Pubblicità

Pediofobia

0
condivisioni

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 3869 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (5 Voti)

La pediofobia è definita come una paura persistente, incontrollata e ingiustificata nei confronti di bambole e burattini.

pediofobiaDa sempre infatti le bambole sono usate nei film e nella letteratura horror, basti pensare a Chucky ne “La bambola assassina” o a Annabelle, o al pupazzo meccanico di “Profondo Rosso”.

Ci sono anche molte storie e leggende metropolitane riguardanti bambole maligne, per saperne di più visita la nostra sezione “bambole maledette”.

Le bambole sono spesso associate anche alla stregoneria, basti pensare al vudu dove le bambole possono causare dolori e tormenti alle persone che rappresentano.

Sintomi

Coloro che soffrono di pediofobia, i pediofobici, hanno delle reazioni alla vista delle bambole, che possono comprendere:

- battito accelerato;
- respirazione accelerata;
- secchezza delle fauci;
- tremori e brividi;
- rimanere paralizzati dallo spavento;
- urla e pianti;
- cercare di fuggire.

La vista di una qualsiasi bambola porterebbe quindi il soggetto, nel peggiore dei casi, ad avere veri e propri attacchi di ansia o di panico.

Le cause

Questa fobia è molto comune tra i bambini piccoli, ma in alcuni casi persiste fino all’età adulta.

Nel bambino, può capitare che questo riveli di avere paura di determinate bambole, che tentino di nasconderle, o che piangano nel vederle. In questo caso non bisogna forzare il bambino a giocare con queste bambole, ma lasciare che il tutto si risolva con il tempo. Il comportamento del bambino può essere dovuto a una leggera immaturità emotiva che passerà con il tempo, quindi non c'è bisogno di allarmarsi. È importante non forzare il bambino ad affrontare queste paure, ma lasciare che tutto passi e queste spariranno.

Molte volte, può inoltre succedere che i piccoli si spaventino quando vedono i loro personaggi televisivi favoriti in dimensioni reali, cioè, quando sono impersonati con costumi Peppa Pig, Sam il pompiere o i Super Pigiamini (i bambini hanno come punto di riferimento l'adulto; il genitore o la famiglia in generale, dunque, vedere un pupazzo più grosso del papà o della mamma, potrebbe scatenare in loro il principio di questa forte paura). La reazione dei piccoli è infatti lampante, il più delle volte piangono dinanzi ai movimenti bruschi di questa creatura enorme (più grande dei loro genitori).

Pubblicità

In una percentuale minore di situazioni le bambole piccole possono causare anche pediofobia, al di là del fatto che siano fatte a misura di bambino e disegnate perché questi giochino con loro. Una bambola forse può avere un’espressione che causi paura solo a vederla, oppure una verosimiglianza eccessiva od ancora espressioni che possono turbare soggettivamente il bambino (a volte può bastare un occhio aperto ed uno chiuso, oppure potrebbe succedere che il piccolo si spaventi quando una di queste bambole pianga all’improvviso e poi il bambino non voglia toccarla più).

Vi sono adulti che dopo un incidente di questi avvenuto nell’infanzia, temono ancora determiante bambole, come quelle in porcellana, che hanno un’espressione molto reale, ma allo stesso tempo statica (relativa ad es. ai loro occhi fissi e privi di espressione). Alcuni sostengono che da bambini erano convinti che le loro bambola prendessero a vivere e muoversi da sé mentre loro dormivano, e sebbene da adulti capiscono che i loro timori sono irrazionali non possono metterli da parte facilmente.

Come superare la paura delle bambole?

Le due pratiche più usate per combattere la pediofobia sono l’ipnosi e la desensibilizzazione alle bambole.

La desensibilizzazione consiste nell’esporre il paziente a varie bambole, in maniera graduale, fino ad arrivare a quelle da lui più temutee e che quindi impauriscono maggiormente il paziente. Alla fine del trattamento è possibile che il paziente perda la paura al punto di poter portarsi una di queste figure a casa e giocare con essa senza inconvenienti.

L’ipnosi o la terapia comportamentale cognitiva aiutano invece il paziente a razionalizzare i pensieri che provocano paura, aiutando a capirne la vera origine e a non associarli più con alcuno oggetto.

Questa fobia è, infine, spesso legata alla coulrofobia (paura dei pagliacci).

 

Per approfondimenti:

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

Tags: fobia pediofobia bambole

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Ecofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di rimanere da soli nella propria casa Una paura comune a molti che spesso si associa ad altre problematiche, come gli attacchi di...

Le parole della Psicologia

Ofidiofobia

L’ofidiofobia (dal greco ὄφις ophis "serpente" e φοβία phobia "paura") è la paura patologica dei serpenti. Il paradigma (ovvero il modello di riferimento) alla base di questo tipo di fobie è...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Le festività ti aiutano a stare meglio?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Gelosia o invidia? (1551968137…

Flow, 24     Buongiorno, ho 24 anni e sono sposato. ...

Problemi con la biologia marin…

JIM87, 32     Buongiorno ho frequentato il corso di laurea magistrale di biologia marina all'Università di Padova e dopo vari problemi con un pro...

Relazione di coppia patologica…

Matilde, 39     Salve, da qualche anno convivo con un uomo che giunti al secondo anno si è trasformato. Inizialmente ero un po' più fredda io for...

Area Professionale

Articolo 9 - il Codice Deontol…

Articolo 9 Nella sua attività di ricerca lo psicologo è tenuto ad informare adeguatamente i soggetti in essa coinvolti al fine di ottenerne il previo consenso ...

Articolo 8 - il Codice Deontol…

Prosegue con l'articolo 8, anche questa settimana, su Psiconline.it il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani a cura di Catello Parm...

Articolo 7 - il Codice Deontol…

Proseguiamo su Psiconline.it, settimana dopo settimana, il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, a cura di Catello Parmentola e di...

Le parole della Psicologia

Catalessia

Detta anche catalessi, è uno stato patologico, ad esordio improvviso e che si protrae per brevi o lunghi periodi, in cui vi è una sospensione dei movimenti volo...

Disturbo di conversione

Consiste nella perdita o nell’alterazione del funzionamento fisico, all’origine del quale vi sarebbe un conflitto o un bisogno psicologico I sintomi fisici non...

Ailurofobia

La ailurofobia o elurofobia comp. di ailuro-, dal gr. áilouros ‘gatto’, e -fobia. è la paura irrazionale e persistente dei gatti. La persona che manifesta ques...

News Letters

0
condivisioni