1988 coordina la ricerca e le attività di formazione del Progetto Etica e Medicina della Fondazione Lanza. È membro della European Society for Philosophy of Medicine and Health Care. È autore di Fondamenti di Bioetica , Ambrosiana Editrice, Milano 1989 e curatore di: Vent'anni di Bioetica: idee, protagonisti, istituzioni , Gregoriana Editrice, Padova 1990; Comitati Etici: una proposta bioetica per il mondo sanitario , Gregoriana Editrice, Padova 1995; Quando morire? Bioetica e diritto nel dibattito sull'eutanasia , Gregoriana Editrice, Padova 1996. Dirige, insieme a P. Benciolini, la Collana "Etica e Medicina", pubblicata da CIC Edizioni Internazionali, Roma


Enrico Micheli - Marilena Zacchini
VERSO L'AUTONOMIA. La metodologia T.e.a.c.c.h. del lavoro indipendente al servizio degli operatori dell'handicap
2001, Collana: G.E.A., ISBN 88-86430-49-3, pag. 210
Prezzo: € 28,41
Editore: Editrice Vannini

Questo manuale è pensato per persone colpite da disabilità che impediscono di comprendere agevolmente il mondo e le regole che lo governano; disabilità evidenti nelle persone affette da Autismo o da Ritardo Mentale con problemi di Comunicazione. Esiste uno strumento che aiuta genitori ed operatori nella pratica quotidiana con i soggetti. E' la modalità di lavoro indipendente, che viene qui illustrata nelle sue diverse e fondamentali componenti: cosa è utile ed opportuno insegnare, come scegliere gli obiettivi del Piano Educativo Individualizzato con modalità che siano rispettose delle possibilità espresse dalla persona disabile, come promuovere questi insegnamenti in modo che la persona possa svolgere i compiti proposti in totale indipendenza.
230 schede con fotografie a colori esemplificano la diversa natura dei compiti; esse sono corredate da una sintetica descrizione delle aree coinvolte, degli obiettivi, e dell'età di sviluppo a cui è riferibile il compito.

Lucio Moderato
AIUTAMI A CRESCERE. Guida per genitori ed educatori di bambini disabili e non.
2001, Collana: G.E.A., ISBN 88-86430-57-4, pag. 144
Prezzo: € 11.36
Editore: Editrice Vannini

Questo libro vuole essere uno strumento per i genitori, pensato dalla parte dei genitori e scritto con i genitori, al fine di sostenerli nella loro primaria ed insostituibile azione educativa di artefici dello sviluppo psicologico e delle modificazioni comportamentali dei propri figli, partendo dalla convinzione che si può diventare buoni educatori se adeguatamente informati. Il libro si prefigge, a questo proposito, di essere uno strumento per l'utilizzo immediato dei principi della Psicologia dell'educazione e dell'apprendimento, a livello operativo. L'estensione degli interventi educativi ed abilitativi ad ambienti naturali e quotidiani evita, inoltre, il pericolo di cadere in una certa artificiosità e frammentarietà dovuta a trattamenti condotti in situazioni particolari e circoscritte, rendendo più efficace lo stesso intervento "specialistico" condotto nelle strutture riabilitative e nei servizi educativi. La guida costituisce un utile strumento anche per quegli operatori (insegnanti, educatori, pedagogisti, psicologi) che operano quotidianamente con soggetti in età evolutiva, in modo particolare colpiti da ritardo mentale.


Carlo Lucarelli, Massimo Picozzi
Serial killer. Storie di ossessione omicida
2003, Collana Strade blu, Pagine 348, ISBN 8804516348
Prezzo: € 15,00
Editore: Mondadori - Milano

Carlo Lucarelli, un grande scrittore di noir, e Massimo Picozzi, un professionista della follia, psichiatra e criminologo, uniscono la passione narrativa e la conoscenza specialistica per tracciare il ritratto di alcuni serial killer del nostro tempo, raccontare la vita e le spaventose imprese dei più feroci omicidi seriali. Da Vincenzo Verzeni, che sconvolge l'Italia della seconda metà dell'Ottocento, ad Andrea Matteucci, che uccide alcune prostitute ad Aosta alla fine del Novecento. Da Fritz Haarmann, informatore della polizia tedesca, che trucida ventisette giovani e ne vende la carne al mercato nero, a Theodor Bundy, che pochi istanti prima di finire sulla sedia elettrica confessa l'omicidio di ben venti donne (ma alcuni gli attribuiscono un centinaio di vittime). E ancora, da Aileen Wuornos, prostituta che insanguina le strade della Florida, a Edmund Kemper, che prima di decapitare la madre fa a pezzi altre sei donne.
Serial killer è anche un'esplorazione della psicologia di questi mostri efferati, delle radici biologiche delle loro azioni, della differenza di comportamento tra soggetti maschili e femminili. Ed è, infine, un'indagine su tutti gli strumenti di cui oggi dispongono detective, profiler, magistrati per mettersi sulle tracce di queste figure di omicida ossessivo, sempre in bilico tra normalità e follia.



