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'La salute psicologica è un Diritto'

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Il CNOP rivendica giustamente il diritto alla salute psicologica dei cittadini italiani, non considerata nelle ultime azioni di contrasto alla pandemia creata dal Covid-19. Un sentito commento di Catello Parmentola e il Comunicato del CNOP.

di Catello Parmentola

la salute psicologica è un diritto

In genere, quando mi viene chiesto un gesto di testimonianza, 'sento' di aderire (quando lo sento) in modo molto semplice, non entro troppo nel merito.

In questo caso però, la frase 'mi incontra' perché ho sempre lavorato nel pubblico per garantire servizi che erano un diritto.

E, a livello istituzionale, mi è toccato sempre l'impegno sulle misure formali della professione e su formulazioni mutuate dal Diritto.

Ma, soprattutto, negli ultimi mesi ho visto accesi dibattiti 'costituzionali' sui Diritti prevalenti e quello alla salute era declinato sempre solo sul corpo, convocava sempre solo medici.

Nonostante che la paura, la malattia, la morte, il lutto convocassero ed esponessero anche altre latitudini di noi stessi.

Nonostante che il restare a casa, i distanziamenti e, adesso, l'ansia della ripartenza, della precarietà, dell'incertezza, del futuro, convocassero ed esponessero anche altre latitudini di noi stessi.

Insomma, mi è parso che l'Emergenza abbia lasciato in un'oscura insignificanza (Laing) i Diritti dell'anima.

Tutto quello che è accaduto non è accaduto solo ai nostri corpi da un lato e all'economia dall'altro.

Non è risolvibile in una partita solo sociale regolabile solo da Decreti.

La periferizzazione dei temi psicologici lascia scoperto e inevaso un pezzo importante del discorso, della quota e della domanda umane che l'Emergenza ha posto.

Una trascuratezza che lede un Diritto alla cura.E, conseguentemente, molti diritti di chi ha questa cura tra i propri Oggetti professionali.

Per questo, che 'la salute psicologica sia un Diritto' perché forse la più importante quota parte del Diritto costituzionale alla salute, è giusto ricordarlo.

 

Questo il Comunicato del CNOP

COMUNICATO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI

LA SALUTE PSICOLOGICA È UN DIRITTO!

I cittadini chiedono azioni concrete a protezione della loro Salute Psicologica.
L’ultimo decreto del Governo interviene sugli aspetti economici della crisi, ma SEMBRA ignorare completamente l’allarme sulle conseguenze della pandemia per la Salute
Psicologica delle cittadine e dei cittadini: non c’è vera ripresa senza salute psicologica!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’importanza fondamentale del ruolo della psicologia e dello psicologo nella tutela della salute, come “stato di benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia".

Inoltre, gli innumerevoli contributi della ricerca sottolineano l’importanza di strutturare azioni concrete a prevenzione e protezione del benessere psicologico della popolazione mondiale.

Il recentissimo documento della Nazioni Unite parla chiaro: non POSSIAMO aspettare oltre.

L’emergenza è già in atto: quanto a lungo vogliamo lasciare che il Disagio psicologico si diffonda in silenzio?

L’emergenza sanitaria e l’evidente bisogno psicologico della popolazione ha costretto ad una attivazione di solidarietà della professione: migliaia di professionisti hanno prestato la
loro opera gratuitamente in centinaia di iniziative locali e nazionali. Lo stesso Ministero della Salute ha attivato un numero verde di sostegno psicologico grazie al lavoro solidale di 2mila psicologi. Su 10 psicologi mobilitati per la pandemia 7 lo hanno fatto in modo del tutto solidale (sondaggio CNOP sugli Iscritti).

Ma, come più volte segnalato, la solidarietà non basta. E oltretutto non si può chiedere a dei professionisti di lavorare gratuitamente per mesi. I bisogni psicologici dei cittadini hanno bisogno di considerazione e rispetto; i professionisti hanno bisogno di essere sostenuti e riconosciuti. Finita la prima emergenza bisogna mettere mano a risposte
strutturali, coordinate ed efficaci, non solo riparative ma soprattutto di promozione di risorse e resilienza.

