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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 164 volte

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Imma 36

Sono sposata felicemente da 10 anni ed ho due figli. Noto in me una sorta di crisi dovuta alla routine ed alla stanchezza. Questo mi è capitato: sono entrata in cura presso un terapista della riabilitazione per il quale ho provato un'immediata attrazione, che mi è subito sembrata ricambiata.

Quando meno me lo aspettavo, ha tentato un approccio al quale ho ceduto. Entusiasta (ero convinta che visti i 20 anni di differenza di età tra di noi, sarebbe stato facile) l'ho corteggiato, proponendogli un incontro al di fuori del contesto.

Sembrava entusiasta anche lui. Visti i rispettivi impegni familiari e lavorativi non siamo riusciti ad organizzare questo incontro. Pertanto, ho rinviato alla seduta successiva che ho saltato per problemi familiari.

Da quel momento lui è ritornato alla ragione adducendo vari motivi (famiglia, impegni vari, stress) alla sua non volontà di iniziare una qualsiasi cosa nella quale io invece mi sarei buttata a capofitto.

Nonostante ciò durante le sedute successive, l'approccio si è ripetuto, eccetto l'ultima volta. Capisco razionalmente che la cosa non è possibile per ovvie ragioni, ma non riesco a liberarmi del pensiero di lui e lo idealizzo sempre più, anche perchè non ho avuto e non ho modo di conoscerlo meglio.

Tutto ciò è avvenuto senza che io provassi il benchè minimo senso di colpa verso la mia famiglia e quasi come se mi spettasse.

Vorrei sapere se si tratta di transfert e come potrei superarlo.

 

 


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Non parlerei di transfert, concetto psicologico nato e sviluppato in ambito psicoanalitico. Tutto al più si potrebbe parlare di transfert così come lo intendevano anche altri studiosi, tra i quali Jung, cioè come un evento della vita comune.

Ma le sfumature, differenze, precisazioni di questi concetti non credo che dovrebbero essere presi in minimo conto. Lei ha avuto un flirt con una persona che l'aveva in cura.

Non conoscendo il tipo di cura mi astengo da ogni commento professionale sui rapporti terapeuta paziente, che conosco quasi esclusivamente per la mia categoria professionale. Avete avuto una storia, breve, poi lui si è tirato in dietro.

Comunque non sembra esserci un seguito. Lei è sposata ed ha due figli. Felicemente sposata. Noto in quel che ha scritto tre cose importantissime.

Che lei a causa della "routine" e della "stanchezza" è dovuta andare da un terapista della riabilitazione. Secondo lei "idealizza" questa persona. La parola idealizzazione significa appunto farsi delle idee irrealistiche su qualcuno, per cui lei sa che le sue idee sono irrealistiche su questa persona, sono appunto delle idealizzazioni.

Probabilmente nella sua famiglia non sta trovando quella energia e quel relax di cui ha bisogno, per cui si è cercata una specie di svago da idealizzare. Una sorta di fuga, rifugio, di cui sente il bisogno (sente di meritarselo).

La spiegazione di questo "fatto della vita" andrebbero trovate, a mio avviso, tra le idee e concezioni che ha di famiglia, matrimonio felice, soddisfazione, e quello che è in realtà il suo sentire, stare attuale. Credo che andare da uno psicologo per alcune consulenze, in modo da mettere a fuoco il possibile senso di questa cosa, le sarebbe senz'altro di aiuto per fare maggiore chiarezza.

Un Saluto

(risponde il Dott. Massimo Giusti)

 

Pubblicato in data 08/08/08


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