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Che cos'è la psicoterapia

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Dott. Massimo Rinaldi - Psicologo, Psicoterapeuta - Roma

Il panorama che offre la psicoterapia in Italia e nel mondo

è tale, con le sue innumerevoli varianti e differenziazioni, che il tentativo di offrirne una sintesi ordinata risulterebbe impresa assai complessa. Un paziente, che volesse documentarsi esaurientemente per scegliere consapevolmente il suo tipo preferito di psicoterapia, proverebbe un certo senso di smarrimento. Quel paziente si consoli pensando che

Dott. Massimo Rinaldi - Psicologo, Psicoterapeuta - Roma

Il panorama che offre la psicoterapia in Italia e nel mondo è tale, con le sue innumerevoli varianti e differenziazioni, che il tentativo di offrirne una sintesi ordinata risulterebbe impresa assai complessa. Un paziente, che volesse documentarsi esaurientemente per scegliere consapevolmente il suo tipo preferito di psicoterapia, proverebbe un certo senso di smarrimento. Quel paziente si consoli pensando che anche lo specialista si trova in difficoltà se cerca di elencare tutte le scuole e le impostazioni esistenti. Dunque non sarà questa l’operazione che dovremo fare per capire che cos’è la psicoterapia. Lasceremo semplicemente fuori dal discorso le improvvisazioni, le novità dell’ultima ora, le forme di sciamanesimo d’esportazione, e quant’altro ci si offre di "originale" e inconsueto (senza con questo voler giudicare negativamente i tentativi di innovazione) e cercheremo di costruire un immagine chiara e comprensibile della psicoterapia in generale. La parola psicoterapia evoca immediatamente, nell’immaginario collettivo, poltrone e lettini, colloqui più o meno imbarazzanti, interminabili serie di incontri e un vago senso di insicurezza e violazione della nostra intimità. In fondo, ci mette a disagio soprattutto il pensiero che qualcuno possa agire sulla nostra psiche. Ma è davvero così che stanno le cose?

Dal 1989, anno di promulgazione della legge di ordinamento della professione di psicologo, esiste anche una regolamentazione legale della psicoterapia e del ruolo dello psicoterapeuta. E da allora la parola è divenuta di uso assai più comune che non prima.

Il concetto odierno di psicoterapia nasce dalla confluenza dei contributi di tre indirizzi distinti: psichiatria, psicologia accademica, psicoanalisi. Ciascuna di queste scuole di pensiero ha autonomamente elaborato, nel corso di quest’ultimo secolo, una propria prassi per il trattamento dei disturbi nervosi.

La psichiatria, più antica, vanta la primogenitura, ma soprattutto sul piano medico, con numerose tecniche di trattamento fisico, ormai abbandonate, e farmacologico, che ha poi preso il sopravvento intorno agli anni sessanta con la diffusione degli psicofarmaci. Criticamente diremo che il trattamento psicologico dei disturbi le è stato estraneo per secoli. Molti psichiatri sono ricorsi e ricorrono alla psicoanalisi per cercare di acquisire degli strumenti psicoterapeutici validi. Pur tuttavia, nessuno può prescindere oggi dalla psichiatria nella classificazione e nella cura dei disturbi nervosi e mentali.

Gli psicoanalisti, dal canto loro, proseguivano le ricerche e le terapie sulla scia dell’impostazione originale di Freud, che fu la più grande innovazione terapeutica del secolo passato. Si trattò della prima forma di psicoterapia, poiché per la prima volta si agiva direttamente sull’interiorità del paziente, dando importanza al suo vissuto soggettivo, dando spazio al suo racconto, e favorendo la sua presa di coscienza, nella fiducia che questo gli avrebbe consentito di ristrutturare le sue dinamiche interiori. E questi sono proprio i capisaldi di ogni forma di psicoterapia.

Gli psicologi accademici, infine, sulla base soprattutto degli studi di Pavlov, di Watson e di Skinner sull’apprendimento per condizionamento, davano luogo al tentativo di applicare concretamente le loro scoperte e le loro teorie. L’efficacia terapeutica di queste tecniche si realizzava soprattutto nel campo del trattamento delle fobie, o della modificazione delle abitudini comportamentali in genere.

