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Dipendenza dai giochi on-line. Padre e figlio di quasi 6 anni. (158898)

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on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 538 volte

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Ira, 26

 

Gentile dottore,
sono una mamma giovane di 26 anni. Mio marito da 2 anni gioca in internet su Facebook (Kindoms of Kammelot). Non spenge MAI IL computer, per non scollegarsi daL gioco che va in automatico quando è assente.
Addirittura gioca anche al lavoro. Penso che questa sia dipendenza dai giochi di strategia. Non c'è possibilità di fare qualcosa con mio marito?
L'ho lasciato stare, altrimenti stavo male (ho avuto attachi di panico, e finisce sempre che mi si iniziano a paralizzare le mani, le gambe, la punta della lingua e l'cchio destro e non riesco nemmeno a parlare).
Altra domanda: il mio bambino più grande (ha qusi 6 anni) ha iniziato a voler giocare a giochi on-line.
All'inizi Mario giocava su internet soltanto se il computer era acceso, poi ha iniziato tutti a voler giocare tutti i giorni.
Io permettevo soltanto 15 minuti la sera, però ora ho noato che diventa agressivo quando perde e quando finisce i 15 minuti di gioco, ( (piange perchè vuole giocare ancora, fa i ricatti..)
So che se gli permetto di giocare tutte le sere, anche 15 minuti, avrà dipendenza. Quale consiglio mi può dare per fare rispettare a l mio bambino di 6 anni la regola (che può giocare 15 minuti al massimo) se il padre gioca sempre?
E' possibile? O non si può fare più niente finchè il padre non smette di giocare a casa?
Grazie.

Ira

Cara mamma Ira,
è particolare il suo nome, che sia vero oppure no, perché esprime quello che lei deve sentire in questo momento: rabbia e ira appunto. Deve sentirsi frustrata e con le mani legate. Lei si trova in una doppia situazione, preoccupata per suo figlio e per suo marito, che oltretutto rema contro le sue regole, dando il "cattivo" esempio con l'abuso del computer.
Partiamo da suo marito, credo che lei deve essere ferma nel dirgli che è preoccupata, che lui non può vivere su internet, la sua vita è altrove, in famiglia, a lavoro, con gli amici. La sua è diventata una dipendenza ed una malattia e non solo fa del male a sé ma anche a vostro figlio e indirettamente a lei, che lascia sola, che le lascia gestire il tutto senza contributo emotivo e relazionale. Deve fargli capire che il fatto che si arrabbi, che va su tutte le furie in assenza del gioco, è un chiaro segno di dipendenza, che lo porterà in una condizione sempre peggiore, senza accorgersene.
Questo gioco ormai è come una droga, non può più farne a meno, l'unica cura è disintossicarsi e da solo non sarà facile. Deve interrompere questo legame esclusivo con internet e occuparsi di altro. Certo che emergeranno varie emozioni, dinamiche disfunzionali e queste sono da una parte gli effetti diretti dell'astinenza da gioco, dall'altra le cause che lo hanno portato alla dipendenza stessa. Faccia sentire la sua rabbia, non subisca e basta! Di cosa ha paura?
Poi c'è il bambino, in questo, che suo marito collabori o meno, lei deve essere ferma, la regola deve essere rispettata, anche se si arrabbia, sbraita e minaccia. Lei dice che il bambino ricatta.
Che vuol dire che ricatta?
Si ricordi che l'adulto è lei, è lei il genitore ed è lui che deve ascoltarla, senza esclusione.
Lei deve riprendere il proprio potere e la propria autorità. Comprendo che sia giovane e non è facile, ma la sua funzione le fornisce una posizione di decisione e responsabilità, sia rispetto a suo marito ma ancora di più rispetto a suo figlio. Non ci sono alternative, se le regole non vengono rispettate ci saranno delle conseguenze. Decida lei le punizioni che vuol dargli, devono efficaci, portate avanti e significative, ad es. togliere un gioco o uno spazio che a lui piace. Ma non solo, è anche importante che lui capisca che se non la rispetta, se non rispetta le regole, lei sarà arrabbiata e non disposta ad essere amorevole e gentile con lui, perché questa è una semplice regola di vita.
Ci vorrà molta forza e costanza, ma se lei ci crede funzionerà. La sua rabbia può diventare il suo strumento di forza, se usata costruttivamente. Non deve "spaccare tutto" ma rimettere insieme le cose! La rabbia non sempre demolisce, può anche arricchire. Probabilmente, per suo marito sarà necessario l'intervento di uno specialista, forse anche di farmaci, sarebbe importante chiedere una consulenza e vedere un po', qual è la strategia migliore.
Un grande in bocca al lupo Ira!

(Risponde la Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 14/06/2012

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