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Schizofasia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 6431 volte

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Profonda disgregazione del linguaggio che è sostituito da un’accozzaglia di parole o insalata di parole prive di un qualsiasi significato.

schizofasia Questo disturbo linguistico è riscontrabile nelle forme di stereotipia e di catatonia, dove la ripetizione reiterata di espressioni non contestualizzate è interpretata come un rituale di difesa contro impulsi e allucinazioni che non si saprebbe controllare in altro modo.

La schizofasia si manifesta come un linguaggio dissociato che viene articolato con parole incomprensibili oppure si compone di vocali note e neologismi disarticolati, tanto da risultare incomprensibili.

Nella sua forma più tipica, il linguaggio asintattico risulta costituito da un miscuglio di vocaboli noti, neologismi, paralogismi e distorsioni semantiche, espresso di solito molto rapidamente.  

Alla fine dell’Ottocento, osservando le produzioni linguistiche dei malati, Emil Kraepelin (1909) introdusse il concetto di schizofasia, detta anche schizolalia, per delineare e spiegare i disturbi cognitivi della dementia praecox.

Diventata ormai abbastanza rara, la schizofasia si presentava con parole o frasi proferite in un linguaggio incomprensibile. Insomma, soprattutto gli enunciati dei pazienti ricoverati negli ospedali psichiatrici sembravano riflettere nella dissoluzione del linguaggio le manifestazioni di scissione della personalità schizofrenica.

A prima vista le produzioni schizofasiche hanno fatto pensare a giochi linguistici senza nessun significato, oppure a insalate di parole (verbigerazione) prive di referenze esplicite o implicite. Ma non è stato sempre così.

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Alcuni studiosi, infatti, hanno trovato nei fenomeni schizofasici o verbigeranti dei soggetti schizofrenici i segni di vere e proprie “lingue inventate”, cioè delle forme di glossolalia.

Secondo le definizioni più comuni, tuttavia, anche la glossolalia consisterebbe semplicemente in giochi di parole espresse in catene fluenti e ritmiche (come nel caso di alcune filastrocche infantili) in cui è  però difficile, se non addirittura inutile, reperire un senso.

In termini pratici e diagnostici, le indagini sugli usi linguistici schizofrenici e paranoici potrebbe riflettere le diverse esperienze cognitive deliranti e, dunque, le diverse forme dei disturbi mentali, assieme ai vincoli biologici - oggi sempre più evidenti - della schizofrenia.

 

per approfondimenti:

  • Enciclopedia  Treccani
  • Dizionario di Scienze Psicologiche, Ed. Simone
  • www.corriere.it
  • www.academia.edu

 

(a cura della Dottoressa Benedetta Marrone)

 

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