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Matteo si faceva le canne. Ha risolto con la Psicoterapia

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on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 3108 volte

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Matteo ha 17 anni e da quasi un anno non si droga più.

matteo si faceva le canne

Era venuto da me accompagnato dai suoi genitori perché in terzo superiore aveva grossi problemi di rendimento scolastico che lo stavano portando verso la bocciatura. Il ragazzo non dormiva più, mangiava poco e si sentiva depresso.

Nel frattempo aveva iniziato a fare uso di cannabis, all’inizio insieme agli amici e poi anche da solo a casa. I genitori l’avevano scoperto e si erano molto allarmati. Ne avevano parlato con la scuola e su consiglio delle professoresse hanno deciso di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta.

Ho svolto una prima seduta con la presenza congiunta di padre, madre e figlio. Poi ho seguito il ragazzo per altre 6 settimane e per chiudere ho rivisto tutta la famiglia.

Spesso si pensa che il problema sia la droga, ma questo è vero solo in superficie. In realtà l’utilizzo di stupefacenti è solo un sintomo, un segnale di disagio, che va inquadrato nella STORIA della persona. In Psicoterapia comprendiamo a fondo le cause emotive che hanno portato a quel comportamento e che lo mantengono.

Matteo aveva avuto un’infanzia apparentemente “normale”, senza grossi traumi. I genitori però erano un po’ assenti emotivamente, così presi dal lavoro da delegare il bambino ai genitori della madre. Matteo infatti si era molto legato a sua nonna, tanto da preferirla a sua madre Linda.

Si era creato così un circolo vizioso: più il bambino si sentiva poco amato dalla madre (sentendosi inconsciamente “sbagliato” e “non degno”), più si affezionava alla nonna. Questa vicinanza con la nonna faceva sentire Linda incapace come madre, sviluppando così un segreto risentimento nei confronti del ragazzino, che di fatto preferiva la nonna alla madre. In tutto ciò il padre di Matteo ha “assecondato” il figlio, lasciandolo dai nonni durante i weekend e le vacanze estive.

In questo modo anche il fondamentale rapporto col padre non si è potuto sviluppare appieno. La nonna di Matteo è morta quando lui aveva 12 anni, un’età delicatissima per lo sviluppo cerebrale. In apparenza Matteo ha reagito bene, quasi non ha pianto, “è stato forte”, come volevano i suoi genitori. Ma interiormente questo lutto non elaborato, unito ai problemi di accudimento della prima infanzia, ha iniziato a lavorare inconsciamente e creare disagio psico-fisico.

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Non poter esprimere adeguatamente le nostre emozioni ci porta ad ammalarci e cercare compensazioni sintomatiche al disagio. E così Matteo ha iniziato a sentirsi inspiegabilmente agitato, angosciato, ad avere mal di pancia, mal di testa, senso di stanchezza, ecc. Non riusciva a concentrarsi, ha iniziato ad andare male a scuola, a rispondere sgarbatamente ai propri genitori, ha rinunciato allo sport e nel frattempo è entrato in contatto con la cannabis. Fumando si rilassava un po’ e poteva tollerare meglio quelle spiacevoli sensazioni di vuoto, di tristezza e di “noia”. In questo modo però il problema non si risolveva, piuttosto nel tempo si amplificava.

In Psicoterapia Matteo ha avuto modo di conoscere e ri-conoscere come la sua storia personale e i fatti apparentemente “normali” della sua infanzia hanno influito sul suo modo di essere. Ha riconosciuto che le canne gli sono servite per “addormentare un po’ il dolore” ma che esistono delle strade più sane e utili per stare bene. Con la Psicoterapia EMDR ha potuto elaborare il trauma della morte della nonna.

Grazie alla Psicoterapia corporea e Bioenergetica ha imparato a conoscere meglio il suo corpo, gestire l’ansia e sentirsi libero e sereno anche senza droga. Ha ripreso alla grande gli studi e il rendimento scolastico è migliorato. Nel frattempo ha iniziato a praticare sport e cambiato giro di amici.

 

A cura del Dottor Roberto Ausilio

 

 

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Tags: dipendenza adolescenza droghe

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