Pubblicità

Una buona comunicazione riduce il rischio di conflitto sul lavoro

0
condivisioni

on . Postato in La psicologia del lavoro | Letto 2345 volte

4.75 1 1 1 1 1 Votazione 4.75 (4 Voti)

Una buona comunicazione e La comprensione si sé e dell’altro sono alla base di una relazione utile, serena, efficace.

buona comunicazioneRaramente sul posto di lavoro si usano modalità comunicative differenti da quelle usate anche in altri contesti e la incapacità di modularsi, sapendo quando e come modificare il proprio modo di dire o quello che si pensa, è tra le cause sia del conflitto che del malessere.

Non essere capiti nella richiesta dei propri bisogni o delle proposte professionali, è frustrante, mina l’autostima e rafforza la convinzione di non essere all’altezza o di non avere sufficientemente credibilità e quindi competenza.

In realtà riuscire a sentirsi apprezzati e compresi richiede una co-costruzione nel rapporto con l’altro (capo o collega) e una comunicazione tanto efficace quanto assertiva.

Proviamo a esaminare da vicino tre degli stili comunicativi spesso usati ovvero: l’aggressivo, il passivo, l’assertivo.

Comunicare in modo aggressivo non significa solo usare un tono di voce o un atteggiamento non verbale (gesticolare con rabbia, essere troppo vicino all’interlocutore, toccarlo) ma anche esprimersi verbalmente con parole inadatte alla situazione. Chi è abituato a relazionarsi in questo modo tende a mettersi al centro dell’attenzione, senza tener conto della posizione dell’altro, rimarcando posizioni senza metterle in discussione. Alla base del comportamento c’è spesso una errata convinzione che senza mostrare caparbietà e forza si sarebbe deboli, non competitivi. Se perpetrato e usato come unisco stile comunicativo ha come conseguenza la difficoltà di tessere relazioni, creare alleanze, stress, solitudine.

Pubblicità

Lo stile passivo si potrebbe definire come il contrario del precedente. Chi lo usa non riesce a riconoscerne né il proprio valore, né i propri diritti. Tende a dare eccessiva importanza al bisogno dell’altro, a mettersi in disparte, a stare in ombra sia perché convinto di non meritare nulla, sia per evitare discussioni e conflitti che non sarebbe in grado di gestire. Le strategie usate sono il «non detto», il «mi accontento», il «a me basta questo». Le conseguenze la sensazione di non essere adatto a nessun ruolo o contento e il costante inesauribile bisogno di approvazione.  

Lo stile assertivo si osserva quando l’interlocutore è capace di adattare la sua comunicazione alla situazione e alle persone con le quali è in relazione. Riconosce i propri bisogni e riesce a esprimerli nel rispetto di quelli degli altri. Il suo non verbale è congruo al contenuto di quanto afferma, non teme l’opposizione, il confronto e neppure il conflitto. Il suo scopo è comprendere ed essere compreso. Sul luogo lavoro mantiene ben separate le problematiche personali (un problema di coppia, una complessa relazione con i figli) da quelle professionali. Se contraddetto o se non ottiene quanto richiesto, accetta la situazione senza mettere in discussione autostima ed autoefficacia.

(Articolo a cura della Dottoressa Mariangela Ciceri, dottore in psicologia e counselor
autrice del volume Il counseling in azienda e nei gruppi. Comunicazioni efficaci ed analisi delle relazioni)

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Stai cercando un pubblico specifico interessato alle tue iniziative nel campo della psicologia?
Sei nel posto giusto.
Attiva una campagna pubblicitaria su Psiconline
logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia adatta alle tue esigenze? O quella più vicina al tuo luogo di residenza? Cercala su logo.png




 

Tags: comunicazione bisogni conflitto

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Problemi con marito [162342796…

Viola, 38 anni     Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per dei problemi con mio marito.Mio marito è molto irascibile ma oltre a urlare no...

Ansia e paura nella guida [162…

Clarissa, 22 anni       Salve, vi scrivo perchè da un paio di mesi sto facendo le guide in autoscuola ma la sto vivendo un po' male...

Sensazione di essere preso in …

  Michele, 75 anni     Gent.mo Dott., sono un musicista (ed ex bancario). Da un po' di tempo mi reco presso un negozio saltuariamente do...

Area Professionale

La trasmissione intergenerazio…

Modificazioni epigenetiche nei figli di sopravvissuti all’Olocausto I figli di persone traumatizzate hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo post-t...

Il Protocollo CNOP-MIUR e gli …

di Catello Parmentola CNOP e MIUR hanno firmato nel 2020 un Protocollo d'intesa per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche. Evento molto positiv...

Come gestire il transfert nega…

Per non soccombere alle proiezioni negative del transfert, lo psicoterapeuta deve conoscere con convinzione ciò che appartiene alla psiche del paziente e ciò ch...

Le parole della Psicologia

Folie à deux

La folie à deux è un disturbo psicotico condiviso, ossia una “follia simultanea in due persone”.  Essa è una psicosi reattiva che insorge in modo simultane...

Disfunzioni Sessuali

La classificazione proposta dall’ICD-10 (International Classification of Diseases, Decima Versione) indica, innanzitutto, quattro criteri generali per poter d...

Psicologia

La psicologia è una scienza che studia i processi psichici, consci e inconsci, cognitivi (percezione, attenzione, memoria, linguaggio, pensiero ecc.) e dinamici...

News Letters

0
condivisioni