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Ambienti di vita e bisogni dell'uomo

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Secondo gli esperti è essenziale tener conto dei bisogni dell'individuo nella progettazione degli ambienti in cui viviamo. Analizziamo l’impatto che il design ha sul nostro benessere.

Ambienti di vita e bisogni delluomoSiete mai stati in una sala d’attesa, un ufficio, un edificio, o un qualsiasi altro tipo di spazio, che vi ha rallegrato?

Oppure vi è mai capitato di ritrovarvi in un luogo che, al contrario, vi ha fatto sentire come se voleste fuggire?

La differenza tra queste due situazioni è enorme!!

Se, poi, l’ambiente che frequentiamo si lega ad un evento spiacevole, è anche peggio!

Sì, perché in letteratura è stato già accertato come le caratteristiche del posto in cui ci troviamo influenzino non solo la cognizione, ma anche il nostro vissuto emotivo (e viceversa).

La ricerca suggerisce, inoltre, che il nostro ambiente di appartenenza ha un grande impatto sull’umore e sulla motivazione.

Ambiente e bisogni dell’uomo

Secondo gli esperti del campo, è essenziale tenere conto dei bisogni umani negli ambienti che progettiamo.

Infatti, quando la forma asseconda la funzione, e tale funzione comprende le esigenze viscerali ed emotive degli uomini, le persone se ne giovano e, di conseguenza, crescono.

In una recente conferenza della Università del Texas at Austin, la psicologa Cristina Banks, direttrice dell’Interdisciplinary Center for Healthy Workplaces presso l’Università della California, Berkeley, ha confermato, in modo chiaro, la capacità che un giusto design ha nel preservare il benessere delle persone.

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La studiosa ha aggiunto, poi, che se l’ambiente costruito rispetta gli otto bisogni umani – vitalità fisica, equità, connessione, sicurezza, flessibilità, prevedibilità, confort e privacy – le persone sono produttive, felici e sane.

In particolare, gli spazi che stimolano la conversazione con gli altri, ma che, allo stesso tempo, permettono di starsene anche un po’ in solitudine, sono proprio quelli che riescono a tirare fuori il meglio di se stessi.

Nelle banche, ad esempio, è emerso che, indipendentemente dal ruolo che l’impiegato ha nell’ufficio, quando tutti gli individui hanno accesso ad un’area privata, riescono a conservare il loro benessere.

Un’altra caratteristica di un edificio ben progettato è la prossimità alla natura.

Edifici con ampie finestre, legno grezzo, piante, rappresentazioni di frumento, onde che si infrangono e foglie che cadono, rendono gli individui allegri e li stimolano ad impegnarsi.

Invece, in costruzioni cosiddette “malate” o “tossiche”, cioè senza questa componente al “naturale”, aumentano i giorni di malattia, ci sono bruschi cali nella produzione e si manifesta un’insofferenza continua.

Questo perché se gli uomini sono seduti in delle specie di scatole senza finestre e devono rimanervi per tutta la durata della giornata vi è un effetto negativo sul loro stato fisico, cognitivo ed emotivo.

Al contrario, l’esposizione alla natura, l’autonomia e la leggerezza dei propri luoghi di frequentazione generano risultati positivi nel lavoro e tutelano il benessere.

Architettura e processo psicoanalitico

La Professoressa Elizabeth Danze, della University of Texas at Austin School of Architecture, ha stabilito e descritto quali sono le cose in comune tra il processo psicoanalitico e l’architettura.

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Un edificio di successo ed una psicoanalisi di successo liberano la persona che abbiamo dentro di noi, permettendole di esprimersi nella sua pienezza.

Infatti una buona costruzione, così come un buon trattamento, fa risvegliare la capacità di sognare ad occhi aperti, i desideri profondi, la fantasia, la tranquillità e la creatività.

Quindi, come afferma la studiosa, noi abbiamo risposte viscerali ai nostri spazi.

In altre parole, i luoghi che frequentiamo hanno un enorme impatto sulla nostra cognizione e sulle nostre emozioni ed essi si influenzano a vicenda.

 

Fonte: Psychology Today

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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Tags: natura bisogni ambiente progettazione cognizione design

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