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La speranza che abbiamo di durare. Intervista ad Emilio Masina

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on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 391 volte

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"In questo intervallo fra una seduta e l'altra c'è silenzio: non ha segretaria e la collega che lavora nell'altra stanza viene raramente e si ferma poco; nella sua strada signorile il traffico è ridotto e l'atmosfera rarefatta." Quando terapeuta e paziente si incontrano, sperimentano il tempo nella stanza, con il proprio bagaglio di esperienze ed emozioni. Emilio Masina ci porta nella vita del 'dottore' attraverso il suo libro la speranza che abbiamo di durare.

masina libro intervista

Emilio Masina, specialista in Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Coppia. Membro ordianario dell'Associazione Italiana di Psicoanalisi e full member dell'I.P.A. È socio fondatore della Cooperativa di aiuto psicologico agli adolescenti ''Rifornimento In Volo" e docente della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica SPS. La speranza che abbiamo di durare è il suo primo romanzo.

Amore, odio, vergogna, compassione. Non vi è emozione umana che terapeuta e paziente non sperimentino nel corso del loro viaggio. In questo libro l’autore usa la storia di una relazione terapeutica per affrontare alcune delle problematiche più avvincenti della sua disciplina. Il racconto di questo rapporto così particolare e delle vite dei protagonisti si apre alla riflessione sulle attuali sfide della psicoanalisi: le aspettative magiche dei pazienti, la concorrenza di trattamenti meno impegnativi e di nuovi farmaci stanno mettendo in pericolo questa straordinaria forma di cura.

In un periodo di continua evoluzione per la Psicologia, il passaggio al digitale e la continua richiesta di aiuto psicologico il romanzo del Dottor Emilio Masina ci immerge nella vita del 'dottore', protagonista del romanzo La speranza che abbiamo di durare, che vive la sua espienza personale e lavorativa mostrandosi al lettore come uomo e come professionista in un avvicendarsi di storie ed emozioni.

Per meglio comprendere alcuni punti interessanti del romanzo, Psiconline ha scelto di intervistare Emilio Masina.

Il suo libro affronta le emozioni, sia dal punto di vista del paziente che dall'ottica dell'analista, qual' è l'emozione principale che, attraverso la stesura del racconto, ha voluto comunicare al lettore?

Sorpresa e sconcerto di fronte al vacillare delle proprie certezze ma anche gioia nel raggiungere un nuovo equilibrio.

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Nella relazione terapeutica di tipo Psicoanalitico è importante il Transfert, esistono dei passi nel libro in cui si parla di comportamenti, messaggi non verbali che sottendono elementi specifici ed utili alla conoscenza del paziente, quanto di tutto questo è stato privato alla Psicoanalisi con il passaggio alla Psicologia on line?

Con le sedute online si è perso tantissimo. In letteratura per indicare un rapporto amoroso particolarmente intenso si usa l’espressione “essere insieme anima e corpo”; e Platone scriveva: “Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute”. Introducendo la comunicazione online, peraltro necessaria a mantenere la relazione terapeutica anche durante i periodi di lockdown, siamo passati dal condividere stati dell’essere a condividere stati della mente. La distanza e il filtro del computer hanno favorito la regressione e il rifugio dei pazienti nel proprio mondo interno ma è diventato più difficile condividere le fantasie con lo psicoanalista (in particolare quelle che hanno a che fare con il transfert) consentendo di confrontarle con la realtà della situazione terapeutica. Inoltre, si è persa la possibilità di lavorare con le aree della mente cosiddette presimboliche e preoggettuali; vissuti e stati d’animo che non sono esprimibili in parole ma possono essere colti attraverso indizi sensoriali e non verbali (il cambio del ritmo del respiro o della posizione del corpo sul lettino, la durata e il peso di un silenzio, il tono della voce, lo sguardo all’inizio e alla fine della seduta, ecc. Tracce mute che l’analista deve aiutare a raccogliere, a integrare e a trasformare in una comunicazione esplicita.

Il 'dottore' nel racconto, commettte dei passi falsi, se così possiamo definirli, cosa ci dicono del lavoro dello Psicoanalista e quanto dell'uomo? Quanto è importante essere coscienti anche degli errori che il 'dottore' può commettere?

