Pubblicità

Misofonia

0
condivisioni

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 5939 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (3 Voti)

La misofonia, che letteralmente significa “odio per i suoni”,  è una forma di ridotta tolleranza al suono.

MisofoniaSi ritiene possa essere un disturbo neurologico risultante da un'esperienza negativa riguardo ad uno specifico suono, indipendentemente dal fatto che sia forte o debole.

Si differenzia dall' iperacusia, ovvero l'ipersensibilità e l'intolleranza ai suoni (talvolta ristrette a certe frequenze, più spesso estese a tutti):l’iperacusico pur avendo un udito normale, percepisce i suoni come acuti e più forti. Di conseguenza, anche rumori quotidiani o ambientali causano fastidi e, talvolta, dolori fisici.

La misofonia, invece, è specifica per un determinato suono.
Viene stabilita una connessione tra un suono neutrale e un’avversione anche aggressiva e violenta. I soggetti con questo quadro clinico, infatti,  sono di solito infastiditi, e talvolta infuriati, dall'esposizione a un suono ritenuto ordinario da altre persone, come quelli generati da persone che si tagliano le unghie, si lavano i denti, che masticano, respirano, annusano, tirano su col naso, fanno schioccare le labbra e parlano, oppure da sbadigli, fischi, ticchetii, russamenti o colpi di tosse, a volte da certe consonanti o da alcuni suoni ripetitivi.

La masticazione o il respiro pesante degli altri sono i primi rumori che provocano frustrazione in chi “soffre” di misofonia.

Altri soggetti sono anche influenzati da stimoli visivi, come movimenti ripetitivi del corpo, dei piedi o delle dita e, più in generale, da movimenti che osservano con la coda dell'occhio.

I misofoni possono sviluppare un intenso stato ansioso e un comportamento evitante, che può portare a una riduzione della capacità di socializzare. Alcune persone possono provare compulsione nell'imitare quello che sentono o vedono.

Pubblicità

Questo disturbo si manifesta generalmente nel periodo che va dall’infanzia all’adolescenza (solitamente intorno ai 13 o 14 anni) ed ha un’incidenza a livello familiare, quindi probabilmente è determinato da una componente genetica.

L’Academic Medical Center (AMC) di Amsterdam al momento è l’unico centro in Europa che sta trattando il tema come un vero e proprio disturbo medico, offrendo anche delle cure per chi vuole risolvere il problema, consistenti in una terapia in cui i pazienti imparano a disconnettere i suoni dalle emozioni negative, riprogrammando il cervello.

Tuttavia, secondo una ricerca statunitense, l’accentuata sensibilità ai rumori dei misofoni,  li rende più creativi. Chi è tanto sensibile a determinati suoni mostra la capacità di concentrarsi su una vasta gamma di cose contemporaneamente, possedendo quindi maggiori capacità e potenzialità rispetto alla media.


Per approfondimenti:

  • Wikipedia.org
  • Urbanpost.it

 

(a cura della Dottoressa Sara D'Annibale)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

Tags: misofonia suoni avversione masticazione respiro pesante stato ansioso comportamento evitante

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Angoscia

« Con il termine angoscia non intendiamo quell'ansietà assai frequente che in fondo fa parte di quel senso di paura che insorge fin troppo facilmente. L'angoscia è fondamentalmente diversa dalla...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Non riesco ad andare da uno ps…

Sshx, 18 Circa 6 anni fa ho cominciato a presentare dei sintomi che, nel corso del tempo, si sono aggravati progressivamente e che adesso non mi permettono d...

Perdita improvvisa di un genit…

lorena, 26 Salve, innanzitutto ringrazio per questa preziosa opportunità. Scrivo questo messaggio per conto del mio fidanzato, lo stesso ha infatti perso il ...

Disturbo bipolare dell'umore (…

settepassi, 63 Soffro da circa 8 anni di DISTURBO BIPOLARE dell' UMORE, almeno così mi è stato diagnosticato. ...

Area Professionale

Articolo 25 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.25 (uso degli strumenti di diagnosi e di valutazione), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Lear...

Articolo 24 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.24 (Consenso Informato), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo settim...

Articolo 23 - il Codice Deonto…

Su Psiconline.it prosegue, a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini, con l'art.23 (compenso professionale) il commento settimanale che spiega ed ap...

Le parole della Psicologia

Borderline

“una malinconia terribile aveva invaso tutto il mio essere; tutto destava in me sorpresa e mi rendeva inquieto. mi opprimeva la sensazione che tutto era, ai mie...

ALESSITIMIA (O ALEXITEMIA)

Il termine alessitimia deriva dal greco e significa mancanza di parole per le emozioni  (a = mancanza, léxis = parola, thymόs = emozione ).  Esso vi...

Sindrome dell’arto fantasma

Il dolore della Sindrome dell'arto fantasma origina da una lesione diretta o indiretta del Sistema Nervoso Centrale o Periferico che ha come conseguenza un...

News Letters

0
condivisioni