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Dejà vu - Dejà vecu

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 2469 volte

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deja vuDa due secoli, il fenomeno del "déjà-vu" affascina il mondo della scienza ed è stato oggetto di numerose interpretazioni, dalle più strampalate, che gli attribuiscono un'origine nel paranormale, alle ipotesi più serie, tratte dalla neuropsicologia.

Ad oggi molti ricercatori hanno trovato che l’organo cerebrale responsabile di questo fenomeno sia l'ippocampo, il centro in cui vengono immagazzinate ed elaborate le informazioni legate alla memoria e sono create le mappe dei luoghi e delle esperienze.

Quando, però, due esperienze iniziano a somigliarsi troppo, queste mappe mentali si sovrappongono e in qualche modo si confondono: si tratterebbe, dunque, proprio di un malfunzionamento del cervello nell'elaborare nuove informazioni, collegato con la memoria episodica.

È stata trovata una correlazione clinica tra déjà vu e disturbi mentali come la schizofrenia e l'ansietà, non pochi stati crepuscolari psicogeni, stati di depersonalizzazione e di derealizzazione, anche se la più forte associazione patologica è con l'epilessia del lobo temporale. Le esperienze di déjà-vu, comunque, possono essere fugacemente avvertite anche da soggetti sani, in condizioni di forte stress, soprattutto emotivo.

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Fenomeni correlati sono quelli definiti come: “dejà entendu” (già compreso), “dejà eprouvè” (già provato), “dejà fait” (già fatto), “dejà pensè (già pensato), “dejà racontè” (già raccontato), “dejà voulu” (già voluto), “déjà senti” (già sentito), “presque vu” (ricordare quasi).
Opposte sono, invece, le esperienze del "mai visto" (jamais-vu) e del "mai vissuto" (jamais-vécu), nelle quali situazioni ben note vengono percepite come nuove ed estranee, spesso con carattere perturbante o minaccioso, che possono verificarsi in stati di coscienza alterati, schizofrenici, confabulatori, tossici o di forte emozione (stress post-traumatico, panico protratto) o, non raramente, epilettici.

 

Bibliografia:

  • Maldonato, Dizonario di Scienze Psicologiche, Edizioni Simone, 2008.

 

 

(dottoressa Alice Fusella)

 

 

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Tags: psicologia déjà-vu

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