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Alberto 6

Salve, le sottopongo il mio caso che riguarda mio figlio. Alberto ha sei anni fatti a novembre e frequenta la prima elementare. Le maestre dicono che è un bambino poco maturo che ancora non comprende le regole della scuola elementare, così in classe non rimane al suo posto ed è disattento. Un giorno al ritorno a casa, la sorella di sette anni mi dice che Alberto ha preso una nota. Io chiedo spiegazioni, ma lui rimaneva in silenzio, poi gli ho detto se per caso lo avessero sgridato perché andava in giro per la classe e lui mi risponde di si. Dopo averlo rimproverato e comunicato che la sera non avrebbe visto il DVD, il discorso si chiude. In realtà, il giorno dopo, mi avvicino alla maestra per saperne di più, dato che la nota non c'era né sul quaderno, né sul diario. La maestra mi racconta che da un po' di tempo Alberto porta via le cose ai compagni ed in quel caso era stato sorpreso a prendere e mettere nello zaino un giochino di una compagna; con la maestra ha negato di averlo preso. La nota alla fine (purtroppo) non è stata data. Al di là di questo episodio, devo dire che già alla scuola materna a volte tornava a casa con qualche giochino che poi restituivamo, a volte portava addirittura delle forcine per la sorella. Sempre quando andava alla materna, in un vivaio nel periodo di Natale aveva preso e messo in tasca una decorazione con Babbo Natale, che alla cassa accidentalmente gli cadde a terra rompendosi. Anche all'inizio di quest'anno qualche volta tornava con qualche oggetto (un piccolo pupazzetto, un portachiavi rotto). Le prime volte ho sempre con lui (che si nascondeva dietro di me) restituito tutto alla maestra, dicendogli che Alberto lo aveva trovato. Ultimamente, diceva che erano dei regali di amichetti (la sorella qualche volta fa e riceve qualche piccolo regalino). Gli ho voluto dare fiducia, ma non dovevo. Dato i rimproveri e le dovute spiegazioni che certe cose non si fanno (che se gli adulti lo fanno, vanno in prigione e che il bambino a cui porta via il giochino è molto triste) non so più cosa fare, se continuare a sgridarlo o se c'è qualche altra via. Il mio timore è che una presa di posizione troppo severa lo porti a "specializzarsi"nel nascondere. Che spiegazione ci può essere a tale comportamento, oltre la voglia di possedere quel particolare oggetto? Alberto è un bambino molto testardo, che vuole fare ciò che vuole, ma nello stesso tempo è pauroso (chiede di essere accompagnato in bagno o in qualche stanza lungo il corridoio) ingenuo e se un bambino gli alza le mani, lui non risponde, le prende. Inoltre, non è un bambino viziato, non chiede di comprare dei giochi quando ad esempio usciamo a fare una passeggiata, lui sa che i regali arrivano a Natale, a Pasqua se non vuole l'uovo, compleanno, le eccezioni sono rare e tutt'al più rappresentate da un giornalino o qualcosa del valore equivalente. La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei più cordiali saluti. Anna

Salve, forse è un problema di regole non pienamente interiorizzate, in questo caso è necessario ribadire quello che sta succedendo e le conseguenze. Occorre anche gratificarlo in modo che non insorga il desiderio di trasgredire prendendo le cose degli altri. Può darsi che non abbia nemmeno troppa consapevolezza di togliere gli oggetti agli altri (una forma di cleptomania? o una forma di risarcimento?). Chissà se vuole poi mettersi in mostra, richiamare l'attenzione dei genitori, per qualche motivo (forse le frustrazioni di non avere troppi oggetti e regali). In ogni caso, occorre dialogare di più, in modo non troppo rigido, per aiutarlo a comprendere quello che sta succedendo, aumentare la consapevolezza e sviluppare la tematica delle regole. Aiutarlo a parlare delle emozioni che prova è sempre utile.

(Risponde la Dott. Renato Vignati)

Pubblicato in data 28/06/2010
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