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Gestalt

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Con il termine Gestalt si va a designare un importante indirizzo della psicologia moderna, secondo il quale l’esperienza percettiva e per estensione, la vita psichica, è costituita da processi dinamici organizzati secondo principi strutturali autonomi.

gestalt.9Con il termine Gestalt si va a designare un importante indirizzo della psicologia moderna sorta agli inizi del XX secolo, secondo il quale l’esperienza percettiva e per estensione, la vita psichica, è costituita da processi dinamici organizzati secondo principi strutturali autonomi.

La teoria della Gestalt, o “teoria della forma” (dalla traduzione del termine tedesco Gestalt come “forma”, “struttura”), presuppone che la forma sia una configurazione in cui la funzione delle parti è determinata dall’organizzazione dell’intero, in altre parole un tutto irriducibile alla semplice somma dei suoi elementi costitutivi.

Conosciuta inizialmente come “scuola di Francoforte”, essa divenne poi celebre come “scuola di Berlino”; la psicologia della Gestalt nasce a opera di Wetheimer, Kofka e Kohler, i quali nel 1912 fondarono la rivista << Psychologische Forschung >> (Ricerca psicologica), periodico ufficiale del movimento gestaltista europeo, che ospita molti e importanti contributi sperimentali e teorici, fino a quando non viene messa a tacere nel 1938, essendo i suoi fondatori tutti contrari al regime Hitleriano.

L’avvio ufficiale della teoria della Gestalt si riconosce nell’articolo Experimentelle Studien uber das sehen von Bewegung , “Studi sperimentali sulla visione del movimento”, ad opera di Max Wertheimer, il quale introdusse il nuovo orientamento “della forma” nello studio della percezione e, in generale, di tutti i processi mentali.

Attraverso le descrizioni sperimentali del “movimento fenomenico” (movimento phi), la percezione o realtà fenomenica, psichica del soggetto, non corrisponde direttamente alla realtà psichica; questa nuova concezione può essere espressa nel famoso slogan della scuola gestaltica, ossia “il tutto è più della somma delle parti”.

Nonostante tale evidenza sperimentale fosse già nota da tempo, fu Wertheimer a intuirne l’importanza nel contesto di una nuova teoria della percezione che, da una parte, polemizzava aspramente nei confronti della psicologia tradizionale e dei costrutti di associazionismo, empirismo e via dicendo, e dall’altra, elaborava nuovi concetti come le leggi della forma, la teoria di campo, il postulato dell’isomorfismo e così via.

Una volta emigrati negli Stati Uniti, i gestaltisti influenzano in misura determinante la psicologia nordamericana, aprendola all’interesse per i processi percettivi e introducendovi criteri interpretativi dell’apprendimento alternativo rispetto a quello associazionista.

I punti chiave della psicologia della Gestalt verranno ora riassunti brevemente.

1) Qualità formali

Sono state così denominate da Ehrenfels determinati oggetti percettivi non riducibili alla somma di sensazioni elementari. I fattori strutturanti costituiscono le “regole” secondo le quali il dato sensoriale si struttura per offrirsi alla percezione.

Sono, ad esempio, fattori strutturanti la vicinanza per cui una serie di figure che non hanno altro criterio di organizzazione si raggruppano, in funzione della loro prossimità, in colonna, in fila, in diagonale; la somiglianza per cui figure simili si evidenziano nel campo percettivo; la buona continuazione per cui la distribuzione spaziale di elementi viene percepita come derivante dal movimento di un singolo elemento lungo i punti che costituiscono la configurazione; la chiusura per cui, quando una struttura potenzialmente integrata presenta vuoti o parti mancanti, viene percepita ugualmente come una figura chiusa e regolare.

Un esempio famoso di organizzazione percettiva secondo “le leggi della forma” è il Triangolo di Kanizsa, autentica icona, utilizzata per veicolare l’idea che la percezione visiva, è almeno in parte, un’attività creativa, in grado di sorprendere l’osservatore e di farlo riflettere sul rapporto tra apparenza e realtà.

A partire da questi primi fattori strutturanti è stata poi elaborata, nel tempo, una serie di criteri che regolano le percezioni: il criterio di globalità, secondo il quale ogni figura ha una sua organizzazione interna per cui ciascun elemento viene percepito in funzione del tutto nel quale è inserito.

