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Omosessualità e genitori

on . Postato in Sessualità | Letto 166 volte

Stefano , 21 (165520)

La mia Storia: Salve, Vi scrivo per parlarvi della mia attuale situazione familiare.
Sono un ragazzo di 21 anni, e da circa 3 anni ho dichiarato a mia madre la mia omosessualità, ecco, capitolo importante, non è mai facile accettare se stessi in quanto tali e la sessualità in sè è un ambito che rimane un po' indefinito per natura.

Di fatto sono abbastanza sicuro di essere omosessuale, dal momento che, per quanto possa riconoscere la bellezza di una ragazza, questa non mi provoca alcun tipo di reazione fisiologica, contrariamente a quello che succede con i ragazzi. Il fatto è che proprio non mi va l'idea di vivere nell'ombra, di vivere nascosto nè tanto meno voglio rimanere solo per il resto della mia vita, elemosinando prestazioni sessuali in chat gay.
Da un paio di settimane ho conosciuto un ragazzo e ci stiamo frequentando, è chiaro, non ne sono innamorato dal momento che lo conosco da poco tempo, ma posso dire di esserne particolarmente attratto, interessato, mi piace molto.

Passo indietro..

3 Anni fa circa feci il "primo" coming out con mia madre, le dissi che pensavo di essere gay, e la sua immediata reazione mi piacque, lei mi è stata vicina e mi ha detto che pensa alla sofferenza che ho passato io in tutto questo tempo.
Già il giorno dopo le cose sono cambiate, piangeva sempre, mi accusava di essere stato "portato" su questa strada, mi diceva che dovevo almeno provarci con le donne per poter sapere se mi piace o meno... di fatto per calmare le acque le dissi che ci avrei provato nuovamente con le ragazze, cosa che ero davvero intenzionato a fare.
Saprete benissimo che provarci con una persona come "dovere" non è il massimo, di fatto il mio successo fu scarso e non me ne è dispiaciuto, dal momento che i miei solitari sfoghi sessuali avevano i ragazzi come meta immaginativa. Da allora è successo altre volte di parlarne, e il risultato fu sempre lo stesso, la cosa bella è che dopo averne parlato con lei e averla vista così tanto soffrire io ero davvero convinto di essere etero, di essere stato vittima di una grande confusione, eccetera, ma questa pseudo eterosessualità andava via via scemando e i ragazzi continuavano ad attrarmi.
Ultima tra tutte pochi giorni fa, ho parlato a mia mamma dicendole che non avevo intenzione di mentirle e che sto sentendo un ragazzo, e che quando esco con lui per incontrarlo non voglio doverle mentire ma voglio dirle la verità perchè non voglio vivere nell'ombra.
Da allora si è messa a piangere, io ho avuto una crisi di panico/ansia, non so esattamente cosa fosse, mi sono sentito morire, mi è caduto il mondo addosso, mia mamma, l'essere più importante per me sulla terra, sta soffrendo così tanto ed io ne sono la causa. Il giorno dopo lei si è messa a piangere forte, bestemmiando, lei che non lo ha mai fatto, per me è stato uno shock e io davvero non so come continuare, ogni giorno lei è depressa e io non so come continuare.

Le ho consigliato di andare da uno psicologo ma dice che non le serve, che non cambierà la situazione ecc.. io non so cosa rispondere a questo, io studio psicologia, sono al secondo anno della triennale, ma davvero non so cosa dirle, non so come farla stare bene, tante volte ho desiderato di morire per non dover avere tutti questi problemi.

Pensate alla mia situazione conflittuale, da una parte estremamente felice per aver incontrato un ragazzo che mi piace, e dopo 21 anni finalmente una prima forma di relazione seria si inizia a costruire, da un'altra parte quando sono con lui questa felicità si scontra con l'ansia, la paura, il terrore di ferire mia madre, la consapevolezza che lei ci sta soffrendo tantissimo!!
Io non so come uscirne, sto prendendo molti antiinfiammatori per i continui dolori di testa che ho, dolori che sono dovuti sicuramente allo stress di questa situazione.

Chiedo aiuto, chiedo aiuto a voi, a chi ha esperienza, a eventuali psicologi che possano consigliarmi come affrontare al meglio la situazione, datemi una mano perché da solo non ce la posso fare!

 


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Caro Stefano

Leggendo la tua lettera, mi rendo conto quanto è difficile nel nostro paese affrontare tematiche esistenziali e relazionali quali l’omosessualità. Purtroppo ancora c’è molta ignoranza culturale e affrontare temi riguardanti la sessualità è molto difficile poiché non riusciamo ad accettare le volontà altrui. Secondo il mio parere occorre fare due interventi psicoterapeutici uno con la madre e uno con te a livello individuale per rafforzare l’io.

Successivamente, quando il terapeuta ritiene raggiunto l’equilibrio psichico, alcuni incontri con i componenti della famiglia tutto ciò per ottenere quell’equilibrio relazionale che dal racconto si evince che manca, emarginando la conflittualità. Mi rendo altresì conto che la madre deve lavorare molto sull’amore materno più che sul rapporto sociale il figlio sarà sempre il figlio e necessita aiutarlo nell’affrontare le sue scelte.

Auguri

 

(Risponde il dott. Sergio Puggelli)

 

Pubblicato in data 08/01/2015

 

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