Altre scuole nel frattempo nascevano a ripetizione, dalla correzione e dalla revisione delle precedenti, o dal recupero di tecniche "passate di moda". L’ipnosi, ad esempio, che Freud inizialmente utilizzò, abbandonandola poi per passare alla tecnica psico-analitica, non fu mai abbandonata del tutto e sta conoscendo, in questi ultimi anni, una nuova diffusione.

Nella concretezza delle cose, esistono vari tipi di psicoterapia. La tecnica di base è sempre il dialogo verbale, ma ci sono molte variazioni. Non sono rare forme di lavoro corporeo, con esercizi di movimento, di postura e di respirazione. Nella psicoterapia individuale il paziente ed il terapeuta si trovano a tu per tu, quasi sempre di fronte (tranne che nella psicoanalisi tradizionale, in cui il terapeuta si colloca dietro al lettino su cui sta sdraiato il paziente), su due poltrone o attorno a una scrivania. Nella psicoterapia di gruppo i terapeuti sono generalmente due ed i pazienti possono essere seduti in cerchio, oppure muoversi in spazi più o meno strutturati, per eseguire esercizi di diverso genere (psicodramma, bioenergetica, danzaterapia, ecc.).

Nelle forme analitiche di psicoterapia, l’interesse viene rivolto principalmente al vissuto del paziente, conscio e inconscio, allo scopo di interpretare la vita psichica del paziente, anche alla luce degli eventi passati. Ma in questo campo molte sono le varianti: dalla visione causalistica freudiana, a quella finalistica junghiana, dalla concezione bioenergetica di Wilhelm Reich a quella umanistica di Eric Fromm, alle innumerevoli varianti neo-freudiane.

La psicoanalisi - con questo nome si intende precisamente l'impostazione della scuola originata dall'opera di Sigmund Freud - è storicamente la prima forma di psicoterapia. In essa, il paziente viene portato ad esaminare il proprio vissuto emotivo e affettivo, con una grande attenzione per il passato anche remoto, ossia per gli antichi rapporti con i propri genitori. La "storia" del paziente assume così la più grande importanza, nell'ottica di una concezione che vede negli episodi dell'infanzia le cause della "malattia" o "nevrosi". La più importante scoperta di Freud, per quanto non completamente originale, è l'osservazione che le motivazioni all'agire sono frequentemente di natura inconscia, risultando i motivi coscienti essere delle coperture per nascondere le pulsioni inconsce. La presa di coscienza di tali pulsioni rappresenta la svolta per la guarigione dalla nevrosi. Numerose sono le scuole neo-freudiane, che fanno capo ad autori che sono stati capaci di ampliare il messaggio del maestro senza alterarne le fondamenta, ossia senza mettere in discussione la teoria della sessualità (libido) infantile.

La psicologia analitica - che fa capo alle concezioni di Carl Gustav Jung - rappresenta la più importante alternativa alla psicoanalisi nell'ambito delle impostazioni di tipo analitico. In essa viene considerato lo spirito con cui il paziente vive la propria condizione esistenziale, e il suo rapporto con il mondo esterno e con quello interiore, facendo particolarmente riferimento a quelle forme psichiche, specifiche ma collettive, che sono le immagini archetipiche. Parlando figuratamente, l'impostazione junghiana si occupa particolarmente, più che da dove il paziente venga, di dove va. Alcuni concetti base sviluppati da Jung, come il complesso, o il tipo introverso o estroverso, o l'inconscio collettivo, sono entrati nella cultura quotidiana e nel nostro parlare comune.

La psicologia individuale, ispirata all'insegnamento di Alfred Adler, si fonda sull'importante scoperta della volontà di potenza. Andando al di là del riduzionismo sessuale di Freud, Adler si rese conto che molto spesso (sempre, secondo A.) gli uomini agiscono per difendersi dai sentimenti di inferiorità, in base al principio della volontà di potenza. Anche in questo caso, la presa di coscienza delle pulsioni inconsce viene vista come chiave di volta della terapia.

La terapia bioenergetica è stata fondata da un allievo particolarmente eretico di Freud, Wilhelm Reich. Questo tipo di terapia, sviluppata meglio nella seconda metà del secolo da Alexander Lowen, si basa sul principio della corrispondenza tra la struttura psichica, o caratteriale, e la struttura muscolare e l'atteggiamento posturale, in una concezione che pone in primo piano l'aspetto dell'equilibrio energetico dell'organismo. Lavorando in primo luogo sul corpo, Lowen punta a raggiungere i blocchi psicologici che determinano lo stato di nevrosi.

