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ansia, agorafobia, sessualità (164399)

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on . Postato in Sessualità | Letto 593 volte

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le risposte dellespertoSilvia, 28

 

Gentile dottore,
sono una ragazza di 28 anni con una relazione con un coetaneo che soffre di una grave forma di agorafobia e attacchi di panico.

Ci frequentiamo da più di un anno e inizio a stare davvero male per questa situazione.

Lui non esce di casa (massimo 200 metri), perchè poi inizia ad avere paura di stare male, prova una forte ansia che sfocia in un attacco di panico. Gli voglio bene, ma è da un anno che cerco di aiutarlo in tutti i modi con minimi risultati.

Premetto che anche i familiari non sanno più come aiutarlo, sono 2 anni che si trova in questa situazione. Tutto questo mi sta buttando in un grande stato di sconforto. Sarò egoista, ma non posso fare nulla, non posso nemmeno prendere un gelato con lui, presentarlo ai miei amici o alla mia famiglia. Non è in cura presso nessuno specialista poichè non è in grado di recarsi da loro e gli specialisti si rifiutano di andare da lui.

La cosa più assurda è che ho una laurea in psicologia che sto iniziando a disprezzare: cerco di capirlo in ogni modo, di aiutarlo (in modo limitato, non è di mia competenza e non sarei in grado)portandolo fuori, cercando di tranquillizzarlo e cercando di fargli fare qualche metro in più. Non è semplice però, frustrante al massimo: ogni progresso è susseguito da un successivo fallimento. Lui è una persona rigida, a mio parere tende ad essere manipolativo (sia con me che la sua famiglia),è molto difficile parlare apertamente con lui (elude i problemi,non li affronta). Ultimamente mi fa soffrire il fatto che sembra che esista solo lui (è fortemente ipocondriaco) mentre i miei bisogni e le mie necessità non esistono. io non riesco più a mettere da parte costantemente me stessa per lui.

Spesso mi viene voglia di urlare e dirgli che anche io ho bisogno.. Molte volte faccio presente i miei bisogni ma lui afferma che adesso devo accettare questa situazione, che si sta impegnando per cambiare. Io non riesco a vedere questi cambiamenti. il problema riguarda anche la sfera sessuale: vivendo con i genitori non abbiamo quasi mai momenti di privacy e di intimità. Io vorrei avere un rapporto sessuale normale con lui.

Tutto questo non sembra possibile... dice di avere una grave forma di allergia al lattice e di non poter usare le precauzioni. Io purtroppo non posso usare la pillola per un' eritema nodoso pregresso. Anche in questo caso mi sento sconfortata e ho rabbia..gli ho proposto di utilizzare altre precauzioni (senza lattice) , ma afferma di essere allergico anche a quelle. Non vuole rischiare senza precauzioni, quindi sono destinata a vivere a metà anche questo.

Ogni cosa che chiedo non posso averla, io veramente faccio di tutto, non so più cosa fare, come comportarmi. MI sta distruggendo tutto questo: a volte mi sento cattiva ed egoista sapendo che lui ha un problema. chiedo gentilmente un aiuto perchè così non posso andare avanti. grazie e scusate per la forma che ho utilizzato, è stato uno sfogo.

 


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Cara Silvia,
il problema esposto non è di facile soluzione poiché il tuo partner non vuole essere aiutato, classico degli ipocondriaci.

Gli specialisti fanno bene a non venire a casa poiché sarebbero squalificati deontologicamente forse potrebbe essere accompagnato presso asl da mezzi di associazioni volontarie per vedere ce almeno con l'ausilio di non dover essere lui a guidare o camminare può rompere il tabu.

La sessualità non può esistere in un soggetto descritto poiché aumentano i timori, come descriveva Freud nel racconto del piccolo Hans.

Credo nelle tue difficoltà ma da come descrivi la risoluzione dei problemi rimane molto lontana e se ti preme la tua vita sentimentale affettiva rifletti se puoi continuare una cosi disastrata relazione o cessarla sia pur con dolore.

Auguri

 

(Risponde il Dott. Sergio Puggelli)

 

Pubblicato in data 02/05/2014

 


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