Gopnik, Meltzoff, Kuhl
Tuo figlio è un genio
Collana: I Saggi, 336 pagine, ISBN: 88-8490-323
Prezzo: € 18,10
Editore: Baldini&Castoldi - Milano

Lo scienziato più brillante ha solo tre anni.
Studi recenti hanno infatti dimostrato che è proprio intorno a quell’età che il cervello dell’homo sapiens dà il meglio di sé, risultando più veloce dei computer e risolvendo problemi di fronte ai quali persino Pitagora avrebbe vacillato. Tre ricercatori di fama internazionale spiegano qui nei dettagli cosa succede nella mente dei nostri piccoli, aiutandoci a capire quali siano i comportamenti che i genitori devono attuare (e quelli da evitare) per favorirne lo sviluppo.
Il fatto più sorprendente, ma anche incoraggiante, è che tali capacità non vengono perdute con gli anni. Al contrario, sostengono gli autori, quei meccanismi mentali sono gli stessi impiegati dagli scienziati nel loro lavoro.
Le nuove ricerche hanno infatti dimostrato che i bambini sanno e apprendono più cose sul mondo di quanto avremmo mai potuto immaginare: pensano e traggono conclusioni, fanno predizioni, cercano spiegazioni e compiono persino esperimenti.
Scienziati e bambini, insomma, si somigliano, anche perché nessuno è più bravo di loro nella difficile arte dell’imparare.
Questo libro, accolto negli Stati Uniti come la nuova bibbia della psicologia infantile, pur trattando della mente dei nostri figli, sviluppa, pagina dopo pagina, in maniera brillante e convincente, qualcosa di ancora più ampio.
«Negli ultimi trent’anni, studiosi come noi hanno tenuto d’occhio le culle, i girelli, gli asili nido e le scuole materne», dicono gli autori.
«I risultati, descritti in centinaia di rigorosi studi scientifici, spiegano come neonati e bambini pensano e imparano: studi importanti che hanno rivoluzionato le nostre idee sulla prima infanzia, ma anche sulla natura della mente.» Ne consegue un viaggio originale e seducente nei meandri della materia più complessa dell’universo: il nostro cervello.

«Andate al piano di sopra, aprite pian piano la porta e chinatevi sulla culla. Cosa vedete? La maggior parte vede l’immagine stessa dell’innocenza e della mancanza assoluta di difese. In realtà quel che vediamo è la mente più grande che sia mai esistita, la più potente macchina d’apprendimento dell’universo.»


Ostuzzi Roberto, Luxardi Gian Luigi
Figlie in lotta con il cibo
Collana: Le mele, 240 pagine, ISBN: 88-8490-379
Prezzo: € 14,00
Editore: Baldini&Castoldi - Milano

Negli ultimi anni i disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa, e disturbi del comportamento alimentare atipici) hanno avuto un incremento tale da rappresentare un preoccupante fenomeno sociale e sanitario che ha destato l'attenzione dei mass media. Talvolta l'informazione fornita è accurata, ma non di rado purtroppo può risultare fuorviante se non controproducente, creando confusione tra chi ha a che fare con gli adolescenti. Genitori e insegnanti sono portati a drammatizzare situazioni ascrivibili a fisiologiche crisi adolescenziali oppure a non riconoscere o sottovalutare l'espressione di un vero disagio.
Il proposito di questo testo, scritto da due noti medici specializzati nella cura di simili patologie, è quello di fornire indicazioni chiare, criteri semplici e facilmente verificabili per riconoscere i segnali che indicano la presenza di questi disturbi. Vengono inoltre esaminate le situazioni tipo che si creano nelle famiglie, forniti consigli sugli atteggiamenti e comportamenti da evitare o da assumere e illustrate le strategie integrate di terapia (psicologica e medica).

«La valorizzazione estrema dell'apparenza e della bellezza, unita alla valutazione positiva della magrezza, ha un ruolo primario nello sviluppo e nella diffusione dei disturbi del comportamento alimentare.
I familiari possono trovarsi in difficoltà a comprendere e "vedere" il problema perchè, inizialmente, i sintomi possono essere sottovalutati o scambiati per comportamenti comunque "normali".»

