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Vulnerabilità psicologiche nel disturbo ossessivo-compulsivo

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on . Postato in Psicopatologia | Letto 272 volte

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La letteratura ha delineato alcune vulnerabilità psicologiche sottostanti al disturbo ossessivo-compulsivo. Tra queste, la percezione di controllo, la valutazione cognitiva, le credenze cognitive e le distorsioni.

Vulnerabilità psicologiche nel disturbo ossessivo-compulsivoI disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo sono un gruppo di disturbi psichiatrici simili caratterizzati dalla presenza di pensieri ripetitivi, emozioni angoscianti e comportamenti compulsivi.

I tipi specifici di pensieri, emozioni e comportamenti variano a seconda di ogni disturbo.

La letteratura ha identificato diverse variabili che possono contribuire a una vulnerabilità psicologica.

Queste variabili includono: percezione di controllo, valutazioni cognitive, credenze cognitive e distorsioni.

La probabilità di sviluppare una certa vulnerabilità psicologica per i disturbi mentali è correlata alle prime esperienze di vita.

Una di queste vulnerabilità è la mancanza del “controllo percepito” su circostanze di vita stressanti.

I bambini e le loro famiglie sperimentano diversi gradi di difficoltà. La presenza di questi fattori di stress può porre le basi per lo sviluppo di un disturbo ossessivo-compulsivo o un disturbo correlato.

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Tuttavia, i ricercatori hanno appreso che non sono solo gli stessi fattori di stress a creare queste vulnerabilità psicologiche. Anche il modo in cui le persone apprendono a fronteggiare i fattori di stress è importante.

Le persone resilienti credono di poter controllare, o almeno influenzare, ciò che accade loro. Questo aspetto prende il nome di percezione di controllo.

È importante notare che questo senso di controllo potrebbe, o non potrebbe essere accurato. Invece, è la percezione della persona sul proprio grado di controllo che diviene centrale e importante.

Le percezioni di controllo delle persone sono influenzate dalle esperienze infantili. Quando i bambini sperimentano ripetutamente una mancanza di controllo sugli eventi delle loro vite, possono iniziare a considerare il mondo come un posto pericoloso e imprevedibile.

Questa visione del mondo spesso può portare a sentimenti di impotenza. Questi bambini si aspettano risultati negativi e si sentono incapaci di prevenirli.

Esempi di prime esperienze di vita che possono influenzare la percezione del controllo di una persona includono:

  • dinamiche familiari come lo stile genitoriale iperprotettivo o negligente;
  • fattori stressanti significativi come la perdita o la separazione dai caregiver primari;
  • esperienze traumatiche come l'abuso infantile (fisico, emotivo e/o sessuale).

Ciò non si traduce nel fatto che la traiettoria psicologica sia fissa e immutabile nell'infanzia e che non si possa fare nulla per cambiarla. Significa semplicemente che le prime esperienze di vita possono contribuire allo sviluppo della vulnerabilità psicologica.

Questo può quindi aiutare a comprendere perché alcune persone sviluppano problemi psicologici, mentre altre no.

Un'altra vulnerabilità psicologica deriva dal modo in cui gli individui interpretano l'ambiente. Il termine “valutazione cognitiva” fa infatti riferimento al modo in cui si pensa e valuta un particolare evento o situazione.

La valutazione cognitiva è un concetto cardine nella comprensione della suscettibilità a problemi come ansia e stress.

Secondo Lazarus e Folkman, la valutazione cognitiva è di due tipi.

La valutazione primaria si riferisce alla valutazione soggettiva di una persona di una determinata situazione. In questa valutazione, la persona valuta se la situazione è rilevante per il suo benessere.

La valutazione secondaria si riferisce invece alla valutazione di una persona sulla sua capacità di far fronte a quella situazione. Pertanto, se un individuo sperimenta una situazione in cui la produzione di ansia è determinata dalle proprie valutazioni, come per il controllo percepito, queste valutazioni possono o meno essere accurate.

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Nel tempo, le persone sviluppano uno stile di valutazione abituale. Quando le persone abitualmente pensano di essere in pericolo e ritengono di non avere la capacità di affrontare tale minaccia, sono più vulnerabili allo sviluppo di un disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo.

Un terzo tipo di vulnerabilità psicologica è rappresentato dalle credenze. Le credenze fondamentali si riferiscono ai principi organizzativi che utilizziamo per comprendere e interpretare il mondo circostante.

Le nostre convinzioni su una situazione particolare e le nostre convinzioni sulla nostra capacità di fronteggiarla, non sono necessariamente casuali.

Al contrario, le nostre convinzioni influenzano la comprensione di una situazione particolare. Sebbene le credenze influenzino la nostra capacità di valutare un evento, spesso le ignoriamo. Pertanto, non realizziamo il loro impatto sulla nostra vita quotidiana.

Sfortunatamente, queste credenze potrebbero non rappresentare sempre un ritratto accurato della situazione attuale. In quanto tale le nostre convinzioni fondamentali possono indurci a provare indebita sofferenza emotiva.

Secondo Beck e Emery, le persone sono inclini a fare certi tipi di “errori” cognitivi nelle loro valutazioni in varie situazioni della loro vita. Questi errori di pensiero prendono il nome di “distorsioni cognitive”.

Esistono diverti tipi di distorsioni cognitive, ma due sono particolarmente comuni nei disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo: il sovrastimare la minaccia e la sottovalutazione della propria capacità di fronteggiarla.

La sovrastima della minaccia si riferisce alle convinzioni di una persona sulla probabilità, o certezza, che si verificherà un evento. Un buon esempio di questo tipo di distorsione è chiamata “chiromanzia”. Per esempio, una persona con disturbo ossessivo-compulsivo può credere “mi ammalerà se tocco quella maniglia”.

La predizione catastrofica è un altro tipo di distorsione cognitiva che si riferisce ad un senso accresciuto o esagerato di danno percepito. Un esempio di questo tipo è chiamato “catastrofico”.

La persona potrebbe ad esempio pensare “Sarà orribile se mi ammalo” oppure “non potrei sopportare di essere malato”.

Pertanto, la conoscenza delle vulnerabilità psicologiche può aiutare i clinici a comprendere meglio alcuni meccanismi sottostanti i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo.

 

(a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 

 

 


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Tags: Disturbo ossessivo-compulsivo

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