Pubblicità

Idrofobia

0
condivisioni

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 2465 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (2 Voti)

idrofobiaL'idrofobia, chiamata anche in alcuni casi talassofobia, è definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata per i liquidi, in particolare dell’acqua.

Una delle principali cause di questo tipo di fobia è sicuramente un trauma subito generalmente da bambini, dopo un trauma (anche una «bevuta» con relativa apnea può essere sufficiente), ed è da giovani che è più facile superarla, quando il sistema nervoso è ancora plastico e facilmente modificabile, anche sotto l'aspetto emotivo.

Per la psichiatria l'idrofobia designa la paura dell'acqua o del nuoto.
È comune la forma moderata, quando si è in corsi pericolosi, sia in mare sia al fiume, tutte paure legate all’annegamento.
E’ patologico quando è riferito a un’avversione all’acqua in sé. In questo senso, il termine più adeguato sarebbe “acquafobia”.

Questo genere di fobia colpisce il 2,5% dei bambini e non ha una durata oltre l’adolescenza, ma può anche apparire dopo un incidente in età adulta.
La paura degli idrofobici è essere sommerso in un ambiente acquoso. La maggioranza degli idrofobici non è in grado di nuotare e nei casi più gravi non riesce nemmeno a mettere la testa sott'acqua anche per brevissimi periodi. Imparare a nuotare costituirebbe un miglioramento e un passo verso il superamento della fobia.

L'idrofobia causa un'anomala risposta di tipo cognitivo e neurormonale, con manifestazioni fisiche come dilatazione delle pupille, irrigidimento degli arti, tachicardia, respirazione incontrollata, aumento del battito cardiaco, della pressione e della sudorazione. La persona che ne soffre sa, razionalmente, che la situazione (come una lezione di nuoto in piscina o un bagno al mare) è priva di pericoli reali, eppure gli basta solo pensarci per provare una paura irrazionale, come se si trovasse di fronte ad un pericolo di vita.

Pubblicità

Cosa fare per cercare di superare l’idrofobia?

Il consiglio principale è quello di avvicinarsi gradualmente all’oggetto della propria paura, attraverso particolari esercizi.
Per superare il problema vanno evitate le forzature, a qualsiasi età. Vietatissimo buttare il fobico in acqua e aspettare che in qualche modo se la cavi e inizia a nuotare, perché proprio l'incontrollata risposta neurofisiologica all'ansia potrebbe portare la persona ad affogare. Di norma si usa la cosiddetta terapia di apprendimento, ovvero l'esposizione graduale alla situazione ansiogena, per aiutare il paziente a ridurre, piano piano, il terrore di abbandonarsi. Questo avvicinamento progressivo va fatto con un istruttore qualificato: uno psicoterapeuta comportamentale, ma, in alcuni casi, anche solo una persona di fiducia (purché in grado di insegnare le tecniche corrette di galleggiamento e di nuoto, affinché il fobico possa imparare a nuotare in modo corretto.
Ad oggi, esistono dei programmi che prevedono affiancamento di un professionista, che con una serie di sedute individuali porta al superamento di questa fobia.

Con i piccoli è molto più facile superare l'idrofobia: verso i tre o quattro anni la presenza rasserenante di un adulto di fiducia aiuta, quasi sempre, a riprendere un rapporto corretto con l'acqua.

 

Per approfondimenti:

  • fobie.org
  • wikipedia.org
  • ok-salute.it

 

(A cura della Dottoressa Daniela Scipione)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

Tags: parole della psicologia idrofobia

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Afefobia

L’afefobia è una fobia specifica che si concretizza con il disagio e la paura ingiustificate e persistenti di toccare e di essere toccati da altre persone. La parola afefobia, data dall’unione di due...

Le parole della Psicologia

Angoscia

« Con il termine angoscia non intendiamo quell'ansietà assai frequente che in fondo fa parte di quel senso di paura che insorge fin troppo facilmente. L'angoscia è fondamentalmente diversa dalla...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Essere spocchioso... (15472251…

Paolo, 42     Quali sono i significati profondi e psicologici di una persona "spocchiosa" ? ...

Senso di colpa (1547112077890…

Pietro, 25     Buongiorno, intorno all’età tra i 10 e i 13 anni mi è capitato più volte di “toccare” (senza costrizione) mia cugina più piccola (...

Mio fratello ha tentato il sui…

Sofia, 19     Salve, scrivo per mio fratello. Si chiama Lorenzo ed ha 19 anni. ...

Area Professionale

Distinguere tra disturbo evolu…

È difficile distinguere tra disturbo evolutivo e difficoltà di lettura? Significatività clinica di un Trattamento di Difficoltà di Lettura in soggetto di quarta...

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Le parole della Psicologia

Resistenza

“La resistenza è l’indice infallibile dell’esistenza del conflitto. Deve esserci una forza che tenta di esprimere qualcosa ed un’altra forza che si rifiuta di c...

Atassia

L’atassia è un disturbo della coordinazione dei movimenti che deriva da un deficit del controllo sensitivo. ...

Aggressività

In psicologia indica uno stato di tensione emotiva generalmente espresso in comportamenti lesivi e di attacco. Nel corso degli anni l’aggressività...

News Letters

0
condivisioni