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Sessualità (100545)

on . Postato in Sessualità | Letto 3 volte

Sara 30

Salve. Ho 30 anni ed è da circa un anno che, tra alti e bassi, sto con un ragazzo, un pò più grande di me. Il mio ragazzo è sud americano e si è separato da poco, dopo essere stato lasciato, più di un anno fa, dalla moglie che se ne è tornata nel loro paese di origine, portandosi con se i bambini ancora piccoli. Il mio ragazzo soffre molto ed io ho sempre cercato di essergli vicina. Fin dai primi mesi della nostra relazione, il mio ragazzo ha iniziato a manifestare nei mie confronti un malessere: dopo i primi mesi di sesso sfrenato ed appagante (almeno per me), se ne esce dicendomi che non riesco a farlo sentire abbastanza maschio, perchè non ho orgasmi coitali, ma solo dietro stimolazione del clitoride. Lo aveva sempre pensato, ma non me lo aveva mai detto, perchè era convinto che dopo qualche mese di "pratica", sarei riuscita a venire come desiderava lui...Che delusione è stata per me! E' così. In vita mia ho avuto un solo episodio di orgasmo coitale, non so nemmeno io come, ma sono sempre stata appagata dal sesso, perchè cmq ho imparato a toccarmi e farmi toccare in modo da raggiungere cmq il piacere. Amo molto fare l'amore e nessun altro uomo mi ha mai manifestato disagio. Abbiamo affrontato il problema a più riprese,sempre fra di noi, accusandoci o discolpandoci a vicenda,ma non abbiamo risolto molto tanto che, ora, siamo arrivati ad un punto in cui lui ha paura di fare l'amore con me; ha delle erezioni "timide". Io continuo a venire nell'unico modo di cui sono capace,perchè voglio provare piacere, ne ho bisogno, ma sono profondamente frustrata. Ha paura di me, mi evita a letto e mi accusa di essere troppo cerebrale, copmplicata, anche se mi ama, dice...Ho provato a convincerlo ad andare insieme da un sessuologo che ci aiuti a conoscere e, chissà , magari a superare tale limite. Si rifiuta, perchè pensa che io non sarò mai come vuole lui... Morale della favola, ora dallo psicologo ci sto andando io. Ma come possiamo stare così bene in qualsiasi ambito della nostra vita, convivere oramai da mesi e amarci, ma nn riuscire a comunicare a letto?! Cosa devo fare per non perderlo? Può essere che ho qualche disfunzione, magari ormonale che mi impedisce di avere un orgasmo coitale? Vi ringrazio tanto

Gentile Sara, come prima cosa il suo ragazzo dovrebbe sapere che l’”orgasmo coitale” è un concetto molto labile. Fino a qualche decennio fa esisteva la convinzione che le donne avessero due tipi di orgasmo, quello clitorideo, che si ottiene con la stimolazione del clitoride, e quello vaginale, che si ottiene con la penetrazione. Gli studi hanno dimostrato la falsità di questa concezione. Anche se attualmente sono pochissime le persone a conoscenza di questo fatto, e di conseguenza moltissime le donne che si sentono “mutilate” perché non riescono ad avere un orgasmo vaginale. L’orgasmo vaginale non esiste, semplicemente. Per la donna, l’orgasmo è sempre il risultato di una stimolazione diretta o indiretta del clitoride. Il che non significa che non possa avvenire con la penetrazione. Ma una donna che non prova orgasmo durante la penetrazione non ha niente di strano, è molto più probabile che non sia adeguatamente stimolata.Credo che il suo ragazzo abbia innanzi tutto bisogno di una serie di informazioni che gli facciano capire quanto siano false alcune delle sue convinzioni; ma credo anche che la sua sofferenza per la lontananza dei figli possa entrarci in qualche modo. Forse lui sta spostando questa problematica sul vostro rapporto sessuale. La sessualità viene spesso usata come sintomo per problematiche che hanno tutt’altra origine. Se per lei è utile andare da uno psicologo, va benissimo; ma non so quanto possa aiutare il vostro rapporto di coppia. È solo smettendo di scaricare tutte le colpe su di lei, rendendosi conto di quello che prova, divenendo consapevole, che il suo ragazzo può uscire da questa situazione. E credo sia molto importante convincerlo che andare da un sessuologo non significa che uno di voi è “malato”, ma significa farsi aiutare nella comunicazione, nell’acquistare consapevolezza di alcune dinamiche che,essendo coinvolti, forse non riuscite a vedere. Molti auguri

(risponde la Dott.ssa Serena Leone)

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