Una importante scuola "minore" (nel senso della diffusione, non della validità) è quella che fa capo allo psichiatra austriaco Viktor Frankl, e che prende il nome di logoterapia. Scomparso di recente, questo terapeuta ed autore ha riscoperto in forma esplicita la componente spirituale dell'uomo, ed il suo bisogno di significato. La scuola frankliana pratica una psicoterapia volta al recupero del significato dell'esistenza a partire dal senso del vivere quotidiano. Essa rende giustizia all'essere umano inteso nella sua complessità, spazzando via i riduzionismi di ogni tipo.

La terapia "centrata sul cliente" di Carl Rogers si colloca nell'area della psicologia umanistica, poiché si fonda sul riconoscimento dell'essere umano quale egli è. Il terapeuta non deve cercare, quindi, di favorirne il cambiamento in se stesso, quanto piuttosto di riconoscerlo e aiutarlo a riconoscersi, restituendogli così la pienezza dell'esperienza e della dimensione interiore cosciente.

La terapia relazionale costituisce un'importante applicazione della psicologia della comunicazione e della psicologia dei gruppi. Ne esistono versioni e varietà diverse, ma tutte si fondano sull'analisi delle dinamiche relazionali del paziente all'interno del suo gruppo-famiglia, e si applica come terapia di gruppo, poiché alle sedute devono generalmente partecipare anche i familiari del paziente stesso. Si può affermare che l'obiettivo terapeutico di questa scuola è la rimozione del disagio, che costituisce molte volte un vero e proprio ostacolo anche al vivere in armonia con se stessi. Tuttavia, è qui in ombra l'aspetto introspettivo. Di solito si tratta di una forma breve di psicoterapia.

La terapia cognitivista rappresenta una evoluzione positiva e moderna delle impostazioni comportamentiste che prevalsero negli States nella prima metà del '900. Essa si attua nell'ottica della prevalenza delle funzioni cognitive negli equilibri della vita interiore e del rapporto dell'individuo con il mondo. Studiando il "come" della vita psichica, delle scelte, degli atteggiamenti, dei modi di essere e di porsi, cerca di rimuovere alcune fondamentali cause di disagio, insuccesso, malessere. In ombra rimangono tuttavia i "perché", cari alle varie forme di psicoanalisi.

Lo psicodramma di J.L. Moreno, anch'esso di collocazione umanistica, è una forma di psicoterapia di gruppo nella quale ciascun paziente "rappresenta" se stesso, dando forma drammatica (teatrale) alle proprie vicende interiori, passate o presenti, in una restituzione della senso della unitarietà della propria esperienza e della totalità della psiche, derivante dalla oggettivazione della propria dinamica psichica e dallo scambio relazionale instaurato nel gruppo. Nell'esperienza collettiva si realizza una catarsi delle tensioni, dei blocchi, del disagio profondo, come avveniva nelle rappresentazioni misteriche dell'antica Grecia, dalle quali nacque il teatro.

Non possiamo non citare infine una impostazione che, pur non avendo costituito in Italia una scuola formale, è presente nell'attività di diversi psicoterapeuti, e in Germania e Svizzera con gruppi e strutture organizzate, anche di tipo ospedaliero: la scuola antroposofica, o steineriana. Essa deriva dalla scuola medica, fondata da Rudolf Steiner agli inizi del secolo come applicazione terapeutica della sua vasta dottrina filosofica e scientifica. L'approccio della medicina steineriana abbraccia e affronta anche gli aspetti psichiatrici e psicologici della malattia, arrivando a sviluppare propri metodi terapeutici, applicati in Germania e Svizzera anche in cliniche specializzate. Più di ogni altra scuola, l'antroposofia evidenzia, all'interno della costituzione complessiva dell'uomo, la sua componente spirituale, facendo di essa il fulcro dell'approccio terapeutico. L'analisi del profondo viene qui ad acquistare nuove prospettive e nuovi ampliamenti, ed acquista valore il senso della biografia dell'individuo, nell'ottica di un ritrovato significato del destino individuale (inteso come percorso da compiere in piena consapevolezza e libertà di scelta).

Esistono inoltre svariate altre scuole, ma esaurirle in un quadro panoramico completo risulterebbe impresa degna di altri scopi che non queste brevi note.

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