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Acting out

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Il termine Acting out , letteralmente “passaggio all’atto”, indica l’insieme di azioni aggressive e impulsive utilizzate dall’individuo per esprimere vissuti conflittuali e inesprimibili attraverso la parola e comunicabili solo attraverso l’agito.

acting out

Il termine Acting out, letteralmente “passaggio all’atto”, indica l’insieme di azioni aggressive e impulsive utilizzate dall’individuo per esprimere vissuti conflittuali e inesprimibili attraverso la parola e comunicabili solo attraverso l’agito.

Il soggetto che mette in atto questo comportamento agisce in maniera poco riflessiva; l’azione, infatti, segue immediatamente l’impulso senza, in alcun modo, prendere in considerazione le possibili conseguenze del gesto.

Spesso è un atteggiamento tipico della fase adolescenziale. In questa particolare fase evolutiva, infatti, caratterizzata da continui cambiamenti l’individuo ha una scarsa capacità di contenere le angosce relative al processo di individuazione-separazione, tipico della fase adolescenziale, perdendo il controllo e sfociando in comportamenti aggressivi.

In un individuo la presenza di tale comportamento può essere considerata positivo se indica un cambiamento imminente e una maturazione della persona.

L’accezione del termine diventa negativa quando il soggetto non riesce ad accettare le tipiche trasformazione relative al proprio sé.

In casi estremi il comportamento può sfociare in Acting Out criminale, dove l’agito non può essere spiegato da una motivazione comprensibile ma rappresenta l’espressione di un conflitto interno, trasformato in una manifestazione concreta.

In ambito psicoanalitico viene considerato come un meccanismo di difesa caratterizzato da comportamenti aggressivi messi in atto per scaricare una tensione generata da un conflitto emotivo interno del paziente.

Freud definisce l’acting out come un atto aggressivo che insorge in una seduta analitica in conseguenza a dinamiche di transfert; tali azioni comprendono il gridare, l’agitarsi, il camminare, tirare oggetti, calci alle pareti, il rifiutarsi di parlare.

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Lacan, psichiatra e psicoanalista francese, invece, dopo l’osservazione di due casi clinici di Freud: ”Dora" e “Psicogenesi di un caso di omosessualità femminile" descrive tale meccanismo di difesa come un colpo di follia messo in atto dal soggetto,in maniera inconsapevole  per attenuare un angoscia incompresa e indecifrabile.

Alcuni studi neuroscientifici, condotti da Bateman e Fonagym , mettono in evidenza che alla base di questa cattiva condotta vi sia una incapacità da parte del soggetto di mentalizzazione (abilità che permette di riconoscere stati mentali propri e altrui e in base a ciò regolare il proprio comportamento), incapacità tipica della Personalità Borderline.

In particolari situazioni, vi è un’attivazione della corteccia prefrontale che innesca meccanismi di attacco-fuga, ne conseguono risposte di panico e comportamenti impulsivi, piuttosto che l'elaborazione mentale della situazione.

 

Per approfondimenti

  • Dizionario di scienze psicologiche. Edizione Simone
  • www.wikipedia.org
  • www.treccani.it
  • www.lafrusta.net

(A cura della dottoressa Addorisio De Feo Ilaria)

 


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Tags: angoscia acting out meccanismo di difesa azioni aggressive vissuti conflittuali agito fase evolutiva conflitto interno corteccia prefrontale

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