Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Autolesionismo (074970)

0
condivisioni

on . Postato in Adolescenza | Letto 194 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Sara, 16 anni

Ho una vita totalmente normale, i miei genitori non saranno i migliori ma di sicuro non i peggiori. Solo che è da quando ero piccola che non ho mai fatto affidamento su di loro. Mia madre ha ricominciato a lavorare a tempo pieno dopo la mia nascita quando avevo appena due anni e infatti sono stata mandata all'asilo un anno prima. Solitamente la vedevo la mattina quando mi accompagnava all'asilo e basta, almeno mi sembra di ricordare fosse così perchè onestamente della mia infanzia mi ricordo ben poco. D'estate invece mi mandavano a casa di mia zia. Alla fine, all'età di 4/5 anni mia madre ha dovuto smettere di lavorare perchè ero sempre malata, avevo una febbre cronica, non mangiavo quasi nulla mi dovevo chiudere il naso per farmi ingerire qualcosa. Con mio padre le cose non sono mai andate molto bene, ho sempre pensato che mi volesse bene solo quando ero brava a scuola e in effetti lo sono sempre stata benchè studiare non mi avesse mai appassionato. Gli scontri con lui c
i sono sempre stati (mi sono sempre sentita annullata come persona da lui) e sono sempre stata il motivo principale di litigio dei miei genitori; ho portato mia madre a un passo dal divorziare. In realtà non so dire molto sulla mia personalità, penso a me ed è come se non vedessi nulla. Ho cominciato con l'autolesionismo da aprile, inizialmente lo facevo per attirare l'attenzione così forse qualcuno avrebbe capito qualcosa di me che neppure io so cos'è. Poi ho realizzato che questo non sarebbe mai successo anche perchè nessuno sa nulla sull'autolesionismo e di conseguenza penso che mi prenderebbero per pazza se vedessero le cicatrici che ho sempre nascosto. Per un certo periodo mi procuravo tagli ogni giorno, adesso lo faccio ogni volta che sono nervosa che magari ho litigato con mia madre (che ha ricominciato a lavorare da 3 anni circa a tempo pieno, esce di casa alle 7 e torna alle 21) e questo succede ogni volta che siamo vicine. Solo che ora che lo faccio diciamo "più raramente" (se
mpre comunque con una media di 3/4 volte alla settimana) cerco di farmi male sul serio e mi taglio sempre qualche vena e se non ci riesco mi innervosisco anche di più. L'ultima volta che l'ho fatto devo essermi lesionata sul serio perchè nonostante le ferite si siano rimarginate già da un pò di giorni ogni volta che faccio peso sul polso sento un dolore terribile che non accenna a sparire. Ho pensato diverse volte al suicidio ma non ho il coraggio perchè ho una paura inaudita della morte e non vorrei causare dolore a mia madre. Non capita che ricorra all'autolesionismo quando sono triste anche perchè a parte ieri sera non sono mai triste mi sento solamente vuota, più che altro quando sono nervosa. In preda a questi attacchi ho anche assunto medicinali a casaccio (una volta ho preso tutte assieme 3 pastiglie di aspirina e 3 di tachipirina e un'altra volta 30 pastiglie di sedivitax un prodotto di erboristeria) perchè la paura di essere in qualche modo scoperta o di farmi male sul serio mi
calma. Non sono una ragazza solitaria anzi le amiche mi vedono come una sempre pronta a divertirsi e qualche volta un pò troppo nervosa; magari strana perchè non desidero avere un ragazzo ed evito il contatto fisico come se fosse letale (e in effetti lo vedo come tale, il solo pensiero di baciare un ragazzo che magari mi piace mi da un senso di soffocamento). Soffro però terribilmente di solitudine e vorrei trovare un amico vero a cui raccontare la parte di me che tengo sempre nascosta, ma io stessa alla fine non saprei che dire, sono sicura che nessuno potrebbe aiutarmi. Grazie per un'aventuale risposta, ci spero.

Cara Sara, in giro ci sono molte persone che potrebbero aiutarti se tu ti confidassi un pò con loro.
Aprire un dialogo con qualcuno ti farebbe bene veramente, ti aiuterebbe a capirti, a conoscere più in profondità l'origine del tuo autolesinismo permettendoti di elaborare e superare questo comportamento che non ti apre la strada della vera relazionalità e della crescita ma ti ostacola soltanto, oltre ad avere conseguenze molto negative.
Con i tuoi amici puoi mostrare come sei veramente, non c'è nulla da perdere, dovresti però avere una dose maggiore di fiducia. Supereresti anche la sofferenza che ti procura la solitudine e forse vivresti con minore ostilità la vicinanza di un ragazzo.
Alla tua giovane età i rapporti di amicizia sono decisivi per la crescita, per sviluppare la conoscenza di se stessi e degli altri, anche per mettersi alla prova e ritrovare maggiore autostima e fiducia nelle persone.
Soltanto sforzandoti di uscire dal tuo guscio puoi avere la possibilità di sentirti meglio: rischia, mettici sincerità e apertura. Tanti auguri.. ma sono sicuro che puoi riuscirci.

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Perché andare in psicoterapia?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Amore Bordeline? (153355779047…

Lory, 52     Ho lasciato il mio compagno da un mese, la nostra relazione avrebbe compiuto due anni a breve. ...

Ragazzo fuori controllo (15335…

Giusy, 19     Buongiorno, sono una ragazza di 19 anni e sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo di 22 anni. Nei primi due anni della nostra relaz...

Ritorno di ansia e attacchi di…

Misterok88, 30     Salve! Vi prego di aiutarmi. Ho un problema che pensavo di aver risolto ma da un po' di giorni a questa parte sono di nuovo da...

Area Professionale

GDPR e privacy dei dati: cosa …

Dal 25 maggio 2018, a causa del cambiamento delle normative sulla privacy e protezione dei dati personali, tutti i professionisti devono far riferimento al Rego...

Scienza, diritto e processo: p…

Scienza e diritto risiedono in quartieri diversi. È innegabile. La prima fonda il suo continuo sviluppo sul dubbio e quindi sul progresso che proprio dal dubbio...

Introduzione al Test del Villa…

Introduzione al Test del Villaggio secondo il Metodo Evolutivo-Elementale (infanzia, adolescenza, età adulta). L’idea che sta alla base del Test del Villaggio è...

Le parole della Psicologia

Eisoptrofobia

L'eisoptrofobia o spettrofobia (da non confondere con la paura degli spettri, phasmofobia) è la paura persistente, irrazionale e ingiustificata degli specchi, o...

Narcisismo

La parola "narcisismo" proviene dal mito greco di Narciso. Secondo il mito Narciso era un bel giovane che rifiutò l'amore della ninfa Eco. Come punizione, fu d...

Anedonia

Il termine anedonia venne coniato da Ribot nel 1897  e descrive l’assoluta incapacità nel provare piacere, anche in presenza di attività normalmente piacev...

News Letters

0
condivisioni