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Agnosia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 11929 volte

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L'agnosia (dal greco a-gnosis, "non conoscere") è un disturbo della percezione caratterizzato dal mancato riconoscimento di oggetti, persone, suoni, forme, odori già noti, in assenza di disturbi della memoria e in assenza di lesioni dei sistemi sensoriali elementari.

agnosia

Nell’agnosia un oggetto percepito non viene riconosciuto, cioè non è messo in rapporto con il materiale della memoria.

Questo deficit compare in presenza di lesioni che interessano le zone associative temporo-parieto-occipitali di uno o di entrambi gli emisferi cerebrali: come conseguenza di un ictus, nelle demenze, nei disturbi pervasivi dello sviluppo, in lesioni occupanti spazio del cervello; se transitoria, può essere un sintomo anche di uno stato confusionale acuto. La maggior parte dei neuropsicologi distingue fra agnosie appercettive e agnosie associative.

Si parla di agnosia appercettiva quando il soggetto, in assenza di deficit sensoriale, non è capace di comporre i dati dello stimolo ed integrarli in un’ unità percettiva strutturata. Il paziente non è in grado di riconoscere l’oggetto anche se ne sa descrivere accuratamente dimensioni, consistenza ed alcuni aspetti della forma.  Ad esempio, un  paziente con agnosia appercettiva nella modalità visiva non è in grado di eseguire un disegno su copia, di descriverlo accuratamente nei suoi particolari e di distinguerlo da oggetti visivamente simili. Di conseguenza fallisce anche il confronto con le rappresentazioni mentali di stimoli conosciuti, e dunque non avviene il riconoscimento dello stimolo. Pertanto, nelle agnosie appercettive, i pazienti affetti da particolari lesioni della corteccia visiva non riescono a riconoscere gli oggetti a causa di un difetto di percezione a livello corticale.

Nelle agnosie associative, invece, la percezione sembra intatta, ma il riconoscimento non avviene comunque perché non si è in grado di confrontare la rappresentazione percettiva strutturata di uno stimolo con le conoscenze presenti nel magazzino semantico (relative agli stimoli conosciuti) e quindi di attivare le conoscenze relative all'oggetto (il suo nome, il corretto uso, ecc); dunque il deficit è relativo soltanto alla  categorizzazione semantica di un oggetto. L'agnosia associativa è legata generalmente a lesioni occipito-temporali sinistre.

Le forme di agnosia sono tante quante sono le sensorialità; tuttavia le più frequenti sono l’agnosia tattile (stereoagnosia), l’agnosia ottica e l’agnosia acustica; nel gusto e nell’olfatto non ci sono mezzi per discriminare la sensazione dal suo significato.

  • L’agnosia tattile o stereoagnosia è l’ incapacità di riconoscere le caratteristiche fisiche di un oggetto mediante il tatto, nonostante si sia conservata la sensibilità. Il paziente non è in grado di apprezzare la natura o il significato di oggetti posti nella mano affetta, nonostante i processi somatosensoriali elementari, le abilità intellettuali, l’attenzione e le capacità linguistiche siano adeguate. Sono stati ipotizzati due tipi di agnosia tattile: l’amorfognosia che impedisce il riconoscimento delle forme e delle dimensioni degli oggetti e l’ ahylognosia che consiste nell’incapacità di discriminare le qualità distintive degli oggetti (il peso, la tessitura e le caratteristiche materiali/termiche).

  • L’agnosia ottica impedisce il riconoscimento dei volti (prosopagnosia), dei colori (acromatopsia) e dei simboli; quest’ultimo è spesso associato ai disturbi dell’apprendimento.

  • L’agnosia acustica può riguardare i suoni, sia  verbali (afasia di comprensione) che musicali (amusia), ed i rumori. Si distingue dalla sordità verbale pura, cioè l’incapacità nel discriminare i suoni del linguaggio, ma in generale può comparire in concomitanza di essa.

L’elemento discriminativo  dei deficit sensoriali puri rispetto all’agnosia è la perdita di consapevolezza che caratterizza quest’ultima.
Inoltre è opportuno effettuare una diagnosi differenziale dell’agnosia con patologie apparentemente simili, come per esempio l'anomia: in quest'ultima condizione il paziente è in grado di riconoscere l'oggetto, ma non di ricordarne il nome. Di primo acchito, queste due patologie potrebbero essere confuse o mal interpretate: a tal proposito, la diagnosi differenziale aiuta a distinguerle.
La diagnosi dell'agnosia, spesso di difficile interpretazione, va effettuata tramite alcuni test mirati, che permettono non solo di individuare il disturbo, ma anche di definirne la gravità.

 

Per approfondimenti:

  • Wikipedia.org
  • Enciclopedia Treccani
  • Enciclopedia Medica
  • Manuale di neuropsicologia, ed. Il Mulino

 

(a cura della Dottoressa Benedetta Marrone)

 


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