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Rabbia Adolescenziale (156222)

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Michela, 43

 

Gentile Dottore,
buonasera, ho 43 anni sono insegnante di sostegno, ho due figli, un maschio di 17 anni ed una femmina di 15.
Il mio problema è mio figlio che non è assolutamente capace di contenere la rabbia, soprattutto verso di me e verso sua sorella la quale ha un carattere dolce. La sua rabbia si manifesta in modo sempre scontroso e poco rispettoso nei miei cnfronti.
Il padre lavora spesso fuori milano e non partecipa alla vita quotidiana, mio figlio dice che sono sempre dalla parte di sua sorella, per questo la odia.
Io ho studiato psicologia e sono abituata a dire sempre la verità. E' vero, sono spesso dalla parte di mia figlia ma come potrei trattarla male se lei è rispettosa nei miei confronti? comunque con gli umori che si hanno a quet'età, ma comunque sui generis, sono sicura di trattarlo con molto rispetto non facendogli pesare questo 'carattere', ma quando il suo atteggiamento provocatorio è all'estermo vado in escandescenza.
Nei momenti di calma lo assecodiamo nelle sue richieste che sono le normali richieste dei ragazzi della sua età.
Vorrei un vostro parere sul modo più corretto di comportarmi con lui

Cara Michela,
non è facile essere mamma di due adolescenti, ma soprattutto non è facile esserlo da sola, di un figlio arrabbiato!
Il fatto che il padre sia spesso via, sicuramente non aiuta, non aiuta lei nel fronteggiare questa rabbia e forse centra anche con la rabbia di questo ragazzo...Cioè, mi viene da pensare che è il primo figlio, maschio, di 17 anni e l'avvicinarsi dell'età adulta potrebbe fargli molta paura.
Spesso, gli adolescenti reagiscono alla paura con aggressività, che è anche un modo di sbattere con il proprio ambiente e di valutarne l'efficacia.
Immaginiamoci un qualunque gas, quando si surriscalda aumenta il movimento delle sue molecole che vanno a sbattere lungo le pareti del contenitore, che in questo modo le contiene. Ora immagini che per qualche motivo, suo figlio sia surriscaldato dalle emozioni che prova e immagini che sia come un gas in un movimento senza un senso, ma che sicuramente gioverà molto da trovare un contenitore che lo ferma e gli fornisce un confine.
Dare un confine e anche uno stop è molto importante, sia perché il ragazzo si rende conto che si può fermare e che se ferma questo moto perpetuo dell'aggressività, vede tutto più lucidamente, sia perché avere qualcuno che ci ferma è rassicurante, infatti ciò significa che c'è qualcuno interessato a noi e qualcuno che è in grado e forte, tale da fermarci. Questo accresce la fiducia e la stima nelle figure di riferimento. Sa che quando ha bisogno può rivolgersi a voi, che siete in grado di fermarlo, rassicurarlo, siete forti abbastanza da non essere distrutti dalla sua aggressività e lo amate abbastanza da accettarlo anche così.
Detto questo, mi verrebbe da dirle che non deve essere troppo tollerante verso l'aggressività di suo figlio, ma deve contenerlo e fermarlo. Penso che sia anche importante dirgli la verità, deve ammettere che è vero, ha ragione quando dice che lei si trova meglio con sua figlia, a nessuno fa piacere essere aggredito e sicuramente la relazione ha modo di articolarsi meglio se c'è dialogo e ascolto.
Questo è lo stop. Poi può contenere emotivamente, dicendogli che capisce che probabilmente ha delle paure, come è naturale che sia alla sua età, che forse avrebbe anche più bisogno di spalleggiarsi col padre, la figura di identificazione maschile, capisce tutto questo e capisce che sia arrabbiato, ma non è legittimato a prendersela con gli altri.
Se lui vuole, lei c'è per parlarne ed imparare altri modi di gestire la rabbia o di trovare strategie al problema, ma anche lui deve impegnarsi ad essere aiutato e chiedere aiuto, anziché aggredire.
Sicuramente sarà un'operazione da ripetere più volte, non sarà di effetto immediato, ma vedrà con l'impegno si ottiene tutto. Del resto col suo lavoro, avrà sperimentato che sostenendo, anche le situazioni più disperate, migliorano.
Questo capiterà anche con suo figlio e anche con sé stessa. E' normale perdere le staffe ed è anche giusto che capiti, non siamo perfetti e i comportamenti dei figli non possono esserci indifferenti.
E' bene che veda che anche lui ha un potere su voi, può decidere di usarlo in modo costruttivo o distruttivo e dalla sua scelta avrà delle conseguenze.
A lui la scelta!

 

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 17/06/2013

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