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Ipocondria (145239)

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on . Postato in Ossessioni e Fobie | Letto 377 volte

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Sandra 21

Salve, dicono che essere giovani è una delle cose più belle della vita. Non per me. Il primo bacio l'ho dato a diciasette anni ad un ragazzo che neanche mi piaceva ,ho ventun'anni e non ho mai avuto un rapporto sessuale. Non sono mai andata oltre alla semplice toccata. Due anni fà ho cominciato ad avere perdite di sangue dalla vagina. Nel frattempo l'anno scorso mi sono fidanzata con un ragazzo che mi ha lasciato dopo due settimane. Vi spiego perchè: il mio cervello mi imponeva di litigare con lui e di farmi lasciare perchè diceva che non potevo avere il fidanzato e la salute allo stesso tempo. Secondo il mio cervello non si possono avere entrambe le cose. Ed è per questo che allontano tutti i ragazzi e sembra sempre che non mi interesst il genere maschile. La mia mente diceva che se continuavo a essere fidanzata sarei morta di tumore. Perciò quel ragazzo, mi ha giustamente lasciata, credendomi una pazza. Dopo un anno ho avuto il coraggio di andare dalla ginecologa ed ho scoperto di avere un'ovaia policistica. Nessun tumore. Ma continuo a vivere male la mia vita. Continuo ad essere ipocondriaca, ho paura di qualsiasi dolore, ho paura di morire, penso sempre ai tumori ed alla morte. Ho mille ansie. Credo sia una forma di depressione. In questo modo non potrò mai avere una relazione sana con un ragazzo perchè avrò sempre paura di rimetterci la salute. Non sono razionale me ne rendo conto e so anche che così la mia vita sarà solo una continua riflessione sulla morte e sui tumori. In settembre dovrei partire per sei mesi per l'erasmus ma ho paura di sentirmi male laggiù e di non riuscire a godermi niente neanche lì. Per favore aiutatemi. La mia è solo una brutta copia della vita.

Gentilisssima Sandra, a dire il vero questa continua "rinuncia" mi sembra il modo più veloce e sicuro per "rimetterci la salute". Mi colpisce questo dialogo interno con la sua mente: come se fosse qualcosa di esterno da sè che mette in guardia, lancia "maledizioni", come se avesse paura di essere felice, di vivere pienamente la sua esperienza; quasi che evitando la felicità potesse mettersi al sicuro dalla malattia. Questo comportamento può essere assimilato ad una sorta di "pratica magica": in effetti non c'è modo di controllare il mondo, nè il nostro stato di salute! Le consiglierei di cercare uno psicoterapeuta che possa accompagnarla in un percorso, volto ad imparare a sostenere la sua paura (non a cancellarla). Buona fortuna

(Risponde la Dott.ssa Laura Bongiorno)

Pubblicato in data 13/11/2010
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