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Far fronte alle grandi tragedie

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Tutti possono essere colpiti da eventi traumatici stravolgenti

calamità naturaliCosa succede quando ci si sente coinvolti emotivamente in eventi tragici successi a terze persone?

Prendiamo in considerazione la vita di persone innocenti sconvolte da accadimenti tragici; ciò ci permette di riflettere sulle diverse e complicate situazioni nel loro complesso.

Il pensiero che determinati eventi possano essere tragici per gli altri ci mette di fronte alla realtà che anche per noi possono verificarsi situazioni similmente drammatiche.

L’imprevisto mette i brividi, soprattutto quado si pensa che la vita può essere rubata in un attimo.

Recentemente alcuni eventi tragici sembrano verificarsi in maniera più rapida e frequente: crimini violenti, atti di terrorismo, incidenti, uragani, cicloni, inondazioni, o incendi.
Ci si sente come se immersi in una stessa realtà senza scampo anche se vista da lontano.

E’ opportuno comprendere che la consapevolezza di tali eventi è riconducibile ad una maggiore esposizione alle informazioni dei media, talvolta essa diventa ossessiva, influendo negativamente sulla salute emotiva.

Supponendo che non si è coinvolti direttamente in uno di questi eventi terribili, che cosa si dovrebbe fare per proteggersi da tale coinvolgimento?

Tutelarsi non significa respingere la gravità degli eventi altrui, ma, piuttosto, individuare un mezzo per salvaguardare la vita e il benessere nostro e di coloro che amiamo.

In primo luogo è necessario ottenere informazioni accurate sugli eventi; è necessario non guardare o leggere gli stessi fatti di cronaca più volte.

Una volta avute le informazioni di base, bisogna  venire a “patti con esse”,  con la consapevolezza che ci sono alcune circostanze della vita per le quali non è possibile avere risposta.

Bisogna  anche salvaguardare il benessere emotivo dei più giovani e rassicurare, soprattutto i bambini, effettuando riflessioni e considerazioni, attraverso un linguaggio appropriato all'età.

Tuttavia è necessario rendere omaggio alle vittime dei diversi eventi traumatici, nella maniera che si ritiene più opportuna: piccoli gesti ,preghiere quotidiane, riflessioni e note scritte.

Poi, però, bisogna focalizzarsi anche sulla propria vita personale, apprezzando i piccoli eventi della vita per i i quali riteniamo sia opportuno essere riconoscenti.

Rifocalizzarsi sulla propria vita non significa essere irrispettosi nei confronti delle persone meno fortunate, ma, piuttosto, rappresenta un modo per mantenere vivi la cultura e i valori per i quali abbiamo combattuto.

Quando si comprende che non è possibile separare sentimenti e paure personali da eventi tragici, diventa difficile controllare la propria vita, ed è necessario, dunque,  mettere in atto strategie di coping per ristabilire l'equilibrio nella vita quotidiana.

E’ possibile sentirsi stressati o ansioso, avere disturbi del sonno,disturbi  fisici  o si può essere più irritabili del solito.

Mettere in atto strategie di coping rappresenta un mezzo per alleviare i fattori di stress e le sfide della vita quotidiana.
 
E’ possibile utilizzare una vasta gamma di tattiche per questo scopo, come ad esempio la distrazione attraverso hobby o attività, esercizi , condotti in maniera regolare, o individuare strategie che aiutino a rilassare: meditazione, l'esercizio fisico e altre tecniche.

Provare per scegliere cosa meglio funziona per noi.

 

Tratto da Psycology Today

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Ilaria Addorisio De Feo)

 

 

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Tags: tragedia strategia di coping eventi traumatici terrorismo benessere emotivo

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