Umberto Galimberti
I vizi capitali e i nuovi vizi
2003, Collana: Super Universale Economica, Pagine: 132
Prezzo: € 7,5
Editore: Feltrinelli - Milano

I vizi capitali riletti alla luce della contemporaneità e una sequenza di "nuovi vizi" che coincidono con "tendenze collettive" a cui l’individuo riesce a opporre debole resistenze, pena l’esclusione sociale. Affabile e penetrante Umberto Galimberti esibisce qui quella sapienza e quella confidenza con il mondo che l’ha reso un punto di riferimento per un amplissimo pubblico di lettori.

"Come al solito non sono mai le virtù ma sempre i vizi a dirci chi è, di volta in volta, l’uomo. E allora guardiamoli da vicino questi vizi," così comincia Umberto Galimberti e prende le mosse dai vizi capitali: Accidia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira, Lussuria, Superbia.
Identificati come "abiti del male" da Aristotele, come "opposizione della volontà dell’uomo alla volontà divina" nel Medioevo, come espressione della tipologia umana nell’Età dei lumi appaiono infine come manifestazione psicopatologica nel Novecento. "E così, fuoriescono dal mondo morale per fare il loro ingresso in quello patologico. Non più vizi, ma malattie dello spirito."
Alla luce di questa sequenza storica, Galimberti "ambienta" i vizi nel panorama contemporaneo lasciando emergere significative contraddizioni, un’inedita penetrazione nel conflitto fra la funzionalità (anche del male) nell’età della tecnica e l’urgenza dell’etica. Segue, come un inevitabile complemento, un’ampia ricognizione su quelle tendenze, modalità comportamentali che si potrebbero definire, con la dovuta accortezza, come i "nuovi vizi": la sociopatia, la spudoratezza, il consumismo, il conformismo, la sessomania, il culto del vuoto. Non si tratta di caratteristiche della personalità (come lo sono i vizi capitali: l’avaro, il goloso, il superbo ecc.), anzi la voluttà dello shopping, la dipendenza dalla merce, per esempio, sono esattamente il contrario: il dissolvimento della personalità. E allora perché parlarne? "Per esserne almeno consapevoli e non scambiare per ‘valori della modernità’ quelli che invece sono solo i suoi disastrosi inconvenienti."


Eugenio Borgna
Come se finisse il mondo. Il senso dell'esperienza schizofrenica
2003, Collana: Universale Economica Saggi, Pagine: 234
Prezzo: € 7,5
Editore: Feltrinelli - Milano

Analisi dello sterminato universo delle psicosi, ma anche e soprattutto una riflessione critica sulla situazione del sistema sanitario internazionale in campo psichiatrico e sulle arbitrarietà teoriche che ne sostengono il funzionamento.

Le psicosi sono le forme più gravi di turba psichiatrica. Proprio intorno a questa forma così inquietante e sfuggente (il cui ventaglio di manifestazioni è vastissimo) si snoda il discorso di Borgna. Oggi è di moda, anche se già si sentono i primi segnali di inversione di rotta, l’interpretazione naturalistica della malattia mentale.Le cause prime andrebbero associate a un malfunzionamento dei centri cerebrali e le cure dovrebbero incentrarsi su terapie chimiche (farmaci) o di tipo affine (elettroshock). Questa impostazione è spesso viziata da motivi tutt’altro che scientifici. L’organizzazione sanitaria del nostro paese come di altri, tra cui gli Stati Uniti, non è in grado di sopportare i costi (anni di psicoterapia) di una psichiatria più umana. Eugenio Borgna, pur dichiarando che l’ausilio di farmaci può essere indispensabile quando si tratta di psicosi e non di nevrosi, difende la necessità di porsi in relazione con il paziente e di “penetrarne” il mondo. Il talento di Borgna consiste appunto nella capacità di penetrare il mondo psicotico tanto nel rapporto con i pazienti dell’Ospedale Maggiore di Novara quanto sulla pagina scritta, dove con l’ausilio delle storie dei suoi malati e dei testi letterari di famosi grandi psicotici, come Antonin Artaud e Gérard de Nerval, riesce a dare voce all’“urlo silenzioso” di questa patologia. Il libro, accessibile a ogni lettore colto, si rivolge ai colleghi psichiatri perché dismettano gli alibi della scienza e si calino umanamente nel loro compito terapeutico.

L'importanza della relazione interpersonale e della comunicazione tra lo psichiatra e il suo paziente è al centro di Come se finisse il mondo, libro che prende il titolo da quel profondo, dolorosissimo buco nero che è la psicosi. Le psicosi sono - come è noto - le forme più gravi di turba psichiatrica. Ed è proprio intorno a questa forma così inquietante e sfuggente (il ventaglio delle sue manifestazioni è vastissimo) che si snoda il discorso di Borgna.
Oggi è di moda (ma già si sentono i primi segnali di inversione di rotta) l'interpretazione naturalistica della malattia mentale. Le cause prime andrebbero associate a un malfunzionamento dei centri cerebrali e le cure dovrebbero incentrarsi su terapie chimiche (farmaci) o di tipo affine (elettroshock). Questa impostazione è spesso viziata da motivi tutt'altro che scientifici. L'organizzazione sanitaria del nostro paese (e di altri, compresi gli Stati Uniti) non è in grado di sopportare i costi (anni di psicoterapia) di una psichiatria più umana.
Eugenio Borgna non dice apertamente queste cose ma, pur dichiarando che l'ausilio di farmaci può essere indispensabile (ricordiamo che stiamo parlando di psicosi e non di nevrosi), difende la necessità di porsi in relazione con il paziente e di "penetrarne", per così dire, il mondo. Il talento di questo psichiatra, così schivo nella vita pubblica, è di riuscire appunto a penetrare il mondo psicotico tanto con i suoi pazienti dell'Ospedale Maggiore di Novara quanto sulla pagina scritta, dove accompagnandosi alle storie dei suoi malati e ai testi letterari di famosi grandi psicotici come Antonin Artaud e Gérard de Nerval riesce a dare voce all’"urlo silenzioso" della psicosi.
Questo libro, accessibile a ogni lettore colto, è forse il suo più clinico, quello che più degli altri si rivolge ai colleghi psichiatri perché dismettano gli alibi della scienza e si calino umanamente nel loro compito terapeutico.

Eugenio Borgna, libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano, è responsabile del Servizio di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara.

Longo Francesca
Come sopravvivere con un'adolescente in casa
2003, 112 pagine, ISBN: 88-8490-339, Collana: Le mele
Prezzo: € 11,40
Editore: Baldini&Castoldi

Manuale per genitrici democratiche sature – non di democrazia, ma di figlie. Storie di vita vissuta di una donna per tutte che quotidianamente deve fare i conti con se stessa, le proprie idee, il lavoro, la casa, la famiglia e le turbe di un’adolescente che, come spiegato dalle più antiche e moderne terapie psicanalitiche, a tutti vorrebbe somigliare tranne che alla madre. Storie di una donna educata alla negazione della donna che rivive, con l’adolescenza della figlia, la stessa negazione subita per via materna nei propri tredici o diciassette anni – accettata con minime reazioni, allora come oggi, per complicità di genere, anche se l’ironia della maturità offre una zattera per sopravviversi. Il fronte è a 360 gradi: dall’abbigliamento all’igiene, dall’alimentazione alla politica, alla scuola, al sesso, alla droga, alla musica. Su tutto l’adolescente femmina deve annichilire la madre. E quest’ultima si lascia annientare, non senza alcune perfidie (da condividere con altre compagne di sventura, piccoli suggerimenti bestiali e meschini per ritardare i danni): tanto è avanti col programma e, se qualcosa non cambia, almeno si autoseppellirà con una risata. Una mamma che avrebbe voluto dare di tutto e di più, dialogare, condividere una libertà conquistata (forse) con lacrime e sudore. Ma non c’è nulla da fare. Per ogni suo passo avanti, una figlia ne fa cinque indietro. Ha da venì er femminismo?


Daniel L. Schacter
Il fragile potere della memoria. Come la mente dimentica e ricorda
2003, Collana Oscar saggi, Pagine 314, ISBN 8804517778
Prezzo: € 8,80
Editore: Mondadori - Milano

Daniel L. Schacter, studioso di psicobiologia mnestica, affronta in questo libro l'ostico e interessante tema dei vizi della memoria: la labilità, legata al trascorrere del tempo, la distrazione, che interferisce con la registrazione di un'informazione, il blocco nei confronti di una parola o di un nome. O ancora l'errata attribuzione quando riconduciamo un ricordo al contesto sbagliato, la suggestionabilità quando subiamo l'intrusione di falsi ricordi e la distorsione quando riscriviamo il passato basandoci sulle convinzioni presenti. E infine la persistenza, ovvero la rievocazione ossessiva di episodi che non riusciamo a dimenticare. Per illustrare questo tipo di disturbi l'autore ricorre a famosi casi di cronaca o a episodi di vita quotidiana o, ancora, a situazioni emerse nelle più moderne ricerche sperimentali.

 

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