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Signora (1468771139500)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 617 volte

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le risposte dellespertoCristina, 47

 

D

 

 

Buongiorno, ho una sorella di 49 anni (madre di tre figli di 18, 15 e 6 anni) che, dopo varie situazioni personali, è evidentemente rientrata in un periodo di disturbo alimentare. Dico rientrata perché già da adolescente ha passato una fase sia di anoressia che di bulimia.

Ovviamente lei nega tutto ma ormai il suo peso è sicuramente sceso sotto i 40 kg, so anche che ha confidato ad una amica che ormai non riesce neanche più a mangiare. Ci è stato detto che essendo adulta noi familiari non possiamo obbligarla a farsi curare.

Ma allora cosa dobbiamo fare? Aspettare che succeda il peggio? È possibile che non possiamo in nessun modo portarla da un medico anche contro la sua volontà?

Ringraziando in anticipo per le risposte porgo cordiali saluti. Cristina

 


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R

 

 

Cara Cristina,
Capisco bene la sua preoccupazione visti o precedenti di sua sorella. È probabile che in un particolare momento di stress , possa essere ricaduta in un disturbo precedente.
Essendo un adulta non la si può portare da un medico contro la sua volontà.

C'è solo una possibile soluzione. Un accertamento sanitario obbligatorio (che alcune volte è utilizzato come uno Step precedente ad una Tso ovvero un trattamento sanitario obbligatorio).

Bisogna allertare il medico di famiglia, che tramite il servizio di psichiatria attiva questa procedura. Verranno a casa a visitare. Tolte però queste modalità, a quanto mi risulta, attualmente non ci dovrebbero essere altri modi per obbligare un adulto capace sia di intendere che di volere a fare una visita medica.

Tenga presente però che anche trovasse il modo di farle fare la visita, se sua sorella si rifiuta di farsi curare e non collabora, i risultati saranno deludenti per tutti.
La volontà a guarire è un elemento fondamentale che arriva dopo essere consapevole di avere un problema.

A disposizione per ogni eventuale chiarimento.

La saluto cordialmente

Dr. Alessandra Carini
Psicologo - Psicoterapeuta
E.M.D.R. - Psicologo Forense

 

A cura della Dottoressa Alessandra Carini

 

Pubblicato in data 07/09/2016

 

 

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Tags: disturbi alimentari bulimia tso negare il problema non riuscire a mangiare momento di stress ricaduta accertamento sanitario obbligatorio

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