Pubblicità

Mobbing

0
condivisioni

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 1478 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (4 Voti)

mobbingIl termine mobbing deriva dall’inglese “to mob” e significa assalire, soffocare, malmenare. Questo termine fu utilizzato per la prima volta in etologia da Konrad Lorenz per descrivere gli attacchi di piccoli gruppi di animali contro uno più grande e isolato per allontanarlo dal nido o dal gruppo.

Negli anni ’80 lo psicologo svedese Heinz Leymann, diede la definizione attualmente utilizzata di mobbing, ossia: “una comunicazione ostile, non etica, diretta in maniera sistematica da parte di uno o più individui generalmente contro un singolo individuo.”

Pubblicità

Questo fenomeno è molto noto nell'ambito lavorativo, il cui scopo è quello di emarginare un individuo per costringerlo a dare le proprie dimissioni, per fare in modo che richieda il prepensionamento per malattia professionale o per creare le condizioni per il licenziamento, senza riuscire a ricorrere alla tutela sindacale.  

È possibile distinguere diverse tipologie di mobbing, ma le principali sono: il mobbing verticale, quando viene messo in atto da persone che ricoprono una posizione gerarchicamente superiore; e il mobbing orizzontale, quando le vessazioni vengono messe in atto da colleghi di pari livello.

Ege afferma che il mobbing sia un fenomeno esclusivamente e tipicamente attribuibile all’ambito lavorativo, al contrario altri autori affermano che questi comportamenti, anche se con modalità diverse in base al contesto, possono avere caratteristiche simili, stessi significati e un unico scopo. Essi sono tutti finalizzati a:

  • impedire lo svolgimento del ruolo da cui il soggetto mobbizzato deve essere rimosso;
  • svilire ai suoi occhi e a quelli altrui le sue capacità di assolverlo;
  • costringerlo a compiti umilianti o inferiori al suo ruolo;
  • impedirgli di ricevere informazioni utili a svolgere il suo ruolo;
  • impedirgli di prendere decisioni adeguate al suo ruolo;
  • umiliarlo pubblicamente;
  • costruire dicerie e false accuse su di lui;
  • terrorizzarlo e farlo sentire in pericolo.

Queste strategie hanno tutte lo stesso fine: estromettere l’individuo percepito come intruso e costringerlo ad allontanarsi dal contesto facendo in modo che si percepisca come inadeguato e in pericolo rispetto alle regole che ci sono in quel contesto. Queste caratteristiche costituiscono le fondamenta del mobbing, definito come un modello di relazione a transazione mobbizzante.

 

Riferimenti bibliografici:

  • Depolo M. (2003). “Mobbing: quando la prevenzione è intervento: aspetti giuridici e psicosociali del fenomeno” Franco Angeli
  • Ege H.,(1996). “Mobbing. Che cos'è il terrore psicologico sul posto di lavoro”. Ediz. Pitagora.
  • Parrini A.,(2008). “Separazioni distruttive tra conflittualità e alienazione. Aspetti psicologici e giuridici”. ediz. Psiconline.

 

 

(Dott.ssa Susanna Mariagrazia)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

Tags: carico di lavoro mobbing

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Rêverie

“Rêverie sta a designare lo stato mentale aperto alla ricezione di tutti gli ‘oggetti’ provenienti dall’oggetto amato, quello stato cioè di recepire le identificazioni proiettive del bambino,...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Perché andare in psicoterapia?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Mi sento fuori dal mondo (1565…

  carol, 28 Sono una neo mamma di 28 anni, brasiliana, vivo in italia da quando ne ho 10.Il mio disagio purtroppo mi segue da quando sono piccola. Al...

Marito assente (156491757332)

  sossie, 50 Sono sposata da 25 anni ed ho due splendidi ragazzi di 15 e 11 anni. 10 anni fa dopo la nascita del secondo figlio mio marito di anni 50...

Carla (1564835062431)

  carla, 30 Buongiorno, vi scrivo perché sto veramente male, sono fidanzata da 3 anni col il mio compagno con cui ho avuto una bambina pochi mesi fa ...

Area Professionale

Scrivere un articolo per farsi…

Prosegue la nostra guida su come scrivere un testo per il web. Nell'articolo precedente ci siamo preoccupati di progettare il testo in modo che fosse in grado d...

Articolo 30 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.30 (compenso professionale), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo se...

Articolo 29 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.29 (uso presidi), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo settimana spi...

Le parole della Psicologia

Paura

La paura è quell’emozione primaria di difesa, consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia, di fronte ad un pericolo reale o immaginario, o...

Ninfomania

Il termine ninfomane viene da ninfa (divinità femminile della mitologia e/o nome dato alle piccole labbra della vulva) e mania (che in latino significa follia)...

Mild Cognitive Impairment (MCI…

È uno stato di confine o di transizione tra l’invecchiamento normale e la demenza, noto come “lieve compromissione cognitiva”. Il declino cognitivo lieve consi...

News Letters

0
condivisioni