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Dipendenza

on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 1360 volte

dipendenzaLa dipendenza è una condizione di bisogno incoercibile di uno specifico comportamento o di una determinata sostanza (stupefacenti, farmaci, alcol, shopping, Internet, …), per cui la persona dipendente perde ogni possibilità di controllo sull’impulso ad ottenere l’oggetto della stessa.

Secondo il DSM IV-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), “Per dipendenza si intende una modalità patologica d’uso della sostanza, che conduce a menomazione e a disagio clinicamente significativi, come manifestato da tre (o più) delle condizioni seguenti, che ricorrono in un qualunque momento dello stesso periodo di 12 mesi:
1. Tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti:
a. Il bisogno di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato;
b. Un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza;
2. Astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti:
a. La caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza;
b. La stessa sostanza (o una strettamente correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza;
3. La sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto.
4. Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza.
5. Una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza (per es., recandosi in visita da più medici o guidando per lunghe distanze), ad assumerla (per es., fumando "in catena"), o a riprendersi dai suoi effetti.
6. Interruzione o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’uso della sostanza.
7. Uso continuativo della sostanza nonostante la consapevolezza di avere un problema persistente o ricorrente, di natura fisica o psicologica, verosimilmente causato o esacerbato dalla sostanza (per es., il soggetto continua ad usare cocaina malgrado il riconoscimento di una depressione indotta da cocaina, oppure continua a bere malgrado il riconoscimento del peggioramento di un’ulcera a causa dell’assunzione di alcool)”.

Si possono distinguere, inoltre, una dipendenza:

  • Fisica, che consiste in uno stato biologico alterato nel soggetto, prodotta da condizionamenti neurobiologici, riconducibili ad una disfunzione del sistema di ricompensa (reward), quindi del sistema dopaminergico, situati nella regione cerebrale mesolimbica.
  • Psichica, la quale si caratterizza per l’alterazione dello stato psichico e comportamentale dell’individuo.

Non di rado possono subentrare entrambe le condizioni suddette, soprattutto nelle forme più gravi, ma è altrettanto vero che ci può essere dipendenza psicologica senza dipendenza fisica (come nel caso delle cosiddette Nuove Dipendenze).

I sintomi tipici della dipendenza possono essere sia di tipo psico-cognitivo, che fisiologico e comportamentale, ovvero:

  1. Discontrollo sui pensieri e sui comportamenti;
  2. Continui pensieri sulla sostanza e/o sulle modalità con le quali procurarsela;
  3. Elevati livelli di ansia;
  4. Depressione e/o altri disturbi dell’umore;
  5. Impulsività ed aggressività;
  6. Senso di colpa, di vergogna ed abbassamento dell’autostima;
  7. Ossessioni e compulsioni;
  8. Problemi del sonno;
  9. Problemi di concentrazione, attenzione e memoria;
  10. Forte dispendio economico (per tutto ciò che concerne la ricerca e l'utilizzo della sostanza o di una certa situazione);
  11. Seri problemi nei rapporti interpersonali (alcune volte con la loro perdita);
  12. Seri problemi nel lavoro (alcune volte con la sua perdita);
  13. Isolamento.

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Questi sintomi generano e tengono attivo un circolo sempre più vizioso, in cui pensieri e comportamenti verso la dipendenza provocano tensione, ansia, rabbia, stress, colpa, le quali a loro volta innescano ulteriori impulsi ed atteggiamenti di dipendenza. Nei casi più gravi, la persona può mettere a rischio la propria libertà, sicurezza ed incolumità, così come quella delle altre persone, pur di assecondare la propria dipendenza.

In psicanalisi, d’altro canto, la dipendenza è definita come una particolare sensazione relazionale, caratterizzata dalla sistematica sottomissione ad una figura protettiva o che si idealizza come tale. Alla base di tale condizione ci sarebbe una situazione di subordinazione dell’Io rispetto alle esigenze del mondo esterno, dell’Es e del Super-Io, per la quale l’individuo dipendente si rivolge continuamente agli altri perché si sente inadeguato a prendere decisioni o a risolvere problemi autonomamente. Tutto questo va ricondotto, secondo gli psicoanalisti, ad un’eccessiva dipendenza, nell’età infantile, dalla figura materna e a problemi nello sviluppo psicosessuale del bambino, risalenti, nello specifico, alla fase orale.

 

Bibliografia:

  • American Psychiatric Association (2000), DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision.
  • Enciclopedia Treccani.
  • Maldonato M., Dizionario di Scienze Psicologiche, Edizioni Simone.

 

(A cura della dottoressa Alice Fusella)

 

 

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Tags: dipendenza le parole della psicologia

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