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E se dormire di meno aiutasse a prevenire la depressione?

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on . Postato in News di psicologia | Letto 2057 volte

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Un ricercatore di psicologia ha trovato prove preliminari che il dormire poco può effettivamente ridurre il rischio di sintomi depressivi in alcune persone. Le sue scoperte sono state pubblicate sul Journal of Personality and Social Psychology.

depressione"La mia ricerca è focalizzata sulla risposta alla seguente domanda - dato uno stesso evento negativo della vita, perché una persona diventa depressa e un'altra persona no?", si è domandato l'autore dello studio Gerald J. Haeffel dell'Università di Notre Dame.

"Secondo le teorie cognitive che trattano la depressione, la risposta sta nel modo in cui la persona interpreta l'evento negativo della vita. Ci sono alcune persone che hanno una 'vulnerabilità cognitiva'. Questo termine in gergo significa che ci sono alcune persone che hanno la tendenza a generare pensieri negativi su se stessi e sul loro futuro dopo aver vissuto eventi negativi della vita.”

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"Questa tendenza (o vulnerabilità cognitiva) sembra essere un fattore di rischio simile ad una condizione difficile da modificare", ha osservato. "Lo scopo dello studio era quello di provare una nuova strategia di restrizione del sonno per aiutare chi ha questo tipo di vulnerabilità cognitiva".

“Abbiamo, dunque, cercato di affrontare le conseguenze di avere tale vulnerabilità (impedendo il consolidamento di pensieri negativi durante il sonno)."

Lo studio ha rilevato che dormire poco riduce il rischio di sintomi depressivi durante i periodi di stress; in particolar modo in quelli con un alto livello di vulnerabilità cognitiva, ma non in quelli con un basso livello di vulnerabilità.

I risultati sono stati basati su tre studi.

Haeffel ha condotto uno studio iniziale su 134 studenti universitari in cui ha intervistato i partecipanti riguardo la loro vulnerabilità cognitiva, concentrandosi principalmente su: sonno, eventi stressanti della vita e sintomi depressivi nell'arco di 4 settimane.

In un secondo studio, il ricercatore aveva osservato 47 studenti universitari che indossavano un dispositivo di actigraph che serviva per ottenere delle misure sul loro sonno, invece di fare affidamento sui self report. Il terzo studio, invece, consisteva in un un progetto sperimentale, in cui 40 partecipanti cognitivamente vulnerabili venivano assegnati in modo casuale ad un intervento di restrizione del sonno per 14 giorni od a una condizione di controllo.

"Lo studio suggerisce che il dormire di meno potrebbe aiutare gli individui ad alto rischio cognitivo per la depressione", ha spiegato Haeffel. "L'ipotesi riguarderebbe il fatto che dormire meno servirebbe a prevenire il consolidamento dei pensieri negativi generati dagli individui ad alto rischio di sintomatologie legate alla depressione".

Tuttavia questa ipotesi non deve essere considerata come un percorso comprovato per il trattamento clinico della depressione, in quanto non può venire generalizzata ed applicata per tutti gli individui.

"Il sonno è fondamentale per un sano funzionamento fisico e mentale. I benefici della limitazione del sonno, nel caso specifico del nostro studio, erano diretti a coloro che avevano alti livelli di vulnerabilità cognitiva e solo durante i periodi di stress elevato. ”

"Nuove e future ricerche saranno necessarie per replicare i risultati da noi ottenuti, e anche per capire più a fondo perché il dormire di meno sia stato vantaggioso per questo gruppo in particolare”, ha spiegato Haeffel." È importante determinare se il dormire di meno impedisca concretamente il consolidamento delle cognizioni negative o se funzioni a causa di altre ragioni (ad esempio per una riduzione del sonno REM).

"Allo stesso modo, saranno necessarie ulteriori ricerche per determinare la quantità ottimale di restrizione del sonno per prevenire la depressione in questo specifico gruppo di individui a rischio".

"Esistono numerosi trattamenti empiricamente supportati per la depressione, tra cui la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e i farmaci SSRI. È importante sottolineare che la CBT è efficace quanto i farmaci ed ha anche un effetto profilattico (il che significa che è soggetto ad una meno probabile ricaduta in futuro). " ha aggiunto Haeffel.

Lo studio era intitolato: “Don’t sleep on it: Less sleep reduces risk for depressive symptoms in cognitively vulnerable undergraduates”.

Tratto da Psy Post

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Emanuela Torrente)

 


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Tags: depressione sonno dormire vulnerabilità news di psicologia

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