La comunità professionale e scientifica della Psicologia italiana chiede al Governo ed al Parlamento l’inserimento di misure concrete a protezione della Salute Psicologica delle cittadine e dei cittadini.
In questa direzione, è fondamentale l’assunzione di psicologi e la previsione di investimenti specifici destinati al reclutamento del personale all’interno del decreto approvato dal Governo.

La situazione è insostenibile: già prima della pandemia gli psicologi della sanità pubblica erano largamente insufficienti per i bisogni correnti - come i dati puntuali presentati al Ministro della Salute documentano - oggi non è assolutamente pensabile che possano farsi carico di questa emergenza psicologica.

Negli ultimi tre anni sono andati in pensione il 25% degli psicologi del SSN senza che siano stati sostituiti. La psicoterapia è quasi scomparsa dal servizio pubblico, e il disagio ottiene solo psicofarmaci come risposta.

L’area della salute e del benessere psicologico, per le sue specificità clinico-organizzative, deve operare in un organico coordinamento fra il polo ospedaliero e la rete territoriale, attuando modelli di intervento a rete per la gestione delle situazioni ordinarie e di
emergenza, e consentendo un approccio integrato alla persona. In questa fase storica senza precedenti si è mostrata in modo ineluttabile l’esigenza di un coordinamento più efficace tra Ospedali e Territorio: è necessario allora recuperarlo attraverso la previsione, il potenziamento e la valorizzazione delle Unità di Psicologia che si interfacciano con i bisogni assistenziali e il territorio attraverso le varie figure come lo psicologo di cure primarie, di continuità assistenziale, per assicurare interventi di prossimità e di comunità.

Accanto a queste risposte strutturali è importante pensare ad un "bonus" per le fasce più a rischio e basso reddito per l'accesso rapido ad interventi nel privato per consentire risposte immediate.

Senza questi provvedimenti urgenti non ci sarà risposta neanche per le necessità più urgenti e le situazioni più vulnerabili, come i sopravvissuti al Covid, i parenti dei deceduti, gli operatori sanitari, ma anche i minori in situazioni di disagio, le donne vittime di violenza, le persone con disabilità, a rischio di per disturbi psichici e suicidio.

Non c'è salute senza salute psicologica, si curano persone oltre che corpi.

 

David Lazzari, presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e Ordine Psicologi Umbria
Laura Parolin, vice presidente Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e pres. Ordine Lombardia
Angela Quaquero, Esecutivo Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e pres. Ordine Sardegna
Roberto Calvani, Esecutivo Consiglio Nazionale Ordine Psicologi e pres. Ordine Friuli V.Giulia
Giuseppe Bontempo, presidente Ordine Psicologi Abruzzo
Luisa Langone, presidente Ordine Psicologi Basilicata
Armodio Lombardo, presidente Ordine Psicologi Calabria
Sabine Cagol, presidente Ordine Psicologi Prov. Bolzano
Roberto Cozzuto, presidente Ordine Psicologi Campania
Gabriele Raimondi, presidente Ordine Psicologi Emilia Romagna
Federico Conte, presidente Ordine Psicologi Lazio
Mara Fiaschi, presidente Ordine Psicologi Liguria
Katia Marilungo, presidente Ordine Psicologi Marche
Girolamo Baldassarre, presidente Ordine Psicologi Molise
Giancarlo Marenco, presidente Ordine Psicologi Piemonte
Vincenzo Gesualdo, presidente Ordine Psicologi Puglia
Gaetana D'Agostino, presidente Ordine Psicologi Sicilia
Maria Antonietta Gulino, presidente Ordine Psicologi Toscana
Roberta Bommassar, presidente Ordine Psicologi Prov. Trento
Alessandro Trento, presidente Ordine Psicologi Valle d'Aosta
Luca Pezzullo, presidente Ordine Psicologi Veneto
Nicola Panza, rappresentante Albo B Consiglio Nazionale

 

 

 

 


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