Solo in questo caso si comprendono, ad esempio, illusioni ottiche quali le frecce di Muller-Lyer, il criterio di figura sfondo (la forma si stacca ogni volta dallo sfondo come entità individuabile perché tende all’unitarietà e alla chiusura; in casi particolari, figura e sfondo possono invertirsi senza modificazione del campo percettivo, come nella figura di Rubin), la strutturazione, in cui i fatti percettivi tendono spontaneamente a configurarsi in configurazioni, e la buona forma, ossia quella forma che si tende a privilegiare, a livello percettivo, rispetto ad altre.

2) Isomorfismo

È un principio postulato da Kohler, secondo cui, a ogni evento che si verifica nel campo fenomenico di un individuo deve corrispondere sul piano fisiologico un altro evento strutturalmente identico al primo.

Egli ipotizzò una corrispondenza tra l’ordine percepito nello spazio ambientale e l’ordine funzionale che caratterizza la dinamica dei processi cerebrali sottostanti l’atto percettivo, per cui il nostro cervello funziona fin dall’inizio come un sistema totale dinamico.

3) Teoria del campo

Tale teoria è stata sviluppata da Kurt Lewin per spiegare il comportamento in relazione alla situazione in cui lo stesso si verifica. Ciò che interessava particolarmente a Lewin era prendere in esame le interrelazioni attuali tra la persone e l’ambiente al fine di comprenderne il comportamento.

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Per descrivere tali interrelazioni ricorre a delle metafore di tipo spaziale; ogni oggetto (materiale e no), ha una sua valenza, positiva o negativa, che determina lo strutturarsi di forze psicologiche che spingono il comportamento in una direzione piuttosto che in un’altra.

L’ambiente, avendo anch’esso una valenza, può determinare il comportamento della persona che in quell’ambiente (spazio vitale o campo psicologico o ambiente psichico), si relaziona.

Esiste pertanto un equilibrio tra la persona ed il suo ambiente: l’interazione tra la persona e l’ambiente determina quindi il comportamento ed il comportamento a sua volta agisce nella loro costruzione.

4) Insight

In contrasto con la teoria comportamentista, che vedeva nel procedimento per “prove ed errori” la sola via per la soluzione dei problemi, sia pratici sia teorici, la psicologia della Gestalt sottolinea come l’apprendimento possa avvenire attraverso un’intuizione (insight) che, riorganizzando il campo, trova la soluzione del problema.

5) Psicologia psicodinamica della forma

È una teoria elaborata da Perls ed ha come assunto principale che l’esperienza personale sia una successione di relazioni figura-sfondo in cui i bisogni specifici del momento emergono rispetto al contesto, per poi svanire, una volta soddisfatti, ed essere sostituiti da nuove configurazioni.

Se il bisogno non è soddisfatto e la forma non è completa, si apre un conflitto psichico. Il benessere e la salute mentale derivano soprattutto dalla consapevolezza, da parte del soggetto del continuo processo di formazione, dissoluzione e riformulazione della forma, che di volta in volta assume la propria esistenza in base ai contesti in cui si trova a esprimersi e alle differenti configurazioni del contesto stesso.

Fu proprio grazie agli studi di Perls e della moglie Laura Posner che intorno agli anni ’50, negli Stati Uniti, nacque la psicoterapia della Gestalt, ossia un metodo psicoterapico post-analitico che integra in una sintesi unica i modelli corporei, esperienziali, del profondo, di gruppo e familiari.

Secondo la psicoterapia della Gestalt, ciò che cura non è la comprensione razionale e quindi il controllo del disturbo, bensì il sentirsi riconosciuti nell’ intenzionalità di contatto verso l’altro significativo.

Questa tipologia di psicoterapia può essere applicata al singolo, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alle organizzazioni.

 

Bibliografia

  • gestalt.it
  • sapere.it
  • Dizionario di scienze Psicologiche – Edizione Simone

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

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Tags: gestalt insight teoria della forma scuola di Berlino movemento fenomenico qualità formali isomorfismo teoria del campo psicologia psicodinamica della forma

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