I passi falsi compiuti nel romanzo sono dovuti proprio all’intreccio dello psicoanalista, e il suo armamentario di tecniche e teorie, con l’uomo, ricco di risorse ma anche di difetti e problemi. L’analista è un uomo, o una donna, come i suoi pazienti e non potrebbe capirli se non mettesse in gioco proprio la sua umanità. La differenza, che produce l’asimmetria nella relazione terapeutica, è che lo psicoanalista non è portatore solo di un “saper fare” ma anche di una capacità di contenimento delle angosce del paziente e, prima ancora, delle proprie: entrambi costruiti nei lunghi anni della sua formazione. L’essere stato a sua volta paziente gli ha consentito di maturare una conoscenza di sé che gli consente (dovrebbe consentirgli!) di distinguere i suoi problemi da quelli delle persone che ha in carico. Tuttavia, il terapeuta perfetto non esiste, come cerco di spiegare nel romanzo; ciascuno di noi ha delle zone della mente che gli analisti chiamano “cieche”, che sono ancora inesplorate o particolarmente sensibili di fronte agli stimoli dell’ambiente e bisogna lavorare costantemente, e per tutta la vita professionale, sulla relazione fra se e sé e su quella con i pazienti. In particolare, è necessario diventare consapevoli degli errori che, inevitabilmente, si commettono per poterli riparare e usare come indizio per comprendere lo stato dell’arte della relazione con il paziente in quello specifico momento. La dottoressa Carla Rufino Zennaro scrive che gli psicoterapeuti dovrebbero rimanere umili e sviluppare “una cultura dell’errore”!

La scelta di raccontare le vite di Lavinia e Giulio, hanno aggiunto informazioni sulla storia del 'dottore' o piuttosto rappresentano dei passaggi critici che lo Psicoanalista si può trovare a gestire?

Anche a proposito della storia dei pazienti Lavinia e Giulio vale questa complessità. I passaggi critici della loro relazione con il teraputa svelano le loro specifiche problematiche ma anche la difficoltà dello psicoanalista, tecnico e insieme persona umana, a comprenderle; aiutando i pazienti a elaborare le tensioni e gli impulsi piuttosto che agirli. La crisi dello psicoanalista del romanzo, che attraversa difficili vicissitudini personali, a causa del conflitto con la propria moglie e dell’età che inesorabilmente avanza, gli rende più difficile resistere alla seduzione di Lavinia e agli attacchi di Giulio.

Se il Dott. Lorenzi si trovasse nel mondo di oggi, ad un anno dalla pandemia, di cosa sentirebbe maggiormente la mancanza della Psicoanalisi in presenza?

La crisi che stiamo vivendo a causa del coronavirus rende necessario effettuare cambiamenti e scelte coraggiose. Bisogna richiamare i pazienti a lavorare in presenza, naturalmente attuando tutte le procedure che salvaguardino paziente e analista dall’infezione (mascherine, distanze, finestre aperte ecc.) per evitare che si cronicizzi una situazione che può a lungo andare essere messa al servizio delle resistenze e del narcisismo. Pazienti e terapeuti, cioè, devono tornare, come si usa dire oggi, a metterci la faccia e a tollerare la fatica ma anche le opportunità di una relazione più intima, meno filtrata e controllata dalla tecnologia. Come scriveva già Freud il nucleo della personalità si sviluppa a partire da un Io corporeo e senza il corpo il nostro mestiere e la nostra funzione di psicoterapeuti sarebbero inevitabilmente mutilati.

 

 

Siamo arrivati alla fine della nostra interessante intervista e non possiamo non ringraziare il Dottor Emilio Masina per la sua disponibilità e per aver risposto in maniera esaustiva e chiara alle nostre domande.

 

A tutti i nostri lettori diamo appuntamento alla prossima intervista.

 

 

 

 

(intervista a cura della Dott.ssa Assunta Giuliano)

 

 

 


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Tags: psicoterapeuta paziente la speranza che abbiamo di durare emilio masina le interviste di psiconline

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