Pubblicità

Depressione a causa di una ragazza (15123808895)

0
condivisioni

on . Postato in Adolescenza | Letto 1147 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

depressione, ragazzaPasq, 25

domanda

 

 

Sono un ragazzo di 25 anni, 1 anno fa conobbi una ragazza, e subito abbiamo stretto amicizia e siamo diventati molto amici.

Era bello per me parlare con lei, raccontarci le nostre vite, le nostre relazioni passate, mi sentivo molto libero di parlare con lei. Premetto che quando l'ho conosciuta, ero molto preso da un altra mia amica, quindi non davo molto peso al fatto che effettivamente lei mi piacesse, fino a quando non ha iniziato ad uscire con un ragazzo...

Da li mi è scattato qualcosa, ho iniziato sempre a cercare un pretesto per litigare con lei, fino a quando decisi di non parlarle più, non dandole alcuna spiegazione, anzi peggio, decidi di litigare con lei proprio nel giorno del suo compleanno (metà Luglio).

Era Agosto, e mentre ero in vacanza decisi di inviarle un messaggio spiegandole i motivi che mi avevano portato a comportarmi così: le dissi che poteva sembrare assurdo, ma che lei mi piaceva, e che il vederla assieme a quell'altro ragazzo mi dava enormemente fastidio...lei mi rispose arronzandomi o comunque scrivendo molto frettolosamente (si evinceva ciò dal fatto che nessuna parola in pratica era scritta in maniera corretta) che se erano questi i motivi del mio comportamento, non aveva senso parlarne in chat, ma che avremmo dovuto parlarne al mio ritorno dalle vacanze.

Per tutto il mese di Agosto non l'ho sentita, lei non ha contattato me ne io l'ho contattata, fino a quando decisi di ricontattarla al mio ritorno dalle vacanze...abbiamo parlato sempre via chat dei tempi passati, e abbiamo deciso di rivederci anche con altri amici per passare una sera assieme; di ciò che le avevo detto non ne abbiamo mai più parlato, e in tutto ciò da allora continiamo a vederci e parlarci come amici, nonostante io sia palesemente turbato e depresso da questa situazione, ho l'impressione che lei non se ne accorga per nulla, o peggio faccia finta di non vedere...

Io intanto passo le mie giornate sul letto, depresso e senza voglia di vivere ne di fare altro se non dormire, sempre con il cellulare in mano a controllare i suoi social sperando che in quel momento non stia con qualche altro ragazzo a fare chissa cosa.

Credo che tutto ciò non vada affatto bene, che in qualche modo io debba parlargliene e che comunque, appreso definitivamente che per me non prova niente, tagliare ogni contatto con lei; il problema è che ho paura a farlo, non so come introdurre il discorso, e anche se ci riuscissi, ho una terribile paura di rimanere solo, e di dare preoccupazioni ai miei genitori, che rimarrebbero straniti dal fatto che non uscirei più di casa.

 


consulenza psicologica

Vuoi richiedere una consulenza gratuita online ai nostri Esperti?
Clicca qui e segui le istruzioni. Ti risponderemo al piu' presto!

 

Pubblicità

 

 


 

risposta

 

 

Caro Pasq,

mi sembra di capire che quella che pare essere la cosa più giusta da fare nel tuo caso tu l’abbia già capita, ora devi solo riuscire a metterla in pratica.

Il rifiuto è sempre difficile da digerire e tante volte si preferisce rimanere in stand by per paura di dover dare un taglio netto ad una situazione che prima ci ha fatto stare bene, appunto prima e adesso non più.

La paura di stare soli è molto comune e non è facile da superare, a volte si ha bisogno anche di un aiuto esterno di un professionista.

Il pensiero più profondo di coloro che vivono questo tipo di paura è rappresentato dall’estrema convinzione che, una volta lasciati dalla persona prescelta, passeranno la loro vita in totale solitudine non trovandone nessun’altra valevole quanto quella o comunque qualcuno che degni loro di attenzione.

Sono come se si fossero incastrati in una trappola dalla quale non esiste via d’uscita. Invece è proprio il fatto di trovare qualcun altro che possa starci vicino in questi momenti in modo tale da farci sentire meno soli che può aiutarci, anche se nel tuo caso non è facile perchè il problema è proprio che non riesci a vedere se accanto a te ci sia qualcun altro di altrettanto interessante come credi essere la tua amica tanto agognata.

Questo non significa che bisogna mettere in atto il famoso “chiodo schiaccia chiodo”, anzi bisogna imparare anche a stare da soli ma gradualmente, all’inizio c’è bisogno di sostegno di qualcuno che non per forza deve essere un nuovo compagno ma può benissimo essere, un amico, un parente, un conoscente o molte volte anche uno sconosciuto.

Infine, non preoccuparti per i tuoi genitori perchè se spiegherai loro la situazione sicuramente capiranno e sentirli vicini in queste situazioni può aiutare molto.

 

Pubblicato in data 12/12/2017

 

A cura della Dottoressa Elenora Mercadante

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

Tags: depressione consulenza online gratuita amore amicizia adolescenza rifiuto ragazza

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci alle notizie riguardanti l’immigrazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Aiuto compagno [1596550507819]

Manugia68, 51 anni  Buongiorno, grazie per l'attenzione. Vorrei chiedervi gentilmente che cosa in termini di comportamento dovrei provare a fare per ...

Single a 44 anni [159637738178…

Giuseppe, 44anni Gent.mi dottori buongiorno, vi scrivo per chiedervi un'opinione sulla mia storia di vita. Prometto che non sarò prolisso. ...

stato apatico [1596135127415]

Cerbero80, 40 anni Premetto che vi scrivo non perché io non sia soddisfatto del lavoro che ho fatto fino ad oggi con la mia terapista, ma prevalentemente p...

Area Professionale

Come lavorare con chi ha avuto…

Capita a psicologi e psicoterapeuti di lavorare con clienti che provengono da precedenti relazioni terapeutiche e in questo breve articolo cerchiamo di foc...

La resilienza e i concreti ind…

Gregory E. Miller e i suoi collaboratori in un nuovo studio di neuroimaging pubblicato sulla rivista PNAS hanno ipotizzato che la connettività della rete esecut...

Nelle sedute di psicoterapia l…

Una ricerca, pubblicata su “The American Journal of Psychotherapy”, sostiene l'ipotesi che l'umorismo all'interno delle sedute di psicoterapia possa contribuire...

Le parole della Psicologia

Controtransfert

“L’idea che il controtransfert rappresenti una creazione congiunta dell’analista e dell’analizzando riflette un movimento verso una concezione dell’analisi come...

Paura

La paura è quell’emozione primaria di difesa, consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia, di fronte ad un pericolo reale o immaginario, o...

Misofonia

La misofonia, che letteralmente significa “odio per i suoni”,  è una forma di ridotta tolleranza al suono. Si ritiene possa essere un disturbo neurologico...

News Letters

0
condivisioni