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Anginofobia (1520192356205)

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on . Postato in Ansia, Stress, Panico | Letto 4679 volte

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le risposte dellespertoElisabetta, 46

domanda

 

Salve, a 21 anni ho avuto un intervento alla mandibola per malaocclusione.

Dopo quell'intervento ho iniziato a soffocare tutte le volte che mangiavo e che bevevo. Ero arrivata al punto di nascondermi tutte le volte che dovevo mangiare e bere. Questo però ha iniziato e provocarmi degli attacchi di panico molto forti.

Da allora vivo la mia vita a fasi alterne, ci sono stati anni in cui ero riuscita a superare quasi del tutto il problema di mangiare e di bere e a superare anche gli attacchi di panico. Poi però ci ricado.

Adesso sono in uno di quei momenti in cui mi sta ritornando la paura di bere e di mangiare e di conseguenza ho la paura che arrivi l'attacco di panico. Sono stata diverse volte e da diversi psicologi ma non riesco ad uscirne completamente.

Mi potete dare un aiuto su come riuscire a guarire da sola? Soprattutto per quanto riguarda il mangiare e il bere. Grazie e saluti.

 


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risposta

 

Salve Elisabetta, comprendo la fatica e la tenacia con cui lei ha affrontato e sta affrontando la sua lunga storia di anginofobia e attacchi di panico. Sembra che si sia instaurato un circolo di paura difficile da spezzare: dal trauma iniziale, l'operazione alla mandibola, alla paura di soffocare, fino alla paura della paura stessa, l'attacco di panico.

Cosa consente alla sua paura di dilagare in modo così generalizzato da un evento della sua vita a tutto il resto? Aveva già avuto problemi di deglutizione prima dell'operazione, legati magari a questa malaocclusione della mandibola?
Cosa caratterizza quei periodi della sua vita in cui riesce a superare la fobia e gli attacchi di panico, quali cambiamenti, strategie o circostanze glie lo permettono?
Cosa invece concorre a dar luogo alle ricadute?

Mi scusi se rispondo alla sua domanda con altre domande, ma come ben sa ogni storia è unica e lei è la persona meglio in grado di conoscersi, come peraltro ha già fatto in passati percorsi psicoterapeutici.

A volte la fobia che ciò che mangiamo e beviamo ci soffochi è una metafora, con cui il nostro corpo ci comunica che nella nostra vita stiamo "mettendo dentro" e "mandando giù" qualcosa di "pericoloso" e "soffocante": è una relazione? Una modalità di porsi con gli altri? Un'attività lavorativa? Uno squilibrio di potere? Un'ingiustizia subita? Solo lei può guardarsi dentro, individuare qual è questo "boccone" e "sputarlo" fuori dalla sua vita.

Per quanto riguarda l'arrivo degli attacchi di panico, dobbiamo trovare una strategia per impedire che la paura dilaghi fino a quel punto. Purtroppo la paura ha la tendenza ad auto-alimentarsi, attraverso le aspettative negative. Se lei si aspetta e si prefigura che l'anginofobia apra nuovamente la strada agli attacchi di panico, aumenta la probabilità che questo succeda.

Grazie tante, mi dirà, imporci di non pensare a un elefante ci fa subito venire in mente un elefante. Provi allora a permettere a un buon cibo di essere solo del buon cibo, e a un bel bicchiere di vino di essere solo un bel bicchiere di vino: quando mangia e beve, si concentri sulle sensazioni piacevoli che questo le dà. Il sapore, il profumo, la temperatura, emozioni e ricordi piacevoli legati allo specifico cibo che sta mangiando. Mentre mangia non guardi la televisione e non si distragga con altre attività, ad eccezione ovviamente della conversazione con eventuali commensali.

Se le è possibile, cucinare lei stessa ciò che mangerà potrebbe aiutarla a non vivere il momento del pasto come un dovere o una prova da superare, ma come uno dei primi modi di prendersi cura di se stessa.

Pubblicato il 14/03/2018

A cura della Dottoressa Elisabetta Ranghino

 


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Tags: consulenza online gratuita anginofobia

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