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Mancanza di un amico adulto (1493909835798)

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on . Postato in Depressione | Letto 465 volte

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Selene, 15le risposte dellesperto

 

 

 

 

domanda

 

 

Salve, sono una ragazza di 15 anni.

Le scrivo perché da parecchio tempo (meno di un anno) soffro molto perché sento una fortissima mancanza di un mio amico adulto, e continuo a pensare che questo non sia normale: ho persino pianto un paio di volte per questo motivo. Non riesco a spiegarmi questa mancanza, ma qualche motivo ci deve essere.

Le racconto cosa è successo pochi mesi fa: tramite l'App di messaggistica Whatsapp ho raccontato a questo mio amico di alcune difficoltà che ho avuto (brutti pensieri che ho avuto per molto tempo) e lui mi ha aiutata moltissimo, mi ha dato molto sostegno ed è grazie a lui che adesso di quegli orribili pensieri non soffro quasi più, ed è l'unico che è riuscito a farmi stare bene.

Non ho mai raccontato ai miei genitori di questi problemi. Lo sanno solo tre persone tra cui ,appunto, questo mio amico. Non me la sentivo di dirlo ai miei genitori, hanno molte preoccupazioni in questo periodo e se avessero saputo delle mie difficoltà sarebbe stato molto peggio per loro.

Difficilmente racconto dei miei problemi a qualcuno, e se lo faccio significa che mi fido veramente molto di quella persona. Infatti, quando ho parlato al mio amico di questi “brutti pensieri” avevo totale fiducia in lui e sapevo che mi avrebbe aiutata e che sarebbe riuscito a farmi stare meglio. È una persona molto confortante, che sa ascoltare,
comprensiva e sempre presente quando sono in difficoltà.

Anche se ciò di cui ho sofferto è ormai passato, sento molto la sua mancanza e non faccio altro che pensare a lui giorno dopo giorno, stando molto male perché non lo vedo spesso. Io provo e faccio di tutto per non pensare a lui, ma non c'è niente da fare, non ci riesco, mi tengo le mie sofferenze. Non riesco nemmeno a concentrami nelle faccende quotidiane e soprattutto nello studio.

A me piace pensare a lui, perché il fatto che è un ottimo amico e che mi vuole bene è bello e piacevole tenerlo nella mente. Ma il problema è che soffro davvero tanto. Non sono innamorata, no, non so nemmeno io cosa mi stia succedendo, ed è per questo che Le sto scrivendo, per sapere cosa ne pensa Lei.

Di sicuro uno dei motivi per cui Le scrivo è il modo in cui questo mio amico si comporta con me: usa spesso il contatto fisico, mi fa scherzosamente il solletico e mi prende le mani, e quando lo fa mi sento molto bene, mi sento in un certo senso protetta.

Io sento tanto questo bisogno di dirgli ciò che provo ma ho paura, ho paura che possa rimanerci male, che si arrabbi. Eppure dirglielo è quello che desidererei tanto fare. Io sono una ragazza piuttosto timida. Quando ci vediamo è sempre lui a iniziare il discorso e molte volte non riesco ad intervenire, infatti, un giorno mi ha detto che parlo poco. Lui invece è un tipo molto socievole, aperto ed estroverso con me e con gli altri.

Quando non ci vediamo ci contattiamo attraverso Whatsapp a giorni alternati, a volte gli scrivo io e a volte mi scrive lui. Sentirlo di prima mattina mi rende felice e mi dà la carica per affrontare la giornata.

Detto questo vorrei chiederle: Tutto quello che provo nei riguardi del mio amico è normale? Cosa mi consiglia di fare? Secondo Lei dovrei parlare di questa cosa con il mio amico? Mi potrebbe dare un consiglio e/o un aiuto, per piacere? La ringrazio fin d'ora per il suo aiuto futuro e colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.

 


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risposta

 

 

Cara Selene,

alla tua giovane età è abbastanza comune vivere dei trasporti emotivi forti e coinvolgenti. In modo particolare le persone adulte agli occhi di un adolescente possono apparire molto più mature e forti anche se poi chiaramente si tratta di un rapporto di tipo asimmetrico in cui le persone non sono poste sullo stesso piano, come invece avviene quando ci si relaziona con il gruppo dei pari.

Il confronto è facilmente a favore della persona adulta e con più esperienza di vita che viene in qualche modo mitizzata agli occhi dell’adolescente, soprattutto nel caso in cui è stata di aiuto nel superare una situazione di disagio.

Affermi di essere una ragazza piuttosto timida e che hai avuto dei momenti di difficoltà in cui hai avuto dei brutti pensieri. In questa circostanza la persona adulta ha rappresentato il porto sicuro e protettivo in cui ti sei sentita bene, rappresentando nel contempo anche un sostituto delle figure genitoriali che non hai voluto coinvolgere in questa situazione non comunicando loro il tuo stato di disagio.

Il fatto che ti poni delle domande rispetto a quanto ti sta accadendo è una cosa molto positiva che può aiutarti a fare chiarezza rispetto al rapporto che hai con questa persona, la cui presenza sembra essere molto pervasiva condizionandoti nelle tue attività quotidiane quali lo studio. Sarebbe ora importante, superata la fase di difficoltà dei “pensieri brutti”,  provare ad aprire dei canali comunicativi più ampi con la tua famiglia e con il gruppo dei coetanei per ricentrarti nel tuo ruolo di adolescente in maniera più
serena.

Nel momento in cui ti senti più serena e comunichi maggiormente con l’esterno non trattenendo le cose interiormente che possono diventare un peso, vedrai che facilmente quel “porto sicuro” rappresentato oggi dalla figura adulta diventa meno centrale e rilevante nella tua vita. Semplicemente non hai più bisogno di quel rifugio.

Nel frattempo anche un approfondimento e una chiacchierata con uno psicologo (anche scolastico) può aiutarti a chiarire i tuoi interrogativi.

Cari saluti e se vuoi riscriverci sono a disposizione.

 

A cura della Dottoressa Arianna Grazzini

 

Pubblicato in data 11/05/2017

 

 


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Tags: depressione consulenza online gratuita

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