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Agrafia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 5560 volte

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agrafia

Il termine Agrafia deriva dal greco a-grapho (non-scrivo), indica la perdita parziale (paragrafia) o totale della capacità di scrivere, che insieme a quella di leggere (alessia) si manifesta spesso nelle afasie sensoriali.

Le cause possono essere diverse, solitamente sono disordini conseguenti a patologie cerebrovascolari, a traumi cranici, a malattie demielinizzanti, malattie degenerative o neoplasie.

Oltre che dalla compromissione dell'area corticale sulla faccia laterale dell'emisfero sinistro, l'aprassia può dipendere dalla semplice sconnessione tra aree visive e aree uditive.

Esistono diversi tipi di agrafia, possiamo suddividerle in agrafie centrali e periferiche.

Agrafie centrali:

Agrafia lessicale è lesa la procedura lessicale, per cui il soggetto utilizza solo la procedura fonologica: scrive come pronuncia le parole, commettendo, dunque, errori nella scrittura di parole irregolari. Questo disturbo è molto evidente nelle lingue in cui non c’è corrispondenza tra fonema e grafema, come ad esempio la lingua inglese, dove il soggetto con agrafia lessicale scriverà ad esempio “iogurt” invece di “yogurt”, "faiv" invece di "five", scrivendo dunque la parola come la pronuncia oralmente.

Agrafia fonologica è l'opposto dell'agrafia lessicale in quanto la capacità di pronunciare le parole è compromessa, ma la memoria ortografica delle parole può essere completamente intatta.
Spesso si associa ad un effetto lessicale in quanto vi è una differenza nella capacità di scrivere le parole dotate di significato rispetto a parole che ne sono prive.
Gli individui affetti da questa forma di agrafia dipendono dalla loro memoria ortografica.
Inoltre, per questi soggetti, risulta spesso difficile accedere parole più astratte, prive di una forte rappresentazione semantica (ad esempio, trovano più difficile esplicitare delle preposizioni che non nomi che concretamente rappresentano un oggetto)

Agrafia profonda colpisce l'abilità fonologica e la memoria ortografica degli individui.
L'agrafia profonda è spesso il risultato di una lesione che coinvolge la regione parietale sinistra (circonvoluzione sovramarginale o insula). I soggetti non ricordano come appaiono le parole anche se queste sono digitate correttamente, né hanno idea di quale suono determini la corretta ortografia. Gli individui di solito si affidano alla loro memoria ortografica danneggiata per scrivere e ciò si traduce in frequenti errori, di solito di natura semantica, ad esempio, invece di scrivere "tempo" scrive "orologio", oppure invece di scrivere "sedia", scrive "tavolo"
Gli individui hanno più difficoltà con i concetti astratti e le parole non comuni. Anche la lettura e la lingua parlata sono spesso compromesse.

Agrafie periferiche:
Il soggetto compie errori di sostituzione o di assemblaggio (scambio di lettere), omissione, trasposizione di lettere, errori nel carattere delle lettere.

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Agrafia da neglect si manifesta con la tendenza a lasciare un ampio margine in un lato del foglio, solitamente il sinistro. È secondario ad un più generale disturbo (il neglect) che impedisce ai soggetti di prendere in considerazione uno dei due emispazi (più frequentemente il sinistro).
Il soggetto commette errori tipo amputazione o sostituzione dell’inizio della parola o della parte sinistra del grafema, ad esempio nello scrivere la N, amputa la parte iniziale della lettera e scrive V.

Agrafia aprassica non si tratta di uno specifico disturbo di scrittura, perché è la conseguenza di una più generale incapacità di esecuzione di movimenti che richiedono una complessa organizzazione (aprassia). La persona con agrafia aprassica non riesce a scrivere con la penna, ma può farlo usando la macchina da scrivere, moduli prestampati o blocchi di lettere.

Esistono ancora altri tipi di agrafia:

Agrafia ideativa in essa viene mantenuta la capacità di scrivere copiando le lettere, ma viene meno la possibilità di scrivere sotto dettatura. In questo caso, è come se ci si dimenticasse la forma delle lettere, che possono essere scritte solo avendole sott’occhio. Paradossalmente, la scrittura di numeri o il disegno di figure a memoria possono risultare normali.

Agrafia spaziale il soggetto tende a scrivere a margine, spesso in alto a destra, tende a scrivere non con orientamento canonico, ma un po’ ruotato, o tende ad eludere alcune parti, es. gambine delle "m" o delle "n", trattino della "a", o scrive senza rispettare gli intervalli, ad es. CA N E, invece di CANE.

 

Bibliografia

  • Dizionario di scienze psicologiche. Mauro Maldonato. Ed. De Simone
  • G. Vallar e C. Papagno (a cura di), Manuale di Neuropsicologia. Edizioni il Mulino.
  • Le agrafie a cura della Dott.ssa Claudia Iannotta

 

(Dottoressa Angela Chiara Leonino)

 

 


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