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Paolo 23

Salve, sono un ragazzo di 23 anni e sto insieme da 6 anni con una ragazza di 25. Qualche mese fa mi sono accorto per caso che suo fratello, 22 anni , aveva delle attenzioni particolari nei confronti della sorella, cioè di fatto le guardava il seno come un uomo può fare con qualsiasi donna che non sia parte della propria famiglia. Quindi lo feci presente alla mia ragazza la quale, dopo averlo constatato anche lei stessa, lo riferì ai propri genitori (divorziati ma comunque entrambi compresenti nella vita dei figli per le situazioni più importanti) e subito dopo "rimproverò" il fratello dell'atteggiamento. Da lì in poi sia io che la mia ragazza abbiamo vissuto in uno stato di agitazione abbastanza elevato. La mia ragazza è riuscita in qualche modo (forse dico io) con il tempo a superare la difficoltà che le ha comportato tutto ciò e anch' io mi sono reso conto che ci possa essere in ciò qualcosa di più profondo oltre il gesto, anche se non ho raggiunto ancora una certa serenità nell'accettare la presenza del fratello. Sia io che la mia ragazza ci  chiediamo però quale può essere indicativamente la causa del comportamento del fratello e lo chiedo gentilmente a voi in quanto i genitori di lei hanno completamente chiuso il dialogo con noi riguardo l'argomento. Vi sarei molto grato se dopo sette volte che invio la mia richiesta poteste  darmi una risposta qualunque essa sia. Un saluto, grazie.

 

