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Sesso (165628)

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on . Postato in Sessualità | Letto 277 volte

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Francesca, 21 (165628)

La mia Storia: Buonasera, mi chiamo Roberta e ho 21 anni. Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo meraviglioso ma da sempre abbiamo problemi a vivere la nostra sessualità.
La mia famiglia mi ha insegnato i valori cristiani e questo ha sempre creato in me grandi sensi di colpa sia per la masturbazione che per l'atto completo. Il mio lui ha sempre rispettato le mie decisioni e difatti non abbiamo mai avuto un rapporto con penetrazione ma sempre e solo masturbazione a vicenda. 3 giorni fa però facendo del petting molto spinto per errore e senza nessuna volontà di entrambi mi ha penetrata causando la rottura dell'imene e quindi mi ha sverginata.
Ovviamente me ne sono accorta immediatamente, sono corsa in bagno e ho visto del sangue.
Mi sono rivestita e mi sono messa affianco al mio lui e sono scoppiata a piangere, lui invece non ha detto una parola per quanto era sconvolto.
L'accaduto ha scosso entrambi. Subito ho cercato di razionalizzare, mi sono detta che non può essere definita come prima volta perché è stato solo un incidente senza la nostra volontà.
Questa situazione crea in me moltissimi disagi, sono tre giorni che scoppio a piangere senza un reale motivo, cioè il motivo lo so ma in momenti del tutto inopportuni mi salgono le lacrime, mi viene da piangere e basta, non riesco a trattenermi. Forse la cosa che mi fa più male e il modo in cui è accaduto, io gli davo le spalle e diciamo che non era proprio una situazione romantica.
Nella mia mente sento ancora di essere vergine, non posso pensare diversamente sia perché effettivamente non riesco a dire di aver fatto l'amore per la prima volta sia perché, credo, che se mi rendessi consapevole di non esserlo più avrei un esaurimento nervoso. In questi giorni ho molto riflettuto sul significato di verginità e ogni volta trovo una definizione diversa, alcune mi confortano altre mi atterrano.
Ho fisicamente perso qualcosa che non ritornerà mai più ma dentro di me sento di non aver perduto nulla e questo mi causa una tremenda crisi.
Ho paura di perdere il contatto con la realtà, di ricostruire i fatti come mi fa comodo piuttosto che accettarli per come sono venuti e superarli.
Come posso riuscire a gestire meglio la situazione?

Mi rendo conto di essere stata lunga nonostante io abbia espresso solo l'essenziale e mi rendo conto della confusione presente in queste righe.
Ringrazio per il grande lavoro che svolgete e per una eventuale risposta.

 


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Cara Roberta

Ogni decisione sia essa religiosa morale e di valori deve essere rispettata se questa è ampiamente condivisa da entrambi i partner .dalla descrizione non è successo niente da un punto di vista psicologico poiché come descrivi la penetrazione non è stata voluta, ma solo una coincidenza probabilmente dalla vostra estasi.

E’ altrettanto vero, sempre psicologicamente se il desiderio della prima volta deve essere condiviso e voluto può avvenire in miglior situazione e desiderio successivamente.

Comprendo il tuo disagio e ti consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta psicodinamico che può aiutarti a capire la realtà umana non ostacolata da quella religiosa.

Ti consiglio di leggere il libro La coppia e i suoi segreti che ti darà alcune indicazioni di come le coppie vivono edito da Kemirik.

Auguri



(Risponde il dott. Sergio Puggelli)

Pubblicato in data 13/02/2015

 


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