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Catalessia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 3511 volte

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CatalessiaDetta anche catalessi, è uno stato patologico, ad esordio improvviso e che si protrae per brevi o lunghi periodi, in cui vi è una sospensione dei movimenti volontari e della sensibilità.

È caratterizzato principalmente dall'impossibilità della contrazione volontaria dei muscoli, coincidente con un'attitudine a conservare gli atteggiamenti impressi agli arti. Questi, infatti, posti in qualsiasi posizione, anziché ricadere, vi rimangono a lungo, talora per ore, opponendo ai tentativi di movimento una resistenza cedevole tutta particolare, come fossero di cera (flexibilitas cerea). Tale speciale rigidità colpisce, dall’inizio, tutta la muscolatura del corpo, oppure comincia in un arto per poi generalizzarsi. Durante la catalessi, che può durare anche settimane, le attività respiratoria e cardiaca sono indebolite, la sensibilità, anche al dolore, è ottusa ed i riflessi tendinei, a volte, sono deboli. Qualsiasi tentativo di modificare la posizione del soggetto catalettico comporta fenomeni di resistenza o assunzione di una nuova posizione.

Quando lo stato catalettico cessa spontaneamente o con manovre adatte, alcuni soggetti raccontano di avere udito quanto accadeva intorno a loro, ma di non essere stati capaci di muoversi né di parlare, mentre altri dicono di non ricordare nulla.

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In passato gli studiosi ritenevano che questo disordine fosse il risultato di uno stato mentale (controllabile) che non aveva basi fisiologiche. Oggi, invece, i ricercatori sanno che la catalessia non compare volontariamente, ma può manifestarsi come uno di una serie di sintomi causati da disordini che hanno cause fisiche. Questa condizione, infatti, può essere associata a:
• Schizofrenia catatonica.
• Isteria.
• Ipnosi.
• Malattia di Parkinson.
• Epilessia.
• Shock emotivo acuto.
• Encefalite
• Apnea del sonno.
• Sindrome di Pickwickian.
• Narcolessia.
• Obesità.
• Operazione chirurgiche, come la settoplastica.

L’obiettivo del trattamento della catalessia è di curarne la malattia di base e, a tale scopo:

  • Possono essere assegnate medicine muscoloscheletriche per mantenere attivi i vasi sanguigni, i muscoli ed il sistema nervoso.
  • Un osteopata effettua manipolazioni del corpo per mantenerne quanto più intatta possibile la funzione.
  • Possono essere adottate la chiropratica e la terapia fisica, e persino la chirurgia, se il paziente ha subito dei traumi fisici, o eventuali complicazioni come ernia del disco, frattura, sindrome del tunnel carpale, artriti, malformazioni, ernie, gomito del tennista, ecc.

 

Bibliografia:

  • Enciclopedia Treccani.
  • Macchi G., Malattie del sistema nervoso, Piccin, 2005.
  • Maldonato M., Dizionario di Scienze Psicologiche, Edizioni Simone.
  • WHO, Lessico dei termini psichiatrici e di salute mentale, Centro Scientifico Editore.
  • Wilhelm A., Eysenck H.J., Meili R., Dizionario di Psicologia, Edizioni Paoline.

 

(Dottoressa Alice Fusella)

 


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