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Senso costante di... (081000)

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on . Postato in Depressione | Letto 97 volte

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Carlotta, 29 anni

Il mio disagio se così si può chiamare ha per me un origine sconosciuta che io ho cercato più volte di analizzare ma inutilmente. Sonouna donna di 29 anni prossima alla laurea, traguardo molto sofferto seguendo un percorso alquanto travagliato. Non lavoro ed eccezion fatta per piccoli saltuari impieghi, ma non so ancora ad oggi cosa voglia dire percepire uno stipendio, essere autonomi e indipendenti. Vivo nella casa dei miei genitori che vivono con una pensione misera che a stento li fa arrivare a fine mese, con le relative quotidiane frustrazioni che amano riversare sui figli "a carico".
Non vedono l'ora che mi laurei per realizzare un loro sogno mai realizzato e soprattutto di vedermi sposata col mio attuale fidanzato, un quasi-ingegnere, tenero, dolce, educato. In realtà noi non ci amiamo e andiamo avanti forse per inerzia, angosciati entrambi dalla paura di poter deludere le rispettive famiglie annunciando una eventuale fine della storia. Nel frattempo gli anni passano e cresce dentro di me un senso di grande angoscia. Da un lato vorrei andar via dalla casa paterna e farmi una mia vita, anche perchè loro invecchiano e diventano psicologicamente difficili da gestire e tollerare,perchè voglio non subire la frustrazione di chiedere soldi anche per le cose più futili, perchè è forte il desiderio di gestirmi da sola in una casa mia, in una vita mia secondo ciò che più mi fa stare meglio; dall'altro la prospettiva più concreta è quella del matrimonio, idea che mi terrorizza perchè non vorrei che questo si trasformasse in un'altra gabbia dorata.
I miei sogni puntualmente sono messi a tacere da questa realtà che mi opprime...giorni adrenalinici in cui vedo tutto rosa si alternano ormai con giorni pessimi in cui non nascondo ho desiderato anche scomparire, farmi qualcosa fisicamente e farla finita! Strano detto da una che come me è vista sempre come l'amica a cui tutti fanno riferimento nei momenti difficili, la figlia solare e giocherellone che porta il buonumore e che risolve qualsiasi problema, la fidanzata dolce e allegra che risolleva un fidanzato ostinatamente pessimista...insomma una tipa positiva! Forse è che sognavo per me da bambina una vita diversa, più consona al mio carattere...ora il carattere è in precario equilibrio in cui ad una voglia spasmodica di felicità, allegria, positività fa riscontro una profonda amarezza, una muta rassegnazione, una voglia di scappare via... forse perchè cerco ancora l'amore della mia vita e penso di non riuscire a trovarlo o forse perchè ho solo voglia di camminare con le mie sole gambe e vedere che significa vivere!

Cara Carlotta, usa la tua positività per te stessa e per fare quello che a te è più utile. Io penso che solo nutrendo se stessi si può essere felici e nutrire poi gli altri. Tu ti ritrovi carica dei problemi altrui, con un rapporto che non ti soddisfa e un futuro incerto, ancora da definire. Dove ti ricarichi? Chi ti conforta e appoggia il tuo bisogno di attenzione e d'amore?
Si può avere un bel carattere ed essere equilibrati, ma questo equilibrio rischia di rompersi se i nostri bisogni non sono soddisfatti. Tu stai considerando questi bisogni che sono fondamentali per vivere bene? Innanzitutto come mai dovresti sposarti se non lo desideri?
Come alternativa, non potresti decidere insieme a lui di convivere per qualche tempo dividendo le spese, in modo che possiate essere indipendenti e valutare con calma il vostro rapporto? Non farti trascinare dalle aspettative altrui, ascoltati e segui te stessa.

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