Pubblicità

Borderline

0
condivisioni

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 9576 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (3 Voti)

“una malinconia terribile aveva invaso tutto il mio essere; tutto destava in me sorpresa e mi rendeva inquieto. mi opprimeva la sensazione che tutto era, ai miei occhi, estraneo, e comprendevo benissimo che quell'essere tutto estraneo mi uccideva.” F.dostoevskij

borderlineIl termine borderline derivante dall’inglese “Border” (confine) e “line” (linea), fa riferimento in un senso più generico e ampio a qualcosa che non è esattamente definibile, che si trova cioè in una posizione intermedia tra due condizioni o stati ben definiti.

Da un punto di vista psicologico invece, si fa riferimento a un disturbo della personalità caratterizzato da forte instabilità nelle relazioni, nella stima di sé, nell’umore, e da marcata impulsività.

Da un punto di vista storico, tra i primi autori che si interessarono a forme di comportamento anomale, cioè situate a “metà strada” tra la normalità è la follia, si possono ricordare Hughes(1884) e poi Rosse (1890), il quale parlò esplicitamente di borderline insanity per definire coloro che oscillavano alternativamente tra la ragione e la follia.

Nella nosografia di Kraeplin e Bleuler non compare mai il termine borderline, in quanto il primo parlava di “temperamenti” come quello depressivo, maniacale, ciclotimico e così via, mentre il secondo descriveva quadri assimilabili al disturbo borderline, in cui una disposizione schizofrenica latente incideva su forme morbose apparentemente nevrotiche.

Con l’avvento della psicoanalisi, il dibattito rispetto all’utilizzo del termine borderline si spostò per concentrarsi sulla analizzabilità o meno dei pazienti, ovvero sulla loro capacità di sviluppare un transfert.

Freud effettuò inizialmente una suddivisione tra “nevrosi di transfert” ossia annesse all’isteria e nevrosi ossessiva e quindi trattabili col metodo psicoanalitico, e “nevrosi narcisistiche”, ossia paranoia e schizofrenia, impossibili da trattare con il metodo classico; il differenziare così la nevrosi dalla psicosi, portò successivamente diversi psicoanalisti a rendersi conto che vi erano quadri clinici che si collocavano in un’area intermedia, cioè che oscillavano da una forma apparentemente nevrotica ma difficile da trattare, a dalle manifestazioni più vicine alla psicosi.

Nonostante questo, il termine borderline rimase fuori uso, in quanto si riteneva che tale disturbo fosse da ricondurre direttamente alla schizofrenia.

In ambito psicodinamico è stato Adolph Stern (1938) a utilizzare il termine borderline per indicare quei pazienti apparentemente nevrotici che non miglioravano dopo il trattamento analitico e con aspetti strutturali particolari evidenziati nella regressione transferale.

Diversi anni dopo Robert Knight (1953) sottolineò come questi pazienti nascondessero una severa debolezza dell’Io, iniziando così a concepirli come un’entità nosografica abbastanza autonoma.

Pubblicità

Infine, nel 1968 Roy Grinker, partendo da analisi statistiche individuò 4 sottogruppi di pazienti, di cui il 1°collocabile al bordo delle psicosi, con lacune nell’esame di realtà e comportamento inappropriato; il 2°, o nucleo della sindrome borderline, con affetti negativi e difficoltà nel mantenere relazioni interpersonali stabili; il 3°, caratterizzato invece da perdita generalizzata di identità e acting out aggressivi; e infine il 4°, collocabile al bordo della nevrosi, con manifestazioni depressive anaclitiche e tratti narcisistici.

In una prospettiva psicoanalitica, fu Otto Kernberg (1975) a coniare l’espressione di “organizzazione di personalità borderline”, attraverso un’integrazione teorica tra Psicologia dell’Io e Teoria della relazioni oggettuali.

La concezione di Kernberg fa riferimento a un’organizzazione di personalità, collocabile tra le nevrosi e le psicosi, da intendersi come una modalità di funzionamento essenzialmente intrapsichica, specifica e stabile nel tempo. Identifica quattro caratteristiche chiave:

- manifestazioni non specifiche di debolezza dell’Io (mancanza di tolleranza dell’angoscia, mancanza di controllo degli impulsi, mancanza di canali sublimatori evoluti);

- scivolamento verso processi di pensiero primario;

- operazioni difensive specifiche (scissione, idealizzazione primitiva, diniego, onnipotenza, svalutazione e identificazione proiettiva);

- relazioni oggettuali patologiche interiorizzate.

Per Kernberg l’organizzazione di personalità borderline sarebbe sottostante a diversi disturbi di personalità, tra cui il disturbo schizoide, il paranoide, l’antisociale e il narcisistico.

Dal punto di vista psicoterapeutico, Kernberg propone un approccio espressivo in cui il terapeuta ricorra all’interpretazione, confronto e chiarificazione non solo dei vissuti inconsci del paziente, ma anche di quelli consci, i quali spesso risultano contraddittori e alternanti a causa del massiccio e frequente impiego della scissione come meccanismo di difesa predominante.

L’interpretazione dovrà quindi rifarsi prevalentemente al “qui e ora” della seduta e non solo al materiale del passato.

 

Per approfondimenti

  • Dizionario di scienze psicologiche – Edizione Simone.
  • garzantilinguistica.it

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

Tags: confine Freud interpretazione instabilità personalità borderline scissione evoluzione storica Knight Kernberg confronto chiarificazione

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Convinzione occhi storti (1568…

mirko, 31 Dottori perdonate il disturbo. Sono un ragazzo di 31 anni e sono quasi 5 anni che vorrei capire una cosa che mi sta facendo diventare letteralmen...

Non riesco più a vivere (15667…

Francesca007, 25 Tutto inizia dai miei 17 anni, quando capisco di non essere abbastanza per i miei genitori. Mio papà mi teneva chiusa in casa come se foss...

Superare un tradimento (156741…

Lucrezia, 42 Salve, sto con il mio compagno da 12 anni, conviviamo. All'inizio del 2019 abbiamo cominciato ad avere qualche incomprensione a causa del suo ...

Area Professionale

Articolo 35 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.35 (fonti delle ricerche), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo sett...

Articolo 34 - il Codice Deonto…

Con il commento all'art.34 (sviluppo scientifico della professione), prosegue su Psiconline.it il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che se...

I vantaggi di sfruttare i Bann…

Proseguiamo con l'illustrazione degli strumenti che ci consentono di migliorare la nostra Brand Awareness professionale e di acquisire nuova visibilità e nuova ...

Le parole della Psicologia

Pistantrofobia (paura di fidar…

La pistantrofobia è caratterizzata da una paura irrazionale di costruire una relazione intima e personale con gli altri. Molti di noi hanno sperimentato delusi...

Ofidiofobia

L’ofidiofobia (dal greco ὄφις ophis "serpente" e φοβία phobia "paura") è la paura patologica dei serpenti. ...

Coping

In che modo tendiamo a superare gli ostacoli e lo stress che la vita ci sottopone? Attuando strategie di coping!! Dall’inglese to cope (affrontare) il te...

News Letters

0
condivisioni