Pubblicità

Misofonia

0
condivisioni

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 7147 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (3 Voti)

La misofonia, che letteralmente significa “odio per i suoni”,  è una forma di ridotta tolleranza al suono.

MisofoniaSi ritiene possa essere un disturbo neurologico risultante da un'esperienza negativa riguardo ad uno specifico suono, indipendentemente dal fatto che sia forte o debole.

Si differenzia dall' iperacusia, ovvero l'ipersensibilità e l'intolleranza ai suoni (talvolta ristrette a certe frequenze, più spesso estese a tutti):l’iperacusico pur avendo un udito normale, percepisce i suoni come acuti e più forti. Di conseguenza, anche rumori quotidiani o ambientali causano fastidi e, talvolta, dolori fisici.

La misofonia, invece, è specifica per un determinato suono.
Viene stabilita una connessione tra un suono neutrale e un’avversione anche aggressiva e violenta. I soggetti con questo quadro clinico, infatti,  sono di solito infastiditi, e talvolta infuriati, dall'esposizione a un suono ritenuto ordinario da altre persone, come quelli generati da persone che si tagliano le unghie, si lavano i denti, che masticano, respirano, annusano, tirano su col naso, fanno schioccare le labbra e parlano, oppure da sbadigli, fischi, ticchetii, russamenti o colpi di tosse, a volte da certe consonanti o da alcuni suoni ripetitivi.

La masticazione o il respiro pesante degli altri sono i primi rumori che provocano frustrazione in chi “soffre” di misofonia.

Altri soggetti sono anche influenzati da stimoli visivi, come movimenti ripetitivi del corpo, dei piedi o delle dita e, più in generale, da movimenti che osservano con la coda dell'occhio.

I misofoni possono sviluppare un intenso stato ansioso e un comportamento evitante, che può portare a una riduzione della capacità di socializzare. Alcune persone possono provare compulsione nell'imitare quello che sentono o vedono.

Pubblicità

Questo disturbo si manifesta generalmente nel periodo che va dall’infanzia all’adolescenza (solitamente intorno ai 13 o 14 anni) ed ha un’incidenza a livello familiare, quindi probabilmente è determinato da una componente genetica.

L’Academic Medical Center (AMC) di Amsterdam al momento è l’unico centro in Europa che sta trattando il tema come un vero e proprio disturbo medico, offrendo anche delle cure per chi vuole risolvere il problema, consistenti in una terapia in cui i pazienti imparano a disconnettere i suoni dalle emozioni negative, riprogrammando il cervello.

Tuttavia, secondo una ricerca statunitense, l’accentuata sensibilità ai rumori dei misofoni,  li rende più creativi. Chi è tanto sensibile a determinati suoni mostra la capacità di concentrarsi su una vasta gamma di cose contemporaneamente, possedendo quindi maggiori capacità e potenzialità rispetto alla media.


Per approfondimenti:

  • Wikipedia.org
  • Urbanpost.it

 

(a cura della Dottoressa Sara D'Annibale)

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

Tags: misofonia suoni avversione masticazione respiro pesante stato ansioso comportamento evitante

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci alle notizie riguardanti l’immigrazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Tradimento e incertezze [16030…

Martinedda, 39 anni Gent.ma Dott.ssa,soffro di ansia e attacchi di panico da quasi 20 anni ed ho avuto in passato un percorso di psicoterapia che mi ha aiu...

fobia per le autostrade [16030…

roberto, 45 anni vorrei conoscere la terapia più adatta per una fobia specifica delle autostrade cronica. ...

Ansia da competizione [1601631…

elisa37, 37 anni Gentili dottori Il mio problema e' un po' imbarazzante, ma un problema che ha sempre fortemente limitato la mia vita e ancora non sono ri...

Area Professionale

Ansia infantile e disturbo da …

Un recente studio ha evidenziato come bambini e adolescenti con livelli più elevati di ansia possono essere maggiormente a rischio di sviluppare problemi di alc...

La Tecnica degli Assi Emoziona…

Perché non esistono Emozioni buone ed Emozioni cattive? di Tiziana Persichetti Auteri “Tutti sanno cosa è un emozione fino a che non si chiede di definirla ...

Conoscere i farmaci: le benzod…

Le benzodiazepine rappresentano una classe di farmaci psicoattivi utilizzati per trattare alcune condizioni come ansia e insonnia. Le benzodiazepine sono uno d...

Le parole della Psicologia

Narcoanalisi (o narcoterapia)

Detta anche narcoterapia, è una tecnica diagnostica e terapeutica, utilizzata in psichiatria, che consiste nella somministrazione lenta e continua, per via endo...

Disturbi somatoformi

I Disturbi Somatoformi rappresentano una categoria all’interno della quale sono racchiuse entità cliniche caratterizzate dalla presenza di sintomi fisici non im...

La vecchiaia

Il passaggio dalla mid-life alla vecchiaia è al giorno d’oggi più sfumato e graduale che nel passato, a causa dell’aumento della durata media della vita, del pr...

News Letters

0
condivisioni