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Bulimia (127512)

on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 81 volte

Mary 23

Salve, sono una ragazza come tante con un problema molto comune, ossia la bulimia ed una situazione famigliare alle spalle un po' paticolare. Figlia di genitori separati, vivo con mia madre ed il suo compagno dall'età di 6 anni. Nonostante i mie tentativi di crearmi una mia autonomia cercando di staccarmi dal "nido" anche un pò precocemente, ho sempre rettificato le mie scelte finendo poi per tornate vicino alla mia famiglia che, oltre a garantirmi un tetto per dormire nonostante le continue lotte intestinali che mi hanno sempre fatta soffrire, mi da una certa sicurezza economica permettendomi di lavorare nel ristorante di famiglia. Ho letto su un libro che il comportamento alimentare è strettamente collegato alla figura della madre da cui si è legati attreverso un rapporto di dipendenza amore/odio in una continua lotta tra il desiderio di autonomia e di realizzazione e la paura di gettarsi nel mondo. Avendo sempre avuto mia madre come unico punto di riferimento, dentro di me si altalenano un'irrefrenabile impulso di fuggire alla paura in un certo modo di "abbandonarla" anche perchè non ha amici e il compagno di lei è molto irrascibile. In questo momento ho dei progetti anche se le delusioni passate mi hanno frenato molto ma forse dandomi quel tempo di pensare e pianificare il futuro che prima, agendo di impulso e letteralmente scappando, non mi concedevo. Vorrei domandarle se la decisione di cercare la mia strada altrove sia una fuga dai problemi o se il fatto di cercare una mia autonomia mi aiuterà a eliminare il problema della bulimia. Grazie per l'attenzione concessami. Distinti saluti.

Cara Mary, il rapporto con tua madre è sicuramente disturbato ed io penso che questo possa avere a che fare con il tuo problema, sempre che si tratti di Bulimia perché purtroppo, come ormai molti fanno, anche tu hai ricorso ad un’autodiagnosi che per risponderti, prenderò per buona. Il concetto cui ti riferisci non è universale ed è condiviso dai diversi orientamenti psicologici e psicoterapeutici in parte. Per quanto riguarda il mio approccio, quello cognitivo-comportamentale, il fatto che tu cerchi di scappare da tua madre e non ci riesci è un problema, può avere un certo peso sulle eventuali abbuffate e sul relativo vomito autoindotto, ma non è detto che sia il nodo centrale del tuo disturbo. Non so quindi dare una risposta al tuo problema, solo tu lo sai perché stai scappando e se è così fondamentale essere autonoma. Ti consiglio però vivamente di parlarne con una persona in carne ed ossa, perché purtroppo, le idee che ti crei, rischiano di condizionarti e, se mal orientate, di portarti molto lontana dal benessere! Io credo molto nella biblioterapia e, non ci trovo niente di male nell’esame del rapporto madre-figlia come elemento di disturbo nei comportamenti alimentari, pur essendo un elemento davvero marginale per il mio orientamento teorico; solo che io, come gli altri esperti di qualunque scuola o pensiero siano, sapremmo guidarti alla ricerca della tua verità; il rischio di affrontare queste cose da sola è invece quello di perdersi e di fare molta confusione. Detto quest, rivolgiti ad una persona fisica. Se ti interessa questo gruppo, nel sito trovi molti nomi divisi per regione, oppure una ricerca generica sui motori di internet.

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

Pubblicato in data 29/10/08

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