Pubblicità

Paura (007915)

0
condivisioni

on . Postato in Sessualità | Letto 34 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Marianna, 25 anni

Salve, Da qualche tempo ho un problema ed ora il solo scriverne mi fa male alla testa. Ho paura delle risposte. Ma il mio, anche questo è un atto di coraggio. Tutto è cominciato ad aprile scorso. Ero piena di esami da fare e stressata da un anno universitario. Un amico gay mi ha chiesto se ero lesbica e che avrei potuto esserlo per i miei gesti e per la mia sensibilità.
Nella mia testa mi sono sentita scoperta.
Qui mi viene la tachicardia a parlarvene. Quella notte andai a dormire, ma la mattina mi svegliai ripetendomi nella testa due sole parole "sei lesbica". Da allora ho avuto paura di uscire e di rapportarmi con le persone. Per arrivare all'università dovevo canticchiarmi delle canzoni. La gente mi rendeva nervosa e volevo sono scappare dai luoghi in cui ce n'era tanta. Mi mancava il respiro. Mille domande mi salivano alla mente insieme a mille ricordi a cui non avevo mai dato peso.
Vecchie azioni si ripetevano nella mia mente come piccoli cortometraggi a cui dovevo dare un significato che andasse oltre il loro naturale significato. Non mi riconoscevo nei miei gesti nei miei sguardi. Evitavo di osservare perchè quel mio sguardo poteva essere malato. Le altre donne le guardo le ho sempre guardate, ma cosa sigifica questo?(Allora vorrei sapere da voi psicologi
lo sono ?) Subito e in lacrime e senza forze mi sono rivolta ad un amico psichiatra che è riuscito a farmi arrivare a delle risposte. Risposte che mi hanno fatta felice perchè ci ero arrivata da sola. Ho subìto una forte crisi. Non riuscivo ad alzarmi dal letto la mattina. Non volevo.
Per far chè: Vivere? non ne avevo voglia. Volevo solo morire. Morire. Evitavo di guardarmi allo specchio, non mi riconoscevo. E se mi guardavo allo specchio chiedevo e ripetevo al mio riflesso "lo sei". Gli occhi sono il riflesso dell'anima, ma io da qugli occhi non ho mai avuto risposta? Ho pianto convulsamente e se ora ci ripenso piango di nuovo. Volevo strapparmi la pelle dal viso. Avevo paura di non riconoscermi. Sono ancora vergine. Non ho mai avuto una relazione. Ho baciato.
Nella vita mi sono piaciuti sempre i ragazzi. Di uno ne son stata davvero innamorata, c'era telepatia (se esiste davvero), ma non abbiam mai avuto il coraggio di cercare almeno di corrispondere a quello che sognavamo, di raccontarci, non abbiam mai avuto il coraggio di baciarci e stare insieme. Non gli ho mai potuto perdonare il fatto che lui fosse partito per milano per conoscere
una, conosciuta e mai vista, via chat. Ho passato una bella estate, serena, lontana da casa.
Avevo paura di partire perchè non volevo che quella fosse una fuga. Un ragazzo straniero si è innamorato di me. E dico innamorato. Un giorno mi ha baciata dappertutto, ma io non mi son fatta baciare sulla bocca. Perché? Mi faceva piacere stare tra le
sue braccia, mi accarezzava ed mi eccitava. Ora son ritornata a studiare e con lo stress tutte quelle vecchie domande
mi son ritornate alla mente. Il ragazzo gay, mi ha fatto pervenire un messaggio, vuole farmi un discorso chiarificatorio vorrebbe consigliarmi lo stesso psicoanalista de lla De Sio.
Ora sto rivivendo quelle domande, e l'angoscia e l'ansia e
l'orribile paura che dietro ogni mio gesto c'è quella Marianna che non conosco, prima che quel bastardo mi chiedesse quel che mi ha chiesto. Perchè mi son sentita scoperta? perché è vero? Oh Dio che angoscia. Rispondetemi perchè mi sento di morire dentro.


Cara Marianna, mi pare difficile pensare che una sola, innocente domanda possa aver scatenato questo pandemonio dentro di lei.
È' probabile che il suo amico abbia toccato un tasto che lei aveva accuratamente evitato per tutta la vita, forse qualcosa che da tempo stava cercando disperatamente di uscire, e che magari lei ha finto di non vedere e di non sentire. Purtroppo è sempre così: quanto più alacremente ci si impegna a nascondersi qualcosa, tanto più violentemente verrà fuori questo qualcosa, prima o poi. Ma non è il caso di ossessionarsi per rispondere ad una domanda del genere, l'essere etero oppure omosessuali è una cosa naturale, e dovrebbe venir fuori da sola.
Dovrebbe.A meno che non ci sia un'opposizione molto forte che viene da dentro, che può essere dovuta alla cultura o all'educazione. Se lei è o no omosessuale è una cosa che soltanto lei può sapere, non glie lo potrà dire un amico, né glie lo potrà dire un'e-mail.
Ma potrebbe farsi aiutare per scoprire la sua vera natura, ed accettarla, quale che essa sia. Potrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta, fare in due un percorso di scoperta e di accettazione di sé è sicuramente meglio che farlo da soli. Molti auguri

( risponde la dott.ssa Serena Leone )

Pubblicita'
Vuoi conoscere i libri che parlano di sessuologia per saperne di più?
Cercali su Psiconline® Professional Store

 

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa fare di fronte alla crisi?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Essere spocchioso... (15472251…

Paolo, 42     Quali sono i significati profondi e psicologici di una persona "spocchiosa" ? ...

Senso di colpa (1547112077890…

Pietro, 25     Buongiorno, intorno all’età tra i 10 e i 13 anni mi è capitato più volte di “toccare” (senza costrizione) mia cugina più piccola (...

Mio fratello ha tentato il sui…

Sofia, 19     Salve, scrivo per mio fratello. Si chiama Lorenzo ed ha 19 anni. ...

Area Professionale

Distinguere tra disturbo evolu…

È difficile distinguere tra disturbo evolutivo e difficoltà di lettura? Significatività clinica di un Trattamento di Difficoltà di Lettura in soggetto di quarta...

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Le parole della Psicologia

Psicoterapia

La psicoterapia è una forma d’intervento terapeutico nei confronti di disturbi emotivi, comportamentali, ecc., condotto con tecniche psicologiche. La Psicote...

Workaholism

Il workaholism, o dipendenza dal lavoro, può essere definito come “una spinta interna irresistibile a lavorare in maniera eccessivamente intensa”. Esso è consid...

Pedofilia

  Con il termine pedofilia si intende un disturbo della sessualità di tipo parafilico, caratterizzato da intensi e ricorrenti impulsi o fantasie sessuali ...

News Letters

0
condivisioni