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Albert Bandura (Mandure, Alberta del Nord, 1925)

on . Postato in Le biografie dei grandi della psicologia | Letto 268 volte

BanduraAlbert Bandura è uno psicologo canadese, nato nel 1925 a l’Alberta. Il suo contributo in campo psicologico ha spaziato molto, dalla psicologia evolutiva a quella sperimentale, dalla psicologia della personalità a quella sociale.

Ha trascorso i suoi primi anni di vita in Canada, studiando e laureandosi presso l’Università della Columbia Britannica a Vancouver.

Dopo la laurea, si è specializzato in Psicologia Clinica presso l’Università dello Iowa, che, in quel periodo, era molto nota per le ricerche e i progressi nel campo dell’apprendimento.

Bandura, già interessato a questa tematica, cercò, infatti, di studiare in che modo la teoria dell’apprendimento si potesse applicare ai fenomeni clinici ed effettuò un tentativo di concettualizzare tali fenomeni per consentirne la verifica sperimentale.

Durante la sua permanenza nello Iowa, fu influenzato sia dal pensiero di Kenneth Spence, sostenitore delle teorie di Hull, sia dal clima generale dell'università, nota per aver attribuito una certa importanza ad un’attenta analisi dei concetti e ad una rigorosa analisi sperimentale. Bandura fu ispirato anche dagli scritti di Neal Miller e John Dollard.

Dopo aver conseguito il Dottorato all’Università dello Iowa, si trasferì a Standford, dove iniziò ad occuparsi dello studio dei processi interattivi in psicoterapia e dei modelli familiari che provocano comportamenti aggressivi nei bambini. I risultati del suo studio fornirono molte prove a supporto della teoria del modellamento, secondo la quale l’apprendimento avviene attraverso l’osservazione altrui), considerata centrale nello sviluppo della personalità di ciascun individuo. Tali evidenze vennero diffuse da Bandura attraverso la pubblicazione di due volumi: Adolescent Aggression (1959) e Social Learning and Personality Development (1963).

Bandura è stato anche autore della concettualizzazione del costrutto dell’Autoefficacia (Self – Efficacy) la cui riflessione viene sviluppata all’interno di articoli, quali: “Self-efficacy: Toward a unifying theory of behavioral change” del 1977 e “Reflections on self-efficacy. Advances in Behavioural Research and Therapy” del 1978.

Il libro del 1986 “Social Foundations of Thought and Action” rappresenta il tentativo di sviluppare una teoria in grado di spiegare e chiarire tutti gli aspetti delle capacità umane, passaggio fondamentale, secondo Bandura, per comprendere lo sviluppo della personalità e il cambiamento terapeutico.

Attualmente, Bandura è noto per essere stato uno studioso straordinariamente innovativo, il cui lavoro pioneristico nella teoria sociale cognitiva si è rivelata una risorsa fondamentale in ambito accademico.  Infatti, le sue ricerche sul modellamento hanno ampliato la preesistente concezione dell’apprendimento umano.

La teoria dell’apprendimento sociale

Bandura si discostò dalla concezione dell’apprendimento della sua epoca, che associava l’apprendimento all’esperienza diretta, dimostrando come dei nuovi comportamenti possano essere appresi mediante la semplice osservazione dei comportamenti altrui.

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L’apprendimento, dunque, per Bandura si basava sull’imitazione ed era reso possibile grazie al meccanismo conosciuto come “rinforzo vicariante”, per cui le conseguenze relative al comportamento messo in atto dal modello (ricompense o punizioni) hanno i medesimi effetti sull’osservatore.  Inoltre l’autore coniò il termine “modellamento”, che sta ad indicare il tipo di apprendimento che entra in gioco quando il comportamento di un organismo che assume la funzione di modello influenza il comportamento di colui che lo osserva.

Bandura analizzò anche le variabili che sono coinvolte nel processo di apprendimento, chiamando in causa i fattori cognitivi, teorizzando che le aspettative proprie e altrui sulle prestazioni esercitano un’influenza molto forte sui comportamenti, sulla valutazione di effetti e risultati e sui processi di apprendimento.  A seconda che il successo o il fallimento vengano attribuiti a cause interne o esterne, controllabili o incontrollabili, le reazioni affettive e cognitive che conseguono a tali risultati possono variare.

Questa teoria permise a Bandura di elaborare il costrutto di autoefficacia (self – efficacy) che coniuga i principi del comportamentismo con quelli della deviazione cognitiva. Nello specifico, gli studi sull’efficacia percepita hanno contribuito a porre in rilievo le capacità di autoriflessione e di autoregolazione della mente umana. L’individuo è capace di simbolizzare, di vicariare l’esperienza diretta, di fare previsioni e riflettere su se stesso e di autoregolarsi.

La capacità di autoriflessione consente alla persona di analizzare le proprie esperienze, di riflettere sui propri processi di pensiero, di generare nuove capacità di pensiero e di azione agendo intenzionalmente su se stessa.

La capacità di autoregolazione consente di dirigere e di motivare se stessi mediante obiettivi e incentivi, in base a standard interni, restando autonomi rispetto a ogni altro fattore esterno.

Il senso di efficacia personale, o autoefficacia percepita, è appunto prodotto di un sistema autoreferenziale e autoregolato che guida il comportamento, orienta il rapporto della persona con l’ambiente e pone le condizioni per lo sviluppo di nuove esperienze e capacità.

 

 

Riferimenti

 

  • Maldonato, M., (a cura di) Dizionario di Scienze Psicologiche, Edizioni Simone.
  • Troiano, M., Petrone, L., Di Giuseppe, L., (2005) Dizionario di psicologia in Internet, Roma: Edizioni Scientifiche Ma.Gi.
  • http://www.humantrainer.com/wiki/Albert-Bandura.html
  • http://stanford.edu/dept/psychology/bandura

 

 

A cura della Dottoressa Rubina Auricchio

 

 

 

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