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Podofobia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 64146 volte

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Una tra le paure meno conosciute sembra essere la podofobia ovvero la paura dei piedi.

podofobiaIl termine fobia (che in greco significa “paura” e “panico”) indica un’irrazionale persistente paura di determinate situazioni, oggetti, attività, persone, che può, nei casi più gravi, limitare l’autonomia della persona. Nel caso della podofobia il semplice andare in spiaggia può diventare un dramma, per non parlare della sfera sessuale, dove indossare i calzini, o chiedere al proprio partner di farlo, non è semplice.

Una buona percentuale di italiani si dichiara attratto dalle estremità curate, giudicandole un'efficace arma di seduzione, c'è anche chi per i piedi prova un profondo “schifo, disgusto, rigetto, antipatia”. Persino “odio”. Un contropartito di 'podofobi', pronti a giurare di essere intimorito dalle estremità proprie e altrui.

In genere le fobie esprimono una difficoltà dell'Io che utilizza un oggetto o una situazione solo come veicolo attraverso cui esprimere il disagio. Ciò significa che il fobico manifesta i propri disagi "interni" spostandoli su oggetti o situazioni esterne nel tentativo di controllarli attraverso l'evitamento o altri meccanismi. In tal modo si ha la possibilità di "razionalizzare" un disagio che altrimenti rimarrebbe a livello inconscio e che potrebbe poi manifestarsi attraverso altri canali.

Camilla Stipa, psicoterapeuta gestaltista e designer di scarpe, parlando di piedi, osserva:
“Si tratta di una parte del corpo complessa e ricca di dettagli: le dita, la forma, lo spessore della pelle, le unghie, la grazia dell’insieme o la disarmonia, l’odore.
Insomma è il vaso che dà importanza al resto della figura: pensiamo ad un vestito portato con brutte ciabatte oppure ad un pigiama informe calzato con dei tacchi a spillo rossi. Sul piede si può investire in cura e bellezza: farlo oppure no racconta di noi e del rapporto con una parte solitamente nascosta.

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Alfred Binet, psicologo francese, fu il primo ad usare il termine feticismo e a distinguerlo tra “piccolo” e “grande” considerando quest’ultimo patologico quando “l’adorazione del dettaglio diventa preponderate e sacrifica il rapporto all’altro nella sua totalità”.

Poi intervenne Freud con l’interpretazione che il feticismo del piede fosse la proiezione di un fallo femminile “primitivamente postulato e dolorosamente rimpianto” o che la pulsione di guardare, originariamente diretta sul genitale, cominciando dal basso è stata fermata per strada dal divieto e dalla rimozione e ha preso come feticcio il piede o la scarpa.

La buona notizia è che si può guarire dalla fobia dei piedi, non parliamo di una cura farmacologica, ma bisogna rivolgersi a uno specialista per poter intraprendere una terapia psicologica mirata. Ovviamente a seconda della scuola di pensiero ne deriva un approccio diverso al paziente e alla fobia.

 

Per Approfondimenti:

  • adnkronos.com
  • psicologia.doctissimo.it
  • wikipedia.org

 

 (a cura della Dottoressa Alessandra Antonacci)

 

 


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