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Richiesta di sessione di terapia [1619526925343]

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le risposte dellesperto


Daniele C., 24 anni

domanda

 

 

Ciao, sono un ragazzo di 24. Ho dei problemi a gestire rabbia e nervosismo e la cosa ha un effetto negativo su di me e sulle persone vicine. Vorrei trovare una soluzione ad essa e credo che uno psicologo mi possa aiutare.

Grazie dell'aiuto.

 


consulenza psicologica

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risposta

 

 

Ciao Daniele, buongiorno.

Credo come te che uno piscologo possa aiutarti nel trovare una soluzione al tuo problema.

In questo blog non possiamo fare tanto se non indirizzarti ad iniziare ad osservare alcune cose per poi eventualmente comunicarle allo psicologo che vorrai contattare per lavorarci insieme.

Innanzitutto può esserti di aiuto comprendere che la rabbia quasi mai è un'emozione primaria, scaturisce a seguito di altri stati emotivi e mentali, come frustrazione, il senso di essere stati feriti o colpiti ingiustamente, a volte il senso di colpa, la delusione, l'intolleranza verso qualcosa o qualcuno, in generale la non accettazione di qualcosa che ci attraversa o ci acapita. Non è un'emozione primaria, nemmeno quando si reagisce d'impulso con aggressività quando per esempio si venga tamponati in auto all'improvviso, o si venga colpiti inaspetttatamente da un pugno, da una tegola in testa.

In secondo luogo può utile sapere che ogni emozione si caratterizza almeno di tre o quattro variabili: quelle cognitive, emotive, fisiologiche e comportamentali.

Da un punto di vista cognitivo alla base della risposta di rabbia c'è un presupposto rigido: che certe cose non ci "debbano" capitare, che certe ferite e colpi non "dovessimo" meritarcele, che certe persone cose "dovrebbero" andare come riteniamo giusto che vadano, che certe persone "dovrebbero" comportarsi come riteniamo giusto che si comportino. La rabbia è sostenuta quasi sempre da una pretesa, da una ferita ritenuta ingiusta, da intolleranza, da un valore che chiamerei "conservativo" sia rispetto al nostro stato psico-ficico biologico che etico-morale.

Dal punto di vista emotivo è percepita con senso di impazienza, perdita di controllo, nervosismo, bassa tolleranza alla frustrazione o appunto intolleranza.

Dal punto di vista fisiologico si esprime con un aumento del battito cardiaco, senso calore alla testa, tesnione muscolare, tremore, bisogno urgente di agire.

Da un punto di vista comportamentale si esprime invece con azioni di aggressione, verbali, imprecare, giudicare, alzare la voce, e non verbali, rifiuto di vicinanza, o invasione del campo altrui, aggressione fisica.

Può essere diretta agli altri ma anche autodiretta come quando una persona di ferisce si fa del male.

Esiste una gestione disfunzionale della rabbia ed una funzionale. In quella disfunzionale si ricorre a qualcosa che possa anestetizzare o rallentare l'impuso aggressivo, A volte si ricorre all'alchool, ma questo che nel breve tempo ha un effetto rilassante nel lungo tempo ha esiti, come si sa, che possono alterare l'umore e produrre altre manifestazioni più violente di rabbia, a volte si affoga nel cibo, nelle sigarette, nell'abuso di sostanze, o ad un iperattivismo che consente di "sfogare" altrove come ad esempio nel lavoro o nello sport. Sono però attività queste ..lavoro, sport che si pongono alla rabbia come occasioni sia di scarico che di evitamento delle tensioni ma se se non sono accompagna da una gestione più funzionale si rischia di diventarne dipendenti e di farne ancora motivo di rabbia.

Una gestione funzionale della rabbia prevede alcuni passaggi.

1) il riconoscimento dei contesti o delle situazioni attivanti: quando e con hi mi arrabbio di più? per quali motivazioni, quali attese deluse, quali ferite e frustrazioni?

2) il riconoscimento della pretesa cognitiva che spesso sottostà ad un dovere: lui /lei deve comportarsi così, deve essere punito, le cose devono andare in un certo modo oppure ..

3) ....oppure che cosa? se le cose non vanno in un certo modo, se le persone non si comportano in un certo modo qual è la gravità per te? qual è l'implicatione intollerabile per te? qual è al risorsa che temi di non avere per sentire "intollerabile" quello che ti ha frustrato?

4) rimodulare il concetto del "dovere" che le cose debbano andare in un certo modo e che le prsone debbano fare in un certo modo in funzione di una rivalutazione delle tue risorse di accettazione intesa come creatività e non rassegnazione... a volte lasciar andare le cose così come sono significa svoltare, rigeneare..hai mai sentito la canzone.."vince chi molla" di Niccolò Fabi? ascoltala.

5) prevenire lo scoppio della rabbia:

riconoscere i segnali che ne anticipano la manifestazione, il bollore, la tensione muscolare...
dopo averli riconosciuti..allontanrasi qualche minuto dal contesto che attiva la reazione e praticare della respirazione diaframmatica, fare degli esercizi fisici sul posto per scaricare, contare come si dice fino a 10...se non si riesce chimare qualcuno di amico che ci distragga;
instaurare delle abitudini di vita che favoriscano un equilibrio psicofisico, cercare di avere un buon sonno non tardando troppo prima di andare a letto e magari alzarsi presto e fare una cammniata, buona alimentazione, buon grado di esercizio fisico senza dipenderne, stare a contatto con la ntuara, osservare i colori, i profumi che ci circondano e restarci per un po' sopra, frequentare persone ironiche e attente sincere generose,..tutto aumenta il livello di endorfine;

6) cercare eventualmente uno psicologo con cui fare un approfondimento delle questioni che attivano rabbia e poi sensi di colpa per le ricadute che quella rabbia ha avuto verso se stessi e gli altri. Magari questa rabbia non è qualcosa di contingente, di attuale, ma qualcosa che nasce da lontano che ci si è tenuti dentro per troppo tempo e manifestazioni di nervosismo altro non sono che un linguaggio con cui si dichiara che è venuto il tempo di ottenere ascolto per te una richiesta implicita di ascolto.

Non posso aggiunegre tanto di più perchè le informazioni che lasci sono poche. Spero però di essere stata di qualche aiuto.

In bocca al lupo per tutto.

Un caro saluto.

Liuva Capezzani

 

 

 

 


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Tags: psicoterapia rabbia le risposte dell' esperto;

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