Caro Paolo, comprendo che viviate nell’inquietudine più totale. E’ una situazione un po’ inusuale o comunque qualcosa di cui si sente poco parlare. Ma ancor di più, si tratta di una situazione in cui non si sa cosa pensare, non si sa esattamente cosa sta succedendo! E’ già importante che ci sia complicità e condivisione, fra lei e la sua ragazza. Ancora di più è importante che ci sia apertura e voglia di capire, a discapito della chiusura mostrata dalla famiglia della sua ragazza. Dice di faticare molto, ad accettare la presenza di questo fratello. Questo mi fa pensare che debbano esserci molte fantasie e paure, riguardo a ciò! Probabilmente, proprio queste paure impediscono di vederci chiaro. In effetti il suo racconto, manca di dettagli ed elementi distintivi. Capita spesso che le emozioni ci accechino e ci impediscano di vedere meglio. In considerazione di ciò, è difficile risponderle, perché mi mancano molti elementi sul fratello, sulla situazione e sulla famiglia. In sé e per sé questo tipo di attenzione potrebbe anche essere “innocente”, nel senso che nei ragazzi giovani e magari con poche esperienze relazionali, vi sono curiosità sessuali tipiche della fase evolutiva, che per una serie di paure, vengono rivolte nei confronti del sesso femminile più vicino e innocuo, come una sorella. Certo, questa modalità è più tipica dell’adolescente agli inizi della fase, quindi dai 11-12 ai 16 anni, piuttosto che di un ragazzo di 22 anni. E questo lascia perplessi e fa intravedere un disturbo sottostante maggiormente pesante, più che un disagio evolutivo tipico. Inoltre, sia lei che la sua ragazza percepite qualcosa di più, sotto questo gesto. Sarebbe di grande aiuto poter interagire su questo, scavare questa sensazione darebbe già dei buoni indizi, per capire quali fantasie avete al riguardo, quali timori e ci aiuterebbe maggiormente ad intuire quale meccanismo vi stia realmente. In assenza di alcun elemento, posso solo dire a cosa può corrispondere questa condotta, senza sapere se realmente si tratta di questa specifica situazione. Potrebbe essere il caso di intensa ansia sociale, che rende difficile avvicinare le persone in generale, in particolare quelle dell’altro sesso, a tal punto che forse la sorella, costituisce un elemento di attrazione e di facile accesso, di questa categoria. La stessa cosa si può dire della mamma o di persone molto vicini e sicure emotivamente. Si potrebbe trattare anche di parafilie, di disturbi della sfera sessuale, che producono condotte perverse, quali l’esibizionismo, il voyeurismo, sadismo/masochismo, ecc. Naturalmente anche in questo caso, si tratta di disturbi che sottendono grande ansia sociale, insicurezza, instabilità emotiva. Fino a passare ad un disturbo molto più profondo di personalità, caratterizzato da varie condotte bizzarre, disturbi emotivi, magari disturbi del pensiero, ecc. Allora siamo di fronte ad una patologia più complessa, dove la sessualità ne rappresenta solo una parte più esterna e superficiale, dove l’interesse sessuale non è realmente ciò che noi intendiamo per tale, ma una condotta che sta per qualcos’altro. Non so proprio quale possa essere il vostro caso, ma in ogni modo mi sembra che questo ragazzo viva questo aspetto rassicurante del provare interesse e avvicinamento per un componente della famiglia, come se l’esterno fosse vissuto come estremamente pericoloso e inaccessibile. Probabilmente, dopo che ve ne siete accorti e che i genitori l’hanno rimproverato,neanche il nido familiare è più così rassicurante. Mi chiedevo infatti, come fosse cambiata la sua condotta, in seguito a ciò. Non so cosa abbiate percepito voi, probabilmente c’è questo fantasma dell’incesto, che deve spaventare moltissimo, al punto che si tratta di una parole innominabile. Innominabile a tal punto che sono io a dirla e non è uscita da nessuno di voi, ma c’è nella vostra mente come in quella dei genitori, che non vogliono vedere oltre. Mi chiedo anche che dinamica ci sia, in questa famiglia. Perché non capisco che senso abbia rimproverare per una tale condotta. Non è un gesto maleducato da rimproverare o un atteggiamento offensivo, è qualcosa di più che deve essere compreso, avrebbe avuto molto più senso che i genitori cercassero di capire, chiedessero e dialogassero con lui e con voi tutti. Ma a quanto pare non è stato così e hanno lasciato ciascuno di voi soli, di fronte a questo grande dubbio. Per quel poco che racconta, percepisco più un interesse legato al genere e connesso in qualche modo alle difficoltà di questo ragazzo, più che ad un reale interesse sessuale verso la sorella. Di solito inoltre, un interesse sessuale tale da avvicinarsi all’incesto, si manifesta prima di quest’età e se la sua ragazza non ha notato niente in precedenza, fa pensare che non si tratta di questo tipo di dinamica. Però, è tutto da verificare nello specifico di questa situazione, con informazioni ed osservazioni ulteriori. Certo, il silenzio della famiglia della sua ragazza, crea una cortina di paura, di omertà e di rifiuto. Capisco bene quanto debba essere stato difficile affrontare la cosa e soprattutto dirla. Neanche a farlo apposta, anche il sito non le ha dato risposta per ben sei volte! Non so cosa di fatto sia capitato, ma sembra rientrare in questa dinamica di paura e silenzio, che accresce ulteriormente il disorientamento e forse ingigantisce le difficoltà, che sembra presente ripetutamente nella vostra situazione. Il fatto di voler sapere e voler far chiarezza a tutti i costi (ha scritto ben sette volte senza arrendersi), getta luce su qualcosa che lei non accetta e non vuol nascondere. La sua determinazione Paolo è una bella risorsa! Faccia adesso un passo ulteriore in questo percorso, provate a parlare direttamente col fratello della sua ragazza. Può essere di chiarimento e di sollievo per tutti. Forse potete anche fargli capire che c’è qualcosa che non va, nel suo comportamento e che probabilmente ha bisogno di aiuto. Voi per primi, dovete cominciare a vedere, che poi questo ragazzo non è un mostro a sette teste, ma sicuramente qualcuno che ha un gran bisogno di sostegno e cura. Non vi chiudete nella paura e nella rabbia, ma continuate nel dialogo e nella comprensione. Il giudizio e la chiusura fa vivere male ciascuno di voi e non porta soluzioni. Un saluto.

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 18/06/2010
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