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Ailurofobia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 12191 volte

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ailurofobiaLa ailurofobia o elurofobia comp. di ailuro-, dal gr. áilouros ‘gatto’, e -fobia. è la paura irrazionale e persistente dei gatti.

La persona che manifesta questa fobia ha paura della vicinanza di questi animali, nonostante questi siano inoffensivi.

È una fobia abbastanza comune, spesso, chi ne soffre, associa inconsciamente il gatto al soprannaturale; Questa fobia può essere causata anche da un'esperienza spiacevole con i gatti durante la prima infanzia: il bambino, infatti, vista l'età impressionabile, una volta graffiato da un gatto, può esserne toccato sensibilmente e portarsi questa paura fino alla maturità psicologica.

Nei cartoni animati e nei fumetti giapponesi, alcuni personaggi appaiono afflitti da questa forma di fobia:

  • Nel fumetto "City Hunter", il gigantesco Falcon ha questo problema;
  • nel film "Matilda 6 mitica" la preside Trinciabue teme i gatti neri in quanto molto superstiziosa.

Nel film d'animazione giapponese Ali Babà e i 40 ladroni, il gigantesco e paradossale genio della lampada ha questo problema.

Nell'anime Ranma, il personaggio principale soffre di una grave forma di ailurofobia che lo porta a scappare ogni volta che vede un gatto. Tutto ciò è dovuto a una demenziale quanto inutile tecnica di allenamento utilizzata da suo padre nell'infanzia di Ranma. Da piccolo il padre lo fece allenare con dei gatti che gli saltarono addosso e lo traumatizzarono a vita. Quando Ranma entra troppo a lungo con questi animali si difende assumendo inconsciamente un atteggiamento da gatto.

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Esiste una cura? Sì, ma solo per chi sia molto paziente e voglia lavorare sulla propria paura irrazionale: se la fobia è scattata a causa di un evento traumatico, bisognerebbe cercare di ricordarlo e analizzarlo, dando così il giusto peso alla paura e alle motivazioni che portano a fuggire davanti a un micio.

Per chi invece "è nato ailurofobico", senza quindi che siano mai accaduti eventi traumatici, dovrebbe cercare di avvicinarsi gradualmente al gatto, magari prima leggendo libri su di esso, fino a provare l' "approccio frontale": questo dovrebbe mirare a riconoscere l'effettiva innocuità del micio, cogliendone piuttosto i lati positivi (la morbidezza, la mitezza, la poca invadenza).

 

Per Approfondimenti:

  • garzantilinguistica.it
  • wikipedia.org
  • Fobie.org
  • rumoredifusa.blogspot.it

 

A cura della dottoressa Alessandra Antonacci

 


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Tags: dizionario di psicologia le parole della psicologia ailurofobia

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