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Ansia da prestazione del partner (162744)

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Sabrina, 40

 

Gentile Dottore,
mi chiamo Sabrina, ho 40 anni e abito a Firenze, scrivo per sapere come poter aiutare il mio ragazzo, di 35 anni, con il quale sto insieme da alcuni mesi, a superare un problema molto pesante di ansia da prestazione, che sta logorando il nostro rapporto.
Ci siamo messi insieme dopo mesi in cui "cercavamo di resistere", fino a quando poi non ci è rimasto che arrenderci al fatto che le cose tra noi, dopo un rapporto di amicizia di vecchia data, erano cambiate e che ci aveva travolto un sentimento nuovo. Abbiamo però, purtroppo fin da subito, dovuto fare i conti con un trauma che lui ha subito nel corso della sua precedente relazione: durante un rapporto si è procurato una ferita sul membro, che non si voleva richiudere e che lo ha costretto a dover ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico. Da quel momento in poi, ogni volta che si presenta l'atto sessuale, lui dice di dover lottare contro due spettri: il primo è quello di farsi male nuovamente, il secondo, riferisce, è che non ha mai provato per un'altra donna quello che sente per me e nella paura di non essere all'altezza, finisce per non riuscire nemmeno ad iniziare il rapporto.
Di fatto in 9 mesi, le volte in cui abbiamo fatto l'amore si contano sulle dita di una mano, con evidente e crescente preoccupazione di entrambi. Da alcuni mesi, per cercare un rimedio a questa situazione, lui ha eseguito come prima cosa una serie di esami e visite mirate, che hanno portato ad escludere qualunque problema di tipo prettamente fisico, dopodichè ha iniziato a farsi seguire psicologicamente, ma ciò nonostante fino ad oggi non si vedono cenni di miglioramento.
Gli ho chiesto di dirmi come poterlo aiutare, e lui si è limitato a sottolineare quanto sia importante che io lo rassicuri, e che cerchiamo entrambi di sdrammatizzare... beh, io ci sto continuando a provare ma diventa sempre più difficile. Mi chiede di parlarne e non so mai in che termini, perchè ho paura che ogni parola potrebbe aggravare la situazione facendolo sentire in colpa, e d'altra parte non posso nemmeno, realisticamente, trasmettergli che va tutto bene così.
Ho notato che molto spesso lui sarebbe potenzialmente rilassato e pronto al rapporto, in quelle occasioni in cui sa che in realtà questo rimane solo un'ipotesi (ad esempio quando sa che io non me la sentirei perchè sono nei giorni del cliclo), o anche che la sua eccitazione è ineccepibile fino a quando siamo completamente vestiti, ma appena si passa dal dire al fare arriva il crollo.
Sono davvero disarmata... vorrebbe che lo cercassi di più, ma io mi sento anche come se lo volessi costringere a qualcosa che non gli va e non me la sento più di tanto, vedendo la sua reazione fisica, lui si sente mortificato perchè non riesce a trasmettermi quanto invece mi vorrebbe. Non posso negare che inizia ad essere stancante trovarsi come di fronte ad un banchetto ricco di tantissime cose invitanti, al quale però non mi posso mai sedere... Vorrei tanto salvare questa situazione, gli ho detto che da parte mia cerco di focalizzare la mia attenzione su tutte quelle cose belle che ci hanno avvicinato e che ci tengono uniti e che forse dovrebbe fare altrettanto anche lui, ma mi accorgo che questa cosa ci sta sfuggendo di mano e che specie per lui sta diventando un chiodo fisso.
Vi prego, datemi un consiglio, non so davvero come comportarmi!!!
Grazie in anticipo,
Sabrina

Cara Sbrina,
dal racconto si può intuire che la ferita e la conseguente operazione al pene sia stata una fimosi, che denota la sua difficoltà nei rapporti anche precedenti al rapporto che ha causato la lacerazione e la conseguente operazione.
Anche l'essere seguito psicologicamente è una cosa positiva purchè il collega che lo segue sia un sessuologo poichè olte alla psicoterapia che secondo me dovrebbe essere psicodinamica, dovrebbe avere delle sedute di coppia per effettaure alcuni esercizi proprio dediti all'ansia da prestazione.
Consiglio quindi di rivolgersi ad uno psicoterapeuta sessuologo iscitto alla FISS, su Firenze e Prato ci sono.
Auguri

 

(Risponde il Dott. Sergio Pugelli)

Pubblicato in data 20/06/2013

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