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Adolescenza (100125)

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on . Postato in Adolescenza | Letto 193 volte

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Bianca 43

Salve, sono la mamma di un ragazzo di 19 anni e vorrei aiutare mio figlio ma non so cosa fare. Ho notato che da quando non è più un bambino (diciamo dalla prima superiore circa) è spesso nervoso, irritabile, triste, stanco, vuole avere sempre ragione lui e spesso nega l'evidenza piuttosto di dire "hai ragione!". So che il conflitto con i genitori a questa età è normale; in tutti questi anni ho aspettato pazientemente che maturasse, ma ora ha 19 anni e comincio a essere preoccupata. Molte volte è aggressivo, non si può mai dirgli niente che si irrita subito, è spesso triste ha quasi paura di sorridere e lasciarsi andare: è letteralmete bloccato. So da fonti sicure che è molto timido e bloccato con le ragazze, al punto di non averne ancora baciata una, o anche soltanto abbracciata o presa per mano (questo lo da detto a me e mio marito lui stesso un giorno che siamo riusciti a farlo parlare un pò). Inoltre è molto chiuso e bisogna strappargli letteralmente le parole di bocca, solo quando è arrabbiato per qualcosa (tipo ora argomento lavoro o l'anno scorso scuola) allora si apre un pò di più, ma mai su argomenti amici personali. Sta lavorando da novembre 2006, ma non è soddisfatto del lavoro che ha, anche perchè non è inerente al suo diploma: fa l'operaio e quadagna molto poco, quindi anche per questo fatto è un pò giù. Da parte sua però non vedo molto impegno nel cercare un lavoro migliore, quello che fa è perchè noi continuamo a spronarlo, altrimenti tende ad adagiarsi un pò in tutto; la sua frase ricorrente è "aspetta un attimo che vediamo". Un giorno gli ho trovato un pò di annunci di lavoro e, siccome lui è via tutto il giorno, credevo di avergli fatto un favore, ma quando gli ho detto di rispondere a tutte le domande, lui mi ha detto di lasciarlo in pace in modo piuttosto sgarbato. Così io gli ho detto che lui era grande abbastanza per decidere da solo e da allora non gli cerco più nulla. Non vedo da parte sua nessun impegno per migliorarsi, però quando arriva a casa con la busta paga di operaio strasfruttato si lamenta e dice che è stufo. Sembra che ha paura di buttarsi in qualsiasi situazione, se gli diamo consigli anche per quando deve fare dei colloqui di lavoro, si offende subito e li prende sempre come delle critiche! Non so più cosa devo fare per aiutarlo. Vorrei vederlo un pò sereno e tranquillo; non si lascia avvicinare neanche fisicamente per un abbraccio e un bacio ed ancora molto geloso della sorella che ha 14 anni (anche lei è timida però con noi parla di più, è allegra, è più dinamica, la vedo tranquilla insomma) quasi non si rivolgono la parola e non si salutano! Mio marito dice di aspettare che col tempo si farà. Io invece vorrei aiutarlo perchè vedo che a volte sta male. Non so più che fare, dove ho sbagliato? Ho cresciuto i miei figli con tanto amore, mi sono dedicata totalmente a loro, anche se dove serve so essere severa. Forse lui pensa che noi ci aspettiamo troppo da lui e dovremmo lasciarlo stare. Vi prego rispondetemi, non so più cosa devo fare con lui. Grazie.

Gentile signora, dalle cose che scrive ho la sensazione che suo figlio sia molto arrabbiato. Certamente comprendo la sua difficoltà e il suo dolore nel percepire che suo figlio sta attraversando un momento difficile della sua vita, però è anche vero che lui ha 19 anni e forse sarebbe opportuno che al suo lavoro e alle sue insoddisfazioni ci pensi in prima persona. La sensazione, infatti, è che si tratti di un adolescente a cui deve sempre badare la mamma. Forse lui deve sperimentare la sua autonomia e la sua indipendenza e fare i conti con le sue frustrazioni. Solo in questo modo potrà trovare la spinta a fare da solo e a pretendere di più da se stesso. Forse sarebbe utile che lei si rivolgesse ad un esperto che l'aiuti a chiarirsi rispetto a tali difficoltà. In questo modo credo dia l'opportunità a suo figlio di responsabilizzarsi e di sentirsi capace di affrontare i compiti evolutivi verso i quali si sente inadeguato e che al momento sembrano essere delegati alla mamma.

(risponde la Dott.ssa Tiziana Liccardo)

Pubblicato in data 02/11/07

 

 

 

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