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I processi psicologici sottostanti il nevroticismo

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on . Postato in Psicopatologia | Letto 219 volte

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Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Personality”, le persone con un elevato punteggio nel tratto di nevroticismo presentano sistemi di controllo mentale più caotici e rumorosi.

I processi psicologici sottostanti il nevroticismoTra i principali tratti di personalità, il nevroticismo, inteso come instabilità emotiva e scarsa resilienza, è stato a lungo studiato dalla letteratura scientifica.

Dal punto di vista clinico, solitamente, chi presenta un punteggio alto in tale dimensione è impulsivo, manifesta tendenza alla preoccupazione, presenta un umore basso e tempeste emotive brevi.

Questo a sua volte produce un aumento del rischio di problemi di salute mentale e disordini relazionali.

Tuttavia, come notano Robert Klein e Michael Robinson nel nuovo articolo pubblicato sul “Journal of Personality”, si sa molto poco sui processi psicologici che sono alla base di questo tratto di personalità.

Da una prospettiva emotiva, si dice che le persone nevrotiche siano più sensibili alle minacce e alle punizioni, ma per quanto riguardo il lato cognitivo?

I due autori hanno condotto quattro studi, al termine dei quali hanno presentato prove coerenti con quella che chiamano l'ipotesi del “rumore mentale”.

Secondo i due ricercatori, “le persone nevrotiche hanno sistemi di controllo mentale più rumorosi e caotici”.

I quattro studi hanno coinvolto centinaia di studenti universitari, che hanno compilato questionari di personalità e poi hanno preso parte a un semplice compito di monitoraggio, in cui dovevano usare un mouse o un joystick per tracciare un bersaglio sullo schermo in movimento orizzontale con il cursore.

Ogni prova di tracciamento (circa 60 a persona) è durata dai 5 ai 30 secondi. I ricercatori sono stati in grado di esaminare l'accuratezza della tracciabilità dei partecipanti con un'elevata precisione temporale, con l'obiettivo di “valutare disconnessioni micro-temporanee tra la mente e il suo controllo sull'ambiente esterno”.

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Data la brevità delle prove, oltre al fatto che l'attività non richiedeva la memorizzazione o la manipolazione delle informazioni nella memoria di lavoro e che non era necessario adeguarsi a diverse istruzioni, Klein e Robinson hanno affermato che era troppo semplice e facile per poterlo considerare come “compito esecutivo” - che coinvolge processi mentali più complessi - ed è stato invece meglio caratterizzato come una “forma di attività di consapevolezza che richiede intenzione, attenzione e consapevolezza riguardo ad un'attività semplice”.

In particolare, la ricerca precedente ha trovato una correlazione inversa tra il tratto di nevroticismo e la mindfulness - le persone nevrotiche sono spesso così nervose e distratte dalla preoccupazione per il passato e il futuro che trovano difficile essere nel presente.

Tuttavia, in base ai risultati passati, questo stato di distrazione non si manifesta in un QI più basso o in prestazioni di lavoro peggiori.

Questo paradosso può essere spiegato dal fatto che le persone nevrotiche compensano attraverso il compimento di più sforzi rispetto alle media generale”, hanno suggerito i ricercatori (in fin dei conti, la gente incline all'ansia odia fallire o avere una scarsa performance).

Una parte della logica del compito di monitoraggio, quindi, era che sarebbe stato così semplice che le prestazioni non sarebbero cambiate con uno sforzo maggiore.

In un certo senso, questi aspetto fornivano ai ricercatori una misura pura del controllo mentale dei partecipanti.

Fedele alle previsioni, i ricercatori hanno scoperto che in tutti gli studi, i soggetti con punteggi più alti nel nevroticismo erano meno accurati nel tracciare i target sullo schermo.

Inoltre, il legame tra nevroticismo e prestazioni peggiori era coerente, non essendo maggiore durante gli studi precedenti o successivi.

L'esecuzione di un compito con un'eccellente risoluzione temporale sembra possedere un notevole valore nel documentare i tipi di cadute e gli slittamenti ritenuti in qualche modo endemici a forme nevrotiche di autoregolamentazione”, hanno spiegato i ricercatori.

Al contrario, gli altri tratti della personalità, come coscienziosità ed estroversione, non erano associati alla performance. I ricercatori hanno anche presentato ai partecipanti un fastidioso rumore ad intervalli periodici, per vedere se questo avesse un effetto negativo maggiore su altri partecipanti nevrotici.

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Anche se il rumore ha compromesso le prestazioni (influenzando la precisione di circa un secondo), il grado di compromissione non era maggiore per le persone più nevrotiche.

Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che la distrazione del rumore era così immediata e inevitabile che le differenze di personalità non erano rilevanti.

Nello studio finale, dopo aver completato il compito di monitoraggio, ai partecipanti è stato anche chiesto di tenere un diario giornaliero di due settimane dei loro sentimenti di angoscia e nervosismo, così come qualsiasi stress quotidiano.

Prestazioni più scadenti nell'attività di monitoraggio sono apparse correlate a esperienze quotidiane più frequenti di stati emotivi negativi, indipendentemente da eventuali fattori di stress effettivi.

A tal proposito, Klein e Robinson hanno affermato che “anche brevi intervalli di attenzione possono riflettere i tipi di processi che danno origine a conseguenze affettive a lungo termine”.

Se i ricercatori hanno ragione nella loro caratterizzazione del nevroticismo potrebbe aprire vie per interventi il cui obiettivo sarebbe quello di aumentare la stabilità emotiva, ad esempio attraverso training per aumentare il controllo mentale e ridurre così il rumore mentale.